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[Intervista] Vezua, il sito italiano di ecommerce che usa parte dei profitti per piantare foreste

Tiscali News ha intervistato i giovani fondatori Francesco Salvi e Giulia Faleri,

Samanta Sartidi Samanta Sarti   
[Intervista] Vezua, il sito italiano di ecommerce che usa parte dei profitti per piantare foreste
Foto Ansa

Si fa presto a dire Green. I furbastri pullulano in un settore ricco di possibilità di business in ogni settore, anche in periodo di crisi globale. In che modo evitare i raggiri, come tutelare la nostra salute e quella del Pianeta? Per fronteggiare la diffusione del greenwhashing, la sostenibilità di facciata, oltreoceano, la Sec (equivalente americano della Consob) ha creato una task force specializzata in tematiche ESG per scovare le aziende che dichiarano falsi obiettivi sostenibili.

A livello europeo, in assenza di task force, ci si muove nella direzione di normative comuni e un importante passo avanti è la recete pubblicazione dei risultati dell’indagine (uno screening a tappeto sui siti web delle aziende che dichiarano obiettivi green) condotta annualmente dall’International Consumer Protection and Enforcement Network (ICPEN), la rete internazionale per la tutela dei consumatori e l’applicazione delle norme in materia. I risultati, purtroppo allarmanti sulla percentuale di dichiarazioni false o ingannevoli in fatto di sostenibilità dei prodotti e di tutta la filiera ad essi correlata, rendono sempre più urgente una proposta di legge concreta da sottoporre all’approvazione unanime delle autorità competenti.  

Nel frattempo, i consumatori attenti e responsabili devono fare da sé e possono trovare un valido supporto agli acquisti di tutti i giorni navigando sui marketplace eco-friendly che mettono ben in evidenza i requisiti certificati di ecosostenibilità dei prodotti in vetrina e delle aziende afferenti.

Tiscali News ha chiesto ai giovani fondatori, Francesco Salvi e Giulia Faleri, le dinamiche di compra-vendita di Vezua, “il portale dell’ecosostenibilità che mira a dar vita ad una nuova frontiera degli acquisti online creando valore sociale e ambientale”.

Francesco, Giulia, Vezua nasce in ottobre 2020: chi vi ha aiutato ad avviare la piattaforma?

“Nel 2019 noi due fondatori abbiamo aperto la società O2 Forest, che è diventata formalmente una startup innovativa nel 2020. Il nostro obiettivo è ricreare ecosistemi di foreste nelle varie zone del mondo, sull’esempio degli scritti degli scienziati Stefano Mancuso e Tom Crowther. Ci siamo chiesti: come dare vita a un nuovo paradigma di commercio che crei valore sociale, ambientale coinvolgendo attivamente le persone?

L’idea del marketplace è nata constatando che la maggior parte delle realtà ecosostenibili ha difficoltà a farsi notare solo con il proprio e-commerce ma, allo stesso tempo, sempre più persone ricercano prodotti/servizi etici ed ecologici. Vezua nasce come punto di aggregazione tra domanda e offerta di prodotti e servizi ecosostenibili.

Inizialmente abbiamo fatto un percorso di accompagnamento imprenditoriale assieme a Impact Hub di Trentino Sviluppo, dove abbiamo trovato molti collaboratori ancora presenti. Nel tempo abbiamo stretto collaborazioni con ulteriori realtà che ci seguono nelle varie fasi di sviluppo”.

Cosa distingue il vostro marketplace da altri simili presenti online?

“Il primo tratto distintivo è che la parte di e-commerce è solo una sezione di Vezua. Il progetto è infatti un vero e proprio portale dell’ecosostenibilità dove le persone possano trovare tutto ciò che la green economy ha da offrire: aziende, prodotti, professionisti, annunci, notizie, servizi etc.

Vezua è un centro commerciale virtuale che racchiude shop sostenibili di varie aziende. Altri aspetti importanti sono, lato consumatore, il fatto di avere svariate categorie ecosostenibili (in modo da trovare l’alternativa sostenibile a tutto); il contatto diretto con il venditore per ridurre al minimo le emissioni; acquistare prodotti da aziende “certificate” sostenibili. Lato venditore, avere un platfond di potenziali clienti interessati solo alla sostenibilità; uno shop online smart all’interno di un marketplace globale e completo di tutte le funzionalità per vendere i propri prodotti; spedizioni internazionali; inserire annunci di servizi e/o offerte di lavoro.

E poi, su Vezua sono le persone a creare valore. I profitti generati da ogni acquisto o vendita li utilizziamo per acquistare terreni e dare vita a ecosistemi di foreste (che le persone possono visitare e “vivere”) collaborando con gli enti forestali del territorio piantumato. E molti altri progetti. Grazie alla collaborazione di esperti, realizziamo ogni progetto senza devolvere i ricavi ad enti terzi.

Tutto questo fa parte del nostro statuto e tra pochi giorni diventeremo Società Benefit. Il nostro primo terreno-foresta si trova in Toscana e sarà piantumato nella settimana dal 12 al 18 Aprile”.

Quante sono attualmente e a quali categorie merceologiche appartengono le aziende che espongono/vendono prodotti su Vezua?

“Attualmente abbiamo 40 aziende italiane, tra PMI e artigiani. Le categorie merceologiche presenti sono: abbigliamento, arredamento, artigianato, articoli per la casa, giocattoli per bambini, cibo e bevande, scarpe e alcuni prodotti tech per la purificazione dell’aria, per il lavaggio in lavatrice e bici elettriche”.

In che modo gli acquirenti possono verificare la sostenibilità dei prodotti in vendita sul portale e la loro filiera?

“Al momento abbiamo criteri minimi di approvazione, consultabili sul sito: le aziende firmano un contratto dove dichiarano il possesso dei requisiti di approvazione, controlliamo la visura camerale e le documentazioni necessarie per gli accertamenti. Questo processo al momento è manuale ma abbiamo avviato una collaborazione con un’importante azienda che si occuperà dello sviluppo di un algoritmo di sostenibilità basato su criteri ESG ed i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Questo sarà integrato all’interno della piattaforma e permetterà, attraverso una serie di documentazioni e parametri che dovranno essere inseriti dalle aziende, di verificare il loro SI (Sustainability index)”.

La tecnologia è proprietaria? Come gestite il matching tra dati eterogenei, “globali”? Per quanto concerne i sistemi di pagamento, come tutelate gli utenti dalle frodi?

“Sì, la piattaforma è realizzata senza poggiarsi a fornitori di terze parti ma attraverso tecnologie di programmazione in cloud computing. I sistemi di pagamento sono gestiti dal provider Stripe. Vezua utilizza Stripe Connect per marketplace che è integrato all’interno della piattaforma e questo ci permette sia di agevolare i venditori, consentendo loro di ricevere in tempo reale le transazioni degli acquisti, sia di tutelare gli utenti dalle frodi attraverso la sicurezza dei sistemi Stripe conformi e aggiornati sulle normative privacy di ogni Paese”. 

Tecnologia e rispetto per l’ambiente: i vostri server sono alimentati al 100% da energie rinnovabili e, per ogni acquisto su Vezua, parte del ricavato viene donato per la piantumazione di terreni incolti. Come funziona la “vostra filiera” ecosostenibile?

“I server che utilizziamo per l’infrastruttura Vezua sono google cloud e alimentati appunto al 100% da energie rinnovabili. Per quanto riguarda la ricreazione di ecosistemi, in realtà non “doniamo” parte del ricavato ma siamo appunto noi, come da regolamento di statuto aziendale, a realizzare e finanziare i progetti di riforestazione in terreni di nostra proprietà o anche in terreni dove in concordanza con il/i proprietario/i viene pattuita la permanenza delle piante”.

Dove siete basati e da quante persone è composto il vostro team?

“Diciamo che il team è geograficamente eterogeneo. Noi fondatori siamo basati a Trento assieme ad alcuni collaboratori (sia di Impact Hub sia delle tre aziende che ci seguono per la piattaforma, la parte marketing e le certificazioni) mentre altre due realtà sono di Milano. Alcuni componenti del team sono in Lombardia e uno vive a Berlino. Il primo terreno acquistato è in Toscana così come la sede legale dell’azienda (noi founder siamo della provincia di Siena). Ci si sposta, pandemia permettendo, nei vari luoghi in cui iniziamo lavori e progetti.

Oltre a noi due fondatori, due ragazzi si occupano dei clienti B2B in Italia e all’estero, un tecnico gestisce la piattaforma, una figura cura le partnership all’estero e una figura i social media”.

Che tipo di assistenza fornite ad aziende e clienti?

“Ogni azienda ha il supporto del team commerciale e viene guidata nelle varie fasi di registrazione da una persona del team Vezua (anche se possono decidere di farlo autonomamente). Per qualsiasi bisogno possono contattare la nostra assistenza e ricevere risposta. Un aspetto importante è che, essendo la piattaforma abilitata a qualsiasi tipo di customizzazione, possiamo eventualmente implementare o integrare funzionalità importanti che ci vengono richieste dai clienti per agevolare il loro business su Vezua. Lato acquirenti, oltre ai controlli sui prodotti e sulle aziende da cui possono comprare, garantiamo assistenza in caso di bisogno.

Ogni acquirente, è importante precisare, compra direttamente dai rivenditori, non siamo noi a vendere ma forniamo lo spazio web per farlo; gli acquirenti possono contattare direttamente i rivenditori tramite indicazioni di contatto che ricevono per mail assieme al riepilogo degli ordini”.

Progetti per il futuro?

“Senza dubbio, partnership per progetti di riforestazione all’estero e l’aggiunta di aziende straniere. Lato piattaforma, l’implementazione di funzioni aggiuntive per diventare un “portale” leader per l’ecosostenibilità attraverso cui non solo comprare, ma vivere a 360 gradi tutte tematiche ambientali”.

Giulia Faleri e Francesco Salvi. Fonte: Vezua
Samanta Sartidi Samanta Sarti   

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