Rivoluzione digitale anche per l’underwear? E' italiano il marketplace dell’intimo che punta all’Europa

Unyli è la piattaforma multicanale italiana che accelera la trasformazione digitale dei punti vendita con occhio di riguardo al capitale umano

Rivoluzione digitale anche per l’underwear? E' italiano il marketplace dell’intimo che punta all’Europa

Cambiano i gusti e le modalità di acquisto nel settore della biancheria intima maschile e femminile. Ciò che non cambia è la capacità di generare business. Stando alle stime sull’export (periodo gennaio-settembre 2019) elaborate dal Centro Studi di Camera di Commercio di Pistoia su dati Infocamere e Istat, a livello nazionale, sono state esportate merci per un valore vicino a 2,9 miliardi di euro. 

In attesa di statistiche aggiornate, che tengano presente l’impatto della pandemia, i retailer e le associazioni di categoria iniziano a tirare le somme sul ruolo di acceleratore giocato dalla tecnologia. I brand nativi digitali, grazie al supporto di Intelligenza Artificiale e Machine Learning per l’analisi dei big data profilati sui desiderata dei clienti, stanno superando lo scetticismo intrinseco alla domanda: “Mi andrà bene? La taglia sarà quella giusta?”.

I punti vendita fisici come possono adeguarsi alle nuove tendenze? Tiscali News lo ha chiesto a Valentina Fabbri e Francesco De Paolo, fondatori della start up Retail Capital che, di recente, ha dato vita a Unyli, una piattaforma multicanale che accompagna i retailer dell'intimo nel percorso di digital transformation.

Francesco, Valentina quando è nata Retail Capital e quali sono i punti di forza della vostra start up?

“Retail Capital è il primo marketplace europeo nel settore underwear,  è una startup innovativa nata nel 2019 con l’obiettivo di rivoluzionare, a livello globale, il mondo dell’intimo; la società unisce il mondo fisico e il mondo digitale, l’azienda produttrice, la boutique sotto casa e lo store online; l’esperienza e la qualità offerte dalle aziende del settore, la professionalità dei negozianti e le esigenze di ogni consumatore attento alla qualità e al benessere. Retail Capital è un ecosistema nato per migliorare e innovare i processi, le pratiche, la modalità di vendita e distribuzione dei prodotti nel settore intimo.

La startup è nata dall’intuizione e dall’esperienza di Valentina nel settore finanziario, si forma attorno alla sua figura e al suo team e cresce in un segmento molto specifico, avviando una serie di collaborazioni con esperti di settore. Ed è proprio in quest’ottica che ho iniziato a lavorare con Retail Capital mettendo a disposizione della società tutto il mio background nel settore underwear, occupandomi dell’ideazione e dell’applicazione del modello Unyli e lanciando per primo - in Italia - l’idea di sviluppare  un ecosistema innovativo che si fonda sulla digitalizzazione dei processi sia b2b che b2c, sulla delivery dedicata a impatto zero, la formazione di personale esperto e gli hub 5.0, veri e propri store 5.0 per i retailer dell’intimo, ovvero negozi con una tecnologia di misurazione delle forme che permetteranno agli utenti di creare il proprio “avatar” per provare “virtualmente” tutti i capi presenti nei punti vendita per poter acquistare la taglia perfetta anche da casa. Stiamo lavorando a un camerino 4d in realtà aumentata per far vivere ai consumatori un’esperienza unica anche sotto il profilo sensoriale. Abbiamo, inoltre, lavorato sul ruolo del magazzino in ogni hub che diventa digitale e 4.0 ed è funzionale alla fast delivery per gli acquisti online, dunque non ha più una funzione di stoccaggio bensì di gestione del picking su piccoli formati per le vendite web”.

La tecnologia, ne stiamo avendo conferma in questo periodo storico particolare, è un acceleratore fondamentale per molti settori. A scapito, spesso, del capitale umano. Descriviamo la piattaforma Unyli, come funziona, il ruolo del vostro team, e in che modo i retailer dell’underwear possano mantenere con i clienti un rapporto molto simile a quello “tradizionale”.

“Unyli guida i retailer dell’intimo in un processo di digital trasformation a 360°, attraverso un ecosistema che si fonda su tre punti cardine: digitalizzazione dei punti vendita fisici, riconversione degli store in veri e propri hub e delivery dedicata.

L’obiettivo finale è tutelare il patrimonio di clientela fidelizzata negli anni con innesti tecnologici necessari alla sopravvivenza dei punti vendita, soprattutto nell’attuale contesto di emergenza, che sta ridisegnando completamente il ruolo dei punti vendita nel processo di distribuzione, e garantire al cliente un’esperienza d’acquisto unica; motivo per cui Unyli mette a disposizione degli utenti personal shopper dedicati sia online che offline, e garantisce consegne veloci a domicilio, nel rispetto di tutte le normative Covid, effettuate attraverso auto elettriche a impatto zero.

La digitalizzazione parte, infatti, dal negozio fisico, attraverso un layout innovativo e digitale, una gestione informatizzata del magazzino e della logistica e una piattaforma che, attraverso algoritmi e machine learning, permette di offrire un servizio studiato sulle singole esigenze del cliente. Unyli consente, quindi, ai retailer di avere accesso a un sistema di riconversione digitale dei punti vendita già attivi, a un modello di ottimizzazione delle vendite e delle scorte di magazzino con l’utilizzo di moderne tecnologie gestionali e di aver accesso al canale di vendita online, attraverso il marketplace proprietario.

I clienti, seppur digitali e abituati alla velocità delle nuove tecnologie, hanno bisogno di essere guidati all’acquisto attraverso un servizio personalizzato e tailormade, approccio che rende i retailer simili ai commercianti tradizionali del passato che facevano della relazione con il cliente il perno della propria attività. Ed è per questo che mettiamo a disposizione dei negozianti anche dei corsi di formazione sul prodotto, di psicologia della vendita e un servizio di social media marketing.

La società ha sede a Milano e a Brescia, accanto a me e a Valentina Fabbri lavorano: Valentina Colombi, Team Leader Customer Service, Chiara Pistelli, Social Media Strategist, Stefano Mencagli, Creative Director e Graphic Designer, Maria Rosa Gasperini, Specialist Contents, Giulia Minigrucci, Content Specialist, Mara Pizzochero, Web Editor Specialist”.

Piattaforma proprietaria e Machine Learning: avete un gruppo di lavoro IT interno alla start up? Che tipologia di dati raccogliete e in che modo li rendete responsivi sulle esigenze dei retailer e dei clienti?

“Sì, abbiamo un gruppo di lavoro IT interno. La prima fase si fonda su un grande processo di acquisizione dei dati che poi vengono processati e analizzati per qualità e quantità. Unitamente al processo di acquisizione, abbiamo attivato un processo di analisi andamentale dei dati e di rapporto sul dato storico, questo processo è necessario per validare le strategie sulla base delle tendenze macro che rileviamo, che poi vengono condivise con i retailer per migliorare il servizio consentendo ai clienti target (Millennials e Boomer) di scoprire un mondo nuovo”.

La trasformazione digitale non solo rende efficienti e scalabili molti processi della filiera, ma può allargare a macchia d’olio le possibilità di business in territorio nazionale ed estero. Valentina, Francesco, che tipo di impatto può avere una piattaforma multicanale in quanto a visibilità e conseguente gestione del ciclo operativo?

“Una piattaforma come Unyli può aver un impatto dirompente per un settore statico fermo agli anni ’90, come quello dell’intimo proprio perché si fonda sulla multicanalità. Il mercato è molto frammentato, ci sono operatori che presidiano solo l’offline e operatori che cercano di fare entrambe le cose; il risultato è un mercato dell’offerta disordinato che si fa concorrenza dove spesso accade che lo stesso brand è venduto a prezzi diversi tra offline e online. Noi vogliamo fare ordine, vogliamo raccontare in modo attuale ai consumatori i valori nei quali crediamo e sulla base di questo uniformare l’offerta garantendo ai clienti prodotti di qualità, nella taglia giusta, consegnati in modo veloce da una consulente esperta che oltre ad occuparsi della consegna può rispondere alle domande dei clienti e dare loro dei consigli”.

Retail Capital è una start up ben avviata e prevedete l’assunzione di 25 persone entro il 2022. Quali progetti avete per l’immediato futuro? Oltre all’underwear vorreste aiutare altri settori nella transizione al digitale? 

“Il nostro focus, per ora è totalmente incentrato sul settore intimo. È il settore più indietro sul processo di digitalizzazione proprio perché i consumatori hanno la necessità di recarsi nei punti vendita per individuare la taglia esatta. Stiamo lavorando molto sulla ricerca e sviluppo, sulle attività di education e sulle strategie di marketing che sono di “rottura” rispetto a tutto quello che oggi abbiamo visto. Questo modello potrà certamente essere applicato a tutto il settore fashion e probabilmente anche ad altri settori”.

Francesco De Paolo