Dal Medioevo all’età digitale: la realtà aumentata teletrasporta i vetri di Murano in tutto il mondo

È l’idea di una start up veneziana per combattere la crisi del settore: grazie alla tecnologia 3D e alla passione

Dal Medioevo all’età digitale: la realtà aumentata teletrasporta i vetri di Murano in tutto il mondo

Lo scorso Maggio la maggior parte delle vetrerie di Murano hanno spento i forni e sospesa la produzione. La pandemia ha fermato un’attività artigianale nata nel Medioevo e rinomata in tutto il mondo. Un abitante su quattro è impiegato in una delle cento vetrerie della piccola isola e si stimano perdite di fatturato intorno ai 25 milioni di euro. Luciano Gambaro, presidente di Consorzio Promovetro Murano ha dichiarato in un’intervista di confidare nell’export, perché solo a fronte di un numero consistente di commesse è possibile ripartire.

E l’export è trainato, tra l’altro, da eventi e manifestazioni fieristiche, molti dei quali andati in scena riveduti e corretti in modalità “da remoto”. Sorte toccata, dal 5 al 13 Settembre, anche a The Venice Glass Week, la settimana dedicata alle celebrazioni degli artigiani del vetro inaugurata nel 2017 grazie al contributo di Fondazione Musei Civici di Venezia, Fondazione Giorgio Cini-Le Stanze del Vetro e Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, con il Comune di Venezia.

Ed è proprio la tecnologia, in una delle varianti più attuali, la realtà aumentata che, forse, potrà contribuire a tenere vivo l’interesse del pubblico per i manufatti di Murano, e rimettere in moto il meccanismo delle commesse. Ne è convinto l’imprenditore veneziano Enrico Trabacchin, appassionato d’arte e di design, che ha deciso di mettere le competenze della sua start-up, Vaporetto, specializzata in digitalizzazione delle PMI, al servizio dell’antica e iconica arte del vetro muranese. Come? Tiscali News lo ha chiesto direttamente a Trabacchin.

Enrico, raccontiamo ai lettori il background di Vaporetto, del suo team e come sia nata l’idea di affiancare tecnologia 3D e realtà aumentata all’arte del vetro di Murano.

 “Vaporetto nasce più di un anno fa con l’idea di realizzare oggetti d’arte in vetro in tiratura limitata per il mercato americano. Durante il primo lockdown mi sono trovato a pensare ad una soluzione per poter aiutare in modo concreto i Maestri Vetrai che conoscevo a continuare a proporre i loro manufatti.

L’idea dell’uso della realtà aumentata mi è sembrata la normale evoluzione dello shopping online. E con i miei sviluppatori ci siamo messi al lavoro. Molti settori si stanno muovendo verso questa tecnologia, applicarla al vetro - che non è facile da rendere - ci è sembrata una bella sfida”.

Come si accede alla realtà aumentata? Che tipo di riscontro avete da parte del pubblico italiano ed estero? Quali sono i pezzi più richiesti?

“È molto semplice, direttamente dal cellulare al nostro sito www.vaporettoglass.it. Basta selezionare il tasto “vedi nel tuo spazio”, puntare il cellulare e l’oggetto scelto ti compare davanti, dandoti la possibilità di spostarlo e di provare come meglio si abbina al tuo ambiente.

Il pubblico è entusiasta! Stiamo ricevendo molti feedback positivi, siamo tra i primi negozi online ad usare questa tecnologia direttamente dal web senza passare attraverso una app dedicata.

Il nostro pezzo forte è sicuramente Romeo, un vaso dal blu intenso, colore tipico di Murano, che si ispira ai più antichi manufatti romano-bizantini prodotti sull'Isola”.

Ora siete partner dei Maestri Vetrai Cortella & Ballarin che disegnano e producono i pezzi da collezione in vetro borosilicato. È possibile estendere l’esperienza ad altri artigiani del vetro?

“Tutto è iniziato con questi tre grandi artisti, i fratelli Ballarin, con cui abbiamo disegnato la prima collezione, ma per il futuro non escludo altre collaborazioni: secondo me la sinergia tra gli artigiani dell’isola è fondamentale! Vaporetto sarà felice di accompagnare le fornaci che lo vorranno verso un mercato 4.0.

Ho sempre creduto nella qualità dell'alto artigianato Made in Italy, e il vetro di Murano è senza alcun dubbio un'eccellenza! Un'antica forma d’arte che se non verrà traghettata in maniera innovativa verso nuovi mercati rischia di spegnersi, in un mondo che si muove molto più velocemente delle mani di un Maestro. Il digitale, e la realtà aumentata, sono convinto possano davvero dare una mano alla promozione di questi nostri prodotti nel mondo”.

Enrico, la realtà aumentata ha molto appeal nel campo dell’arte, del design e in ambito industriale. Secondo i recenti dati dell’Osservatorio Startup Intelligence, in collaborazione con l’Osservatorio Industria 4.0  del Politecnico di Milano, gli ambiti applicativi di queste tecnologie sono molteplici e le soluzioni disponibili sul mercato generano forte interesse negli investitori. Quali sono le prospettive future di Vaporetto?

“Sono certo che in futuro (e neanche troppo lontano!) la realtà aumentata diventerà parte della nostra quotidianità, uno strumento che avremo tutti a portata di smartphone, sempre a disposizione. Sono davvero tanti i suoi possibili utilizzi, dal turismo alla formazione. C'è poi un possibile risvolto positivo anche sul fronte della sostenibilità ambientale: digitalizzando i campioni e alcune fasi di produzione delle nostre merci, e rendendoli disponibili in realtà aumentata potremmo risparmiare su movimentazioni logistiche ad oggi molto impattanti.

Nel futuro di Vaporetto c'è sicuramente la promozione del Made in Italy: non solo il vetro di Murano, ma anche altri prodotti di alto artigianato che hanno bisogno di poter entrare, in modo elegante ed innovativo, nelle case degli amanti del nostro Paese”.

Enrico Trabacchin e i Fratelli Ballarin