[L'intervista] Il fondatore di Officina Stellare: vi spiego come si formano i giovani talenti italiani del futuro

Tiscali News ha incontrato Giovanni Dal Lago che ha fatto il punto sui percorsi di formazione attivati dalla sua azienda in collaborazione con l'Università degli Studi di Padova

[L'intervista] Il fondatore di Officina Stellare: vi spiego come si formano i giovani talenti italiani del futuro

Officina Stellare è una PMI innovativa di Sarcedo (Vicenza) quotata all’AIM Italia di Borsa Italiana, leader nella progettazione e produzione di strumentazione opto-meccanica di eccellenza nei settori dell’Aerospazio, della Ricerca e della Difesa per applicazioni sia ground-based che space-based. La collaborazione con gli Atenei è tra i punti di forza di Officina Stellare ed è funzionale alla ricerca di talenti che possano accrescere le proprie competenze all’interno dell’azienda.

Nel caso specifico, la collaborazione con l’Università degli Studi di Padova vede la creazione di un Corso i cui obiettivi saranno l’acquisizione di competenze tecniche e tecnologiche relative agli attuatori piezoelettrici, al loro utilizzo e ai relativi sistemi di controllo, l’analisi delle strategie di progettazione di un meccanismo operante in ambiente spaziale e lo studio dei sistemi con ottica adattiva. Il tutto sotto la supervisione per la formazione e la ricerca affidata al Professor Ugo Galvanetto, Docente Ordinario del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Ateneo padovano. Il Corso di Dottorato avrà durata triennale (dal 1 Ottobre 2020 al 30 Settembre 2023)

Giovanni Dal LagoCofondatore, Vice Presidente e AD di Officina Stellare ha spiegato a Tiscali News il percorso che svolgerà il dottorando tra ateneo e azienda, e le prospettive future di un settore dell’economia sempre più importante a livello globale.

Dottor Dal Lago, i cervelli italiani scappano all’estero non tanto per sete di conoscenza, quanto piuttosto allettati da prospettive di impiego stabile e ben retribuito, e la possibilità di fare carriera rapidamente. Un Dottorato nel settore della New Space Economy che tipo di prospettive offre ai ragazzi, qui in Italia? Che spettro di competenze acquisiranno, spendibili in quali ambiti?

“Il dottorato industriale, per sua natura, è focalizzato a soddisfare specifiche esigenze produttive e quindi coinvolge i ragazzi in modo concreto, con un percorso di formazione che li vede confrontarsi con le più disparate problematiche che quotidianamente si vivono nelle aziende. Alle sfide tecnologiche, si vanno a sommare quelle dei costi di produzione, dei tempi di consegna e molte altre. Il dottorato industriale si svolge gran parte del tempo all’interno dell’azienda e il confronto continuo con le varie criticità che inevitabilmente si incontrano, diventa sfidante e motivante, sopratutto se affrontate e supportate dai colleghi senior, il loro aiuto e la loro grande esperienza impattano in modo molto positivo nella velocità di qualità della loro formazione”.

L’attivazione del Dottorato ha una duplice valenza: da un lato, i dottorandi acquisiranno competenze teoriche e metodologiche; dall’altro, verranno sviluppate, e prodotte, tecnologie innovative. In questo specifico settore, con uno sguardo al futuro, quali sono le novità richieste dal mercato?

“La nostra società lavora in un settore altamente tecnologico, dove la ricerca e lo sviluppo sono i driver principali per la crescita continua negli anni a venire. Nel caso specifico di questo primo dottorato, le ricadute del progetto riguarderanno diversi ambiti di applicazione. Uno dei più interessanti è quello della comunicazione laser, dove l’utilizzo di sistemi ad ottica deformabile consentiranno di migliorare le prestazioni delle stazioni di trasmissione e ricezione, sia quelle basate a terra, che quelle a bordo di satelliti. La comunicazione ottica nei prossimi anni si affiancherà a quella tradizionale (radiofrequenza) e diventerà l’infrastruttura portante che garantirà il trasferimento dei dati in quantità e sicurezza enormemente superiori”.

Il logo della vostra azienda nasce da un evento storico particolare ed è emblematico della missione che vi siete proposti, sintetizzata nel nome Officina Stellare. Dottor Dal Lago, vuole raccontare ai lettori la storia del logo e della denominazione?

“Il logo della nostra azienda nasce nel 2009, anno di costituzione di Officina Stellare. I nostri mercati di riferimento sono sempre stati quelli esteri, ma, a differenza di altre realtà che prediligono un approccio “esterofilo”, noi volevamo evidenziare in modo inequivocabile la nostra italianità, che ritentiamo ancor oggi un valore aggiunto. Inoltre, volevamo legare in qualche modo la grande tradizione dell’astronomica italiana. Il nostro logo ricalca le stelle come le disegnava Galileo Galilei ed è rappresentata da due stelle delle Pleiadi e pubblicate nel suo capolavoro, il "Sidereus Nuncius" nel 1610. Una di quelle stelle fu finalmente visibile grazie all'invenzione sensazionale di Galileo Galilei: il telescopio. Questo logo ha un chiaro riferimento alla nostra missione: offrire alle persone strumenti sempre più avanzati con cui ampliare le loro conoscenze sullo spazio e sull'universo”.

Sbirciando dal telescopio, avete progetti importanti in cantiere? Quali sono gli obbiettivi a medio e lungo termine di Officina Stellare?

“Nel breve termine il nostro principale progetto è il completamento della prima Space Factory italiana. Stiamo triplicando gli spazi produttivi con asset unici, quali la piattaforma che simula gli stress da lancio, la camera di simulazione spaziale e molto altro. I progetti di in cantiere, riguardano i vari segmenti di mercato in qui operiamo: ricerca scientifica, aerospace, difesa e lasercom. E la new space economy nei prossimi anni sarà uno dei driver principali della nostra crescita”.