Nasce Willeasy: il primo ecosistema digitale per l'accessibilità in Italia

La startup friulana, fondata da William Del Negro, lancerà in Italia l’esclusiva applicazione per mettere in contatto utenti con specifiche esigenze con luoghi e strutture in grado di accoglierli al meglio. Partita, anche, la raccolta fondi su CrowdFundMe per sostenere l’iniziativa.

Nasce Willeasy: il primo ecosistema digitale per l'accessibilità in Italia
Foto Willeasy

Willeasy è il primo ecosistema digitale italiano a misura di inclusione che permetterà alle persone con esigenze specifiche (dovute a disabilità, età avanzata, allergie/intolleranze alimentari, viaggiatori con animali, famiglie con bambini piccoli e donne in gravidanza, etc.) di trovare gli eventi e le strutture compatibili con le loro necessità, come ristoranti, hotel e musei. 

Un progetto ambizioso, che coniuga innovazione e impatto sociale, quello della startup fondata a Udine nel 2018 da William Del Negro, il quale partendo da motivazioni personali ha fatto della raccolta e della diffusione di dati oggettivi sull’accessibilità di luoghi e servizi una vera e propria missione.

In Italia sono 20 milioni le persone con esigenze specifiche. Gran parte di loro rinuncia a fare un'esperienza - andare in vacanza, partecipare a un evento, visitare un museo, andare a cena al ristorante - solo perché non trova le informazioni di cui ha bisogno. Tra queste il 5% ha una forma di disabilità (cognitiva, sensoriale o motoria), l'11% è celiaco o ha eliminato il glutine, il 7% è vegetariano o vegano. Nel 5% delle famiglie c'è una donna in gravidanza o un bambino di età < 5 anni, il 12% della popolazione, invece, ha più di 75 anni, mentre il 27% delle famiglie ha un cane, e il 40% di queste lo porta con sé in vacanza.

Per venire incontro a tutte queste esigenze, la startup friulana sta lavorando ad un algoritmo proprietario, un’app per la rilevazione e la gestione dei dati, disponibile per tutti i dispositivi mobili e un motore di ricerca per trovare il posto più adatto alle singole necessità. L’algoritmo sarà in grado di calcolare un punteggio di compatibilità individuale, legato alle specifiche esigenze del singolo, e le strutture presenti nell’ecosistema, rendendo immediato, facile e sicuro per l’utente scegliere la migliore opportunità in relazione ai suoi bisogni.

Willeasy è stata scelta e premiata dal parco tecnologico Friuli Innovazione e a ottobre 2020 ha ricevuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il prestigioso premio Top of The PID – IGF 2020 di Unioncamere. Ora punta a diventare leader nella fornitura di informazioni sull’accessibilità di luoghi ed eventi. Il tutto grazie alla creazione di un database, il primo con dati oggettivi sull’accessibilità in Italia, a cui potranno accedere terze parti o i big del web delle prenotazioni on-line (come Booking.com, TripAdvisor e Google Maps), per migliorare i propri servizi ed implementare nuovi filtri di ricerca. L’analisi aggregata delle ricerche effettuate dagli utenti, in base alle loro esigenze, potrebbe infatti generare un grande valore economico per la fornitura di consulenze ad imprenditori del settore turistico ricettivo.

Intervista a William Del Negro

Willeasy vuole risolvere un problema che impedisce a più di 20 milioni persone in Italia di vivere delle esperienze per colpa delle barriere architettoniche. Come si sta muovendo la startup con le istituzioni?

Vorrei fare una precisione riguardo alle barriere che non sono solo architettoniche ma spesso anche culturali, sociali e digitali. Willeasy è il primo ecosistema digitale italiano a misura di inclusione che permetterà alle persone con esigenze specifiche (dovute a disabilità, età avanzata, allergie/intolleranze alimentari, viaggiatori con animali, famiglie con bambini piccoli e donne in gravidanza, etc.) di trovare gli eventi e le strutture compatibili con le loro necessità, come ristoranti, hotel e musei. Siamo ben lieti di lavorare assieme alle istituzioni non solo locali ma anche a livello nazionale. Diversi enti pubblici, infatti, hanno già aderito al nostro progetto e hanno apprezzato la app di rilevazione dati e l’algoritmo, in fase di definizione e integrato al motore di ricerca, che sarà in grado di calcolare un punteggio di compatibilità individuale, legato alle specifiche esigenze del singolo, e le strutture presenti nell’ecosistema, rendendo immediato, facile e sicuro per l’utente scegliere la migliore opportunità in relazione ai suoi bisogni.

Per fare un esempio, i comuni di Martignacco e Pagnacco, in provincia di Udine, utilizzeranno l'app per raccogliere dei dati propedeutici alla redazione dei PEBA (Piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche). Il modello di rilevazione sarà frutto di uno studio effettuato in collaborazione con un Ente Universitario a fronte di un accordo in corso di stipula. Il Comune di Lignano Sabbiadoro ha concesso il patrocinio e grazie al Consorzio Lignano Holiday è stato realizzato il primo progetto pilota per la mappatura di strutture alberghiere. Mi fa piacere ricordare, inoltre, che lo scorso ottobre, siamo stati premiati dalla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo come azienda vincitrice del concorso Top Of The PID - IGF 2020, nella categoria inclusione come miglior progetto per il rilancio del turismo post Covid.

Le persone stanno capendo l’importanza della nostra sfida e per permettere di sostenerci, abbiamo lanciato una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, unica piattaforma di Crowdinvesting (Equity Crowdfunding, Real Estate Crowdfunding e Corporate Debt) quotata a Piazza Affari. Vogliamo raccogliere fondi utili per finanziare lo sviluppo della tecnologia e impiegare gli altri capitali raccolti nella campagna - che terminerà entro fine marzo e che ha già raggiunto l’obiettivo minimo di 50mila euro - negli ambiti di risorse umane, ricerca e sviluppo, marketing e gestione della nostra azienda.   

Facciamo awareness sul problema: quali sono le strutture o gli eventi che contengono barriere architettoniche e che necessitano dunque un cambiamento?

Come dicevo prima il termine barriere architettoniche potrebbe essere a volte fuorviante, noi preferiamo parlare di accessibilità e necessità. Non solo le persone con disabilità hanno delle necessità legate all'accessibilità ma chiunque nel corso della propria vita potrebbe averne. Pensiamo alle famiglie con bimbi piccoli che lottano ogni giorno per trovare posti accessibili con un passeggino oppure luoghi con a disposizione un fasciatoio nei bagni o uno scalda biberon. Ma anche chi ha intolleranze alimentari, fa diete particolari oppure i vegetariani o vegani, si trova spesso a rinunciare ad uscire per paura di non trovare un posto in grado di soddisfare le proprie esigenze. E così potrei fare molti altri esempi. Quindi per rispondere alla sua domanda direi che tutti i luoghi, pubblici o privati, gli eventi, le feste locali hanno dei margini di miglioramento grazie al pensiero inclusivo. Iniziando con rendere disponibili le informazioni di un luogo o una struttura si inizia un cambiamento che parte dalla base. La mappatura è il primo passo da fare per permette agli imprenditori o amministratori pubblici di conoscere le reali esigenze delle persone e le potenzialità di business che può portare una struttura più inclusiva.

Quali sono gli obiettivi futuri della startup? Dove si vede tra 5 anni?

I nostri obiettivi principali sono: rendere più semplice la vita di molte persone, diventare un punto di riferimento per la fornitura di informazioni sull'accessibilità, essere partner di chi crede che l'accessibilità sia un’opportunità. Fra 5 anni contiamo di aver superato il 30% di quota di mercato con oltre 2 milioni di utenti attivi in Italia e aver lanciato il progetto anche all'estero. Molto importante, inoltre, sarà riuscire ad allacciare rapporti sinergici con i big del web (come Booking.com, Google, Apple) rendendo disponibili i nostri dati, per far sì che le persone possano trovare i posti più adatti a loro anche continuando ad utilizzare gli strumenti che conoscono e a cui sono abituati per le ricerche. Al momento queste famose piattaforme non dispongono di adeguati filtri sull'accessibilità.

Avete già delle metriche o dei riscontri da parte del vostro target? Se sì, cosa ne pensano e cosa vi hanno suggerito di migliorare?

Il servizio non è ancora attivo e non abbiamo ancora delle metriche significative, ma da alcuni sondaggi effettuati possiamo dire che circa il 75% delle persone ritiene molto utile un servizio che metta a disposizione informazioni sull'accessibilità. Esistono comunque studi e ricerche come quelle di UNWTO e Amadeus Group a livello internazionale che dimostrano che quasi il 50% dei viaggiatori, con esigenze di accessibilità, lamentano la mancanza o l'inesattezza delle informazioni sull'accessibilità delle loro destinazioni. Significativa è anche la scarsa accessibilità alle informazioni. Ricordiamo che uno dei primi punti di accesso alle informazioni è il web e spesso qui si trova la prima barriera.