Prodotti assicurativi hi-tech: limiti e potenzialità del mercato italiano

Il ruolo svolto dagli agenti è fondamentale, ma se le cifre in gioco sono esigue meglio puntare sugli algoritmi: è la mission della start up Lokky

Prodotti assicurativi hi-tech: limiti e potenzialità del mercato italiano

Il ruolo svolto dagli agenti è fondamentale. Tuttavia, proprio per gli agenti, non è sempre facile dedicare tempo e risorse alla personalizzazione delle polizze destinate a micro imprese e a singoli professionisti, soprattutto se i premi in gioco sono ridotti. Nella maggior parte dei casi si tende a ripiegare su soluzioni standard che comprendono coperture non necessarie, con conseguente aggravio dei costi per il destinatario.

Soluzioni tecnologiche avanzate aprono innovative opportunità di mercato a prodotti targhettizzabili sulle esigenze di micro imprese, professionisti e freelance, con risparmio di tempo e a costi contenuti. L’approccio totalmente digitale accelera e gestisce in maniera rapida, efficace, scalabile le preventivazioni su differenti prodotti, la gestione delle firme digitali dei clienti, l’archiviazione sostitutiva dei documenti (paperless) e supporta l'applicazione corretta delle nuove regole che puntano ad incrementare la trasparenza e la tracciabilità dei consensi.

Ottimo, verrebbe da dire. Infatti all’estero la tecnologia sta effettivamente colonizzando il settore: molte assicurazioni digitalizzano gran parte dei prodotti e delle strategie di business, altre nascono addirittura “online”. In Italia l’innovazione stenta a decollare, frenata dallo scetticismo suscitato dalla disintermediazione agente/cliente e dall’arretratezza tecnologica, ma stanno emergendo realtà destinate a trasformare il mercato.

Tiscali News ha intervistato Paolo Tanfoglio, CEO e fondatore di Lokky, il primo broker assicurativo digitale italiano per le PMI operativo da inizio 2020, la cui mission è rivoluzionare il settore assicurativo per le micro e piccole imprese, grazie a tecnologie innovative nell’ambito degli Smart Analytics e Data Enrichment. Lokky, grazie al team interno di data scientists, ha sviluppato un algoritmo proprietario in grado di proporre le migliori coperture assicurative studiate sulle esigenze della singola attività.

Paolo, contestualizziamo per i lettori la start up Lokky: sede, soci, investitori, traguardi. Soprattutto: mission e competenze del team.

“Le esperienze in consulenza e nel credito alle PMI mi hanno sempre fatto pensare che anche in Italia si potesse innovare nei servizi bancari e assicurativi per le PMI. Con Sauro Mostarda, co-founder ed Executive Director di Lokky, abbiamo capito che vi fossero ottime potenzialità di supportare il tessuto imprenditoriale italiano fatto di PMI, di innovare i prodotti assicurativi rivolti a questo mondo e il modo di proporli. Lokky, oggi, ha sede a Milano e conta un team di 7 persone con competenze strategiche per lo sviluppo del progetto: data science, prodotti assicurativi, IT, business development e marketing.

Dopo aver passato il 2019 a sviluppare la piattaforma Lokky, abbiamo lanciato i nostri servizi sul mercato con l’inizio del 2020. La nostra missione è supportare micro imprese, professionisti e freelance offrendo loro la migliore copertura assicurativa attraverso un’esperienza totalmente digitale. Attualmente copriamo più di 200 tipologie di clienti con soluzioni che vanno dall’Infortunio, a Danni al fabbricato, Responsabilità Civile, Malattia, RC Collaboratori, Danni al contenuto, Furto, Responsabilità amministratori, RC Professionale, Tutela legale e Altri danni ai beni.

A ottobre abbiamo chiuso un Round da circa 1 milione di euro che ha visto l'ingresso di una cordata di investitori privati strategici, tra cui i business angel di Angels4Impact (A4I) – associazione composta da più di 60 giovani BA – e di E-Levation – associazione promossa da G2 StartUps e focalizzata su investimenti in insurtech e digital health. Con questo ultimo funding saliamo a quota 1,6 milioni di euro raccolti dalla nascita dell’azienda”.

Lokky ha sviluppato algoritmi proprietari di matching dei dati: che tipologia di dati? Raccogliete anche le informazioni provenienti dai sensori IoT? Che tipo di plus vengono offerti al cliente?

Fin dall’inizio abbiamo capito che nel mondo dei prodotti assicurativi per le piccole imprese non si stesse facendo abbastanza per utilizzare i dati disponibili. Spesso i prodotti offerti dal mercato basano il calcolo del premio su pochissimi parametri, non riuscendo veramente a differenziare offerta e premio sulla base delle esigenze specifiche del cliente. Lokky utilizza le informazioni disponibili relative all’azienda, dalla camera di commercio al web. Grazie a questi dati è possibile offrire al cliente un servizio di consulenza assicurativa difficilmente offerto dal mercato tradizionale, per i vincoli di tempo e redditività accennati prima.

Quest’area è un cantiere aperto: sempre nuove informazioni e nuovi modi di rielaborarle. Tra queste ci sono sicuramente anche i temi di IoT, per i quali ci stiamo interfacciando con alcuni operatori specializzati nella produzione delle componenti hardware e della telematica”.

Una scelta coraggiosa puntare sull’insurtech in Italia. Dal TC + DIA World Tour, l’evento svoltosi dall’1 al 18 settembre organizzato da InsureTech Connect (ITC) e da Digital Insurance Agenda (DIA), è emerso il ritardo del nostro Paese ad adattarsi alla nuova tendenza. Paolo, quali sono le principali cause del ritardo e su cosa puntare per recuperare terreno?

“L’insurtech in Italia è in un momento evolutivo sicuramente molto interessante. Ci sono diverse realtà anche nel nostro Paese che stanno cercando di innovare i diversi aspetti di questo mercato. Lokky è l’unica focalizzata interamente all’offerta di prodotti assicurativi per le micro e piccole imprese.

Sicuramente come Paese siamo in ritardo rispetto ai paesi anglosassoni dove c’è una cultura differente dei prodotti assicurativi, molto più diffusi nella clientela. Come startup in Italia scontiamo ancora un mercato dei capitali limitato. Iniziative simili alla nostra in altri contesti di mercato accedono a round di finanziamenti, fin dalle fasi iniziali, molto più importanti. Questo permette alla startup di focalizzarsi sul progetto ed accelerarne lo sviluppo”.

Paolo, quali mercati sono più evoluti e recettivi? Lokky, nell’immediato futuro continuerà a giocare in casa oppure si avventurerà oltreconfine?

"Riteniamo l’Italia un ottimo punto di partenza. Il nostro target è composto da oltre 6 milioni di piccole imprese. Una nostra ricerca proprietaria ha evidenziato che questi clienti comprano già oggi prodotti assicurativi per le loro attività imprenditoriali per circa 5 miliardi di premi, tutti venduti attraverso i canali tradizionali. C’è quindi un altissimo potenziale per portare parte di questi clienti verso un’offerta online e per attrarre nuovi clienti che fino ad ora sono rimasti scoperti perché difficilmente gestibili dagli attori tradizionali.

Lokky si è appena aggiudicata il Premio nella categoria “Innovazione Prodotti Danni” per “l’idoneità della soluzione digitale del prodotto multirischi danni alla Bancassicurazione” alla sesta edizione del Future Bancassurance Awards, evento organizzato da EMF Group che celebra annualmente le eccellenze nel mercato della Bancassicurazione e delle Banche territoriali. Puntiamo a posizionarci come riferimento per i prodotti assicurativi alle piccole imprese in Italia, a cui seguirà sicuramente una possibile espansione all’estero, partendo dai paesi europei per facilità di regolamentazione comune".

Paolo Tanfoglio, fondatore di Lokky