La crisi sarà dura, ecco SpesiAmo, l’app che aiuta i comuni a distribuire i buoni spesa

Le conseguenze del virus saranno drammatiche e sempre più cittadini saranno costretti a chiedere sostegno perfino per mangiare. La tecnologia digitale può agevolare il compito delle amministrazioni a gestire l'emergenza

La crisi sarà dura, ecco SpesiAmo, l’app che aiuta i comuni a distribuire i buoni spesa

Il coronavirus è destinato a lasciare una eredità economica molto pesante. Gli economisti più pessimisti prevedono un autunno caldo: aziende fallite, negozi chiusi, disoccupazione. L’assistenza sociale da parte delle amministrazioni comunali sarà più importante che mai, perché la prima emergenza sarà quella di garantire cibo e beni di prima necessità ai più bisognosi.

Anche su questo fronte le tecnologie digitali giocheranno un ruolo molto importante nel facilitare le cose. Un esempio è SpesiAmo, una app sviluppata dalla startup Longwave Studio per semplificare la distribuzione e l’utilizzo dei buoni spesa dei comuni.

“Gli amministratori locali che sottoscrivono il servizio hanno a disposizione un'interfaccia web semplice e intuitiva che consente loro di aggiungere, modificare e sospendere gli utenti della piattaforma e assegnare i buoni spesa ai cittadini che ne hanno diritto” ha spiegato a Tiscali News, Giuseppe Broccia, uno dei fondatori della startup.

“Il sistema  - ha proseguito - è stato pensato per semplificare e velocizzare il processo di erogazione dei buoni per tutte le parti coinvolte. Le app sono semplicissime da installare e da utilizzare e non richiedono competenze”.

I vantaggi per i cittadini sono immediati. Con una app è possibile gestire tutti i buoni spesa e non è necessario stamparli. Particolare non di poca rilevanza come è emerso recentemente con le certificazioni di mobilità previste dal lockdown imposto dal governo per contenere la pandemia. 

“Ma - ha precisato Broccia – i vantaggi riguardano anche gli esercenti. Grazie all’app possono essere sempre sicuri che i buoni siano validi e associati al cittadino e tutte le operazioni legate ai rimborsi sono semplificate. Il tutto senza nessun costo aggiuntivo”.

Secondo una stima della Coldiretti la crisi ha già causato 1 milione di nuovi poveri che dopo aver perso il lavoro sono costretti a chiedere aiuto per mangiare. Una situazione che inevitabilmente si aggraverà ulteriormente con il passare dei mesi.

Le tecnologie digitali non danno un contributo sul fronte finanziario ma sicuramente possono agevolare il gravoso compito degli amministratori locali nel gestire una emergenza che in queste dimensioni non si vedeva dai tempi del dopoguerra