Cybersecurity e messaggistica istantanea enterprise: arriva l’app a prova di sniffing

Messagenius garantisce alle aziende clienti totali ed esclusive proprietà di dati, compliance e protezione delle comunicazioni.

Cybersecurity e messaggistica istantanea enterprise: arriva l’app a prova di sniffing
Fonte: Pixabay

Per scongiurare la paralisi delle attività remotizzate a causa del protrarsi della pandemia, le aziende si sono orientate verso tool professionali, come Slack e Teams, e verso app consumer, quali WhatsApp e Telegram. E la sicurezza dei dati? E la tutela della privacy delle conversazioni? In attesa del consolidamento del “new normal”, la fase transitoria ha alimentato dibattito e preoccupazione sulle questioni di privacy legate all'uso di questi software. Negli anni vari colossi IT, proprietari delle soluzioni mainstream, si sono infatti resi protagonisti di controversie legali legate all’accesso a database di conversazioni, documenti e dati sensibili di utenti e aziende.

Lo smart working ha contribuito alla diffusione di Shadow IT, ovvero di tecnologie non espressamente approvate dall’azienda comunque adottate o tollerate internamente, e alla crescita esponenziale dei SaaS e dalle policy BYOD, acronimo di Bring Your Own Device, che consentono agli impiegati di utilizzare dispositivi personali per lavorare.

I potenziali effetti devastanti sono ovvi ed ecco la necessità di correre ai ripari con strategie efficaci e l’adozione di alternative sicure. Quali? Tiscali News ha intervistato Luigi Fidelio, Chief Marketing Officer, e Simone Giacco, Chief Technology Officer, fondatori di Messagenius, la “secure enterprise messaging company” l’alternativa sicura a Slack, che ha creato l’app in linea con le nuove esigenze di comunicazione interna delle grandi aziende.

Luigi, Simone, una rapida presentazione della vostra realtà: nascita, mission, sedi e team

“La mission di Messagenius è quella di proteggere ed efficientare le comunicazioni interne in grandi organizzazioni, specialmente quelle attive in settori altamente regolamentati e strategici, senza compromessi su semplicità d’uso, sicurezza dei dati e compliance normativa.

La nostra attuale value proposition di messaggistica aziendale ha visto la luce nel 2017, a coronamento di un percorso partito qualche anno prima da un concept più consumer. In mezzo, ci sono stati programmi di open innovation, esperimenti di pivoting, campagne di fundraising, percorsi di formazione e premi, ma soprattutto innumerevoli pitch, caffè e notti insonni.

Senza voler fare retorica, la nostra è la tipica corsa sulle montagne russe di chi prova a fare startup, con un team resiliente e determinato che oggi conta 7 persone, tra i 23 e i 36 anni, un buon numero di collaboratori freelance e, da qualche settimana, una serie di annunci di lavoro per allargare ancora la squadra.

Siamo attivi in Italia, da Roma, e in Regno Unito, da Londra; ci siamo affacciati al mercato statunitense, in varie full-immersion, e le richieste delle ultime settimane ci stanno proiettando verso altri Paesi. 

Abbiamo anche fatto qualche capatina a Sa Illetta, negli anni in cui Tiscali puntava sulla propria app di messaggistica, Indoona: partecipammo anche ad uno Startup Weekend di Cagliari, del quale abbiamo un bellissimo ricordo, con una giuria nella quale spiccavano Renato Soru e un allora molto meno noto Marco Montemagno”.

La necessità di trasferire il lavoro in modalità remota sicura e l’informativa privacy 2021 di Whatsapp che ha allarmato il Garante italiano della privacy hanno fatto schizzare a +800%, in poche settimane, le richieste per Messagenius. Come state gestendo la “tempesta perfetta” e che tipo di garanzie offrite alle aziende?  

“Le aziende che si interessano a Messagenius sono alla ricerca delle nostre garanzie di confidenzialità dei dati, di compliance con il quadro normativo e di efficientamento delle comunicazioni, specialmente nel coordinamento tra personale sul campo e di sala operativa, in una combinazione peculiare che i titani mainstream non offrono.

Avendo studiato nel tempo il mercato e avendo approfondito termini e condizioni delle app mainstream, sapevamo che sarebbe arrivato un momento del genere. Rispetto al passato, stiamo gestendo questa fase con meno caffè e meno notti insonni, più pensiero strategico e più pianificazione.

L’attuale volume di richieste è effettivamente straordinario e ci ha comunque richiesto sforzi intensi, sia a livello operativo che manageriale, per rispondere con un’adeguata potenza di fuoco. In parallelo, stiamo allargando il team, abbiamo in cantiere una nuova versione e stiamo preparando una campagna di fundraising. “Happy problem”, direbbero oltreoceano: le opportunità di crescita sono proprio ciò che ricerchiamo”.

Come si installa e come funziona la App Messagenius?

“La prima installazione è quella sui server dell’azienda-cliente, che adotta Messagenius per le proprie comunicazioni interne. In termini tecnici, si definisce installazione on-premises o su private cloud. Grazie a questo fondamentale passaggio, garantiamo che il cliente mantenga tutto inhouse: contatti, conversazioni, foto, video, allegati, coordinate geografiche e tutto ciò che viene scambiato dai suoi lavoratori sulla nostra messaggistica.

Per la creazione delle utenze, Messagenius si aggancia direttamente ai database esistenti nell’organizzazione-cliente, plug&play: ogni impiegato avrà automaticamente un account e i propri contatti aziendali in rubrica. La distribuzione dell’app si adatta alle modalità centralizzate decise dall’azienda-cliente: download dagli store digitali o tramite un link riservato oppure ancora attraverso sistemi di mobile device management (MDM).

Per ottimizzare questo processo di onboarding delle aziende, abbiamo azzerato le barriere di adozione, la collaborazione tecnica richiesta e la necessità di formazione chicchessia su come usare l’app. Messagenius è “chiavi in mano”, pronta ad essere adottata come la messaggistica ufficiale dell’azienda-cliente, anche in white label, cioè col suo stesso brand”.

Quali tipologie di aziende, ad oggi, sono passate a Messagenius e che tipo di riscontro avete?

“In questa fase, abbiamo scelto di rivolgerci a corporate, grandi organizzazioni e system integrator di primo livello, operanti in settori strategici, altamente regolamentati e caratterizzati da workforce distribuite, sul campo e in back-office. Collaboriamo già con Rete Ferroviaria Italia, Rai, Open Fiber, AlmavavivA, Engineering e OverIT; i successi nell’open innovation ci hanno coinvolti in progetti con Terna, Sogei, Gruppo Ferrovie dello Stato e TIM.

Offriamo soluzioni verticali, per organizzazioni attive in settori peculiari: trasporti, energia, Pubblica Amministrazione, finanza, difesa, telco, strutture sanitarie e aziende farmaceutiche. Come si può facilmente evincere, Messagenius risponde perfettamente alle esigenze di organizzazioni per le quali l’efficienza, la rapidità e la sicurezza delle comunicazioni interne sono irrinunciabili.

I riscontri più recenti ci proiettano all’internazionalizzazione in Regno Unito, Medio Oriente e nord Africa; contiamo di poter presto ufficializzare nuove collaborazioni all’estero”.

DNA italiano e vocazione internazionale. Simone, Luigi, avete raccolto successi significativi anche all’estero: quale il valore aggiunto del know-how italiano per il mercato estero, in questo settore?

“Ci onora moltissimo che i nostri nomi e il nostro brand siano nell’elite di LORCA Cyber, l’eccellenza della cybersecurity del Regno Unito, nel programma per imprenditori globali del Department for International Trade of the UK e nella fellowship del Dipartimento di Stato USA “Young Transatlantic Innovation Leaders Initiative” (YTILI). Nel nostro piano di crescita, quei mercati di sbocco sono dei tasselli fondamentali.

L’ecosistema italiano, nelle sue peculiarità rispetto a quelli esteri storicamente più startup-friendly, ha contribuito a formarci a quella resilienza e a quell’entusiasmo che si sviluppano in ambienti tipicamente più sfidanti e meno standardizzati. La necessità di orientarci al meglio in un contesto del genere, dall’acquisizione di clienti alla raccolta di capitali, ci è tornata utile nell’approcciare il mercato della cybersecurity, che richiede proprio la capacità di operare a fronte di sfide più o meno imprevedibili”.

Qualche anticipazione sui progetti futuri di Messagenius?

“A livello di prodotto, le prossime funzionalità connetteranno le conversazioni tra colleghi ai processi di lavoro, a beneficio della produttività.

Stiamo già allargando il team e continueremo a farlo a ritmi regolari, con figure tecniche e commerciali.

Nei prossimi mesi, lanceremo anche una campagna di fundraising internazionale, per accelerare e espandere la crescita in nuovi mercati.

Insomma, per riassumere i progetti di Messagenius rimanendo in tema, più che le parole, useremo un’emoji, quella del razzo al decollo”.

Luigi Fidelio e Simone Giacco. Fonte: Messagenius