Le case del futuro? Hi-tech, green e sicure "come quelle di una volta"

Fanno scuola i progetti di bioedilizia innovativa di un’impresa di Altamura attenta a salute e benessere

Le case del futuro? Hi-tech, green e sicure 'come quelle di una volta'

Gli articoli 119 e 121 del Decreto Rilancio hanno previsto una detrazione fiscale del 110% per le spese sostenute dall'1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per alcuni interventi di efficienza energetica (Ecobonus) e riduzione del rischio sismico (Sismabonus). La nuova detrazione fiscale si unisce alle agevolazioni già presenti in materia di edilizia quali, ad esempio, la riqualificazione delle facciate e delle aree verdi.

Grazie agli incentivi governativi, allo sblocco dei cantieri e al piano di investimenti per l’edilizia pubblica, il settore dell’edilizia sta reagendo positivamente al periodo di crisi causato dalla pandemia. Incoraggianti infatti i dati emersi dall’Osservatorio SAIE, realizzato da Senaf in occasione di SAIE – RIPARTI ITALIA, la fiera delle costruzioni svoltasi a BolognaFiere dal 14 al 17 ottobre. Nonostante il 62% delle aziende coinvolte nella survey abbia registrato, nel secondo trimestre del 2020 un calo dei ricavi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, tuttavia il 34% di esse è già tornato alla normalità e il 28% conta di farlo entro 6 mesi.

Tra gli imprenditori edili capaci di creare nuove opportunità di business cavalcando l’onda delle tendenze in atto (tecnologia, sostenibilità, sicurezza, salute) Tiscali News ha intervistato Antonio e Donato Pepe, rispettivamente fondatore e co-titolare di Edil Pepe, azienda di Altamura che opera sul territorio pugliese da oltre 25 anni.

In venticinque anni il settore in cui operate ha vissuto varie rivoluzioni: non solo per quanto concerne i materiali, ma anche per l’adozione di soluzioni tecnologiche, e una distribuzione degli spazi capace di adattarsi alla moda e alle tendenze sociali. Antonio, Donato, quali sono, secondo la vostra esperienza, gli insegnamenti del passato utili per l’edilizia del futuro? E quali, invece, le novità da cui non sarà più possibile prescindere? 

“Pensiamo che molte tecniche del passato debbano essere riprese e implementate alle attuali tecniche moderne. Un esempio può essere lo spessore delle murature: una volta le murature erano spesse 55-60 cm, ma andando avanti negli anni, con l’emergere di nuovi materiali si è pensato di ridurne lo spessore (anche fino a 30-35 cm) a vantaggio della superficie interna, pensando che questi materiali avrebbero sopperito alla perdita di isolamento dovuta alla riduzione di spessore. Un grave errore, perché secondo lunghe analisi condotte, il fattore principale che determina un buon isolamento acustico e termico, ancor prima dei materiali, è la massa e quindi in genere lo spessore. Per questo abbiamo realizzato il P55, una muratura che coniuga lo spessore delle vecchie murature e i materiali isolanti di ultima generazione.

Un altro sistema ripreso dal mondo arabo e romano è il sistema di raffrescamento e ricircolo d’aria naturale, dove l’aria raffrescata presente nel sotterraneo viene convogliata attraverso incanalature e tubazioni verso l’appartamento, garantendo così un raffrescamento e una circolazione dell’aria naturale, molto utile soprattutto in estate, che permette così all’utente di evitare l’accensione dei climatizzatori e di ottenere, di conseguenza, un notevole risparmio energetico.

Pensiamo inoltre che sia fondamentale tornare al reimpiego, come in passato, di materiali naturali, che non danneggino la salute dei fruitori dell’appartamento.

Pensando alle novità, possiamo affermare che ci stiamo indirizzando verso un’edilizia sempre più sostenibile, attraverso l’utilizzo delle risorse ambientali in maniera intelligente per evitare gli sprechi. Tra le novità principali in tal senso vi è la facciata verde sugli edifici, un modo anche per incentivare il verde urbano, senza il bisogno di espandere la città sul territorio in maniera orizzontale. Inoltre, la vegetazione apporta notevoli vantaggi soprattutto al fruitore tra cui la depurazione dell’aria, risparmio energetico, maggiore isolamento acustico, miglioramento estetico.

Notevoli vantaggi apporta l’utilizzo di impianti domotici sta prendendo piede sempre più: permettono la gestione della casa da remoto grazie ad un unico dispositivo, con comandi facilitati adatti a persone anziane e con disabilità.

Oppure i nuovi sistemi di deumidificazione per il controllo dell’umidità, per la prevenzione di muffe e tutte le conseguenze da esse derivante, oppure l’utilizzo dell’impianto di ventilazione meccanica controllata per il ricambio d’aria, oppure l’utilizzo di pitture minerali naturali, il tutto per permettere una qualità dell’aria molto alta”.

È fondamentale, in questo periodo, creare tipologie di business competitive: in cosa consistono i vostri progetti di “bioedilizia innovativa” e cosa significa “certificato BeS”?

“Si tratta di misure quali l’utilizzo della facciata verde, il sistema di ventilazione naturale, l’utilizzo di materiali naturali, il P55, impianti fotovoltaici, pompa di calore, realizzazioni solamente in classe A4 o nZEB (a consumo quasi zero).

Oggi una casa non deve più essere acquistata valutando solamente superficie interna o zona, ma considerando quanto il benessere e la salute vengono tutelati all’interno di essa. Per questo abbiamo creato Il certificato BeS, un sistema collaudato per progettare, implementare e mantenere nel tempo qualità ed eccellenza nel campo dell’edilizia. Nel dettaglio: esso misura e certifica il livello di qualità degli spazi interni di un’abitazione e pone al centro dell’attenzione la tutela delle condizioni di salute e il benessere di chi abita uno spazio domestico. Questa certificazione è frutto di anni di studi e di ricerche a cui hanno aderito tecnici specializzati, ingegneri, interior designer e architetti, e punta i riflettori sul benessere dell’uomo in relazione alla sostenibilità ambientale, alla tutela del paesaggio e all’utilizzo di risorse rinnovabili per la produzione di energia e per la costruzione di alloggi. Un appartamento per essere certificato BeS, e quindi essere considerato una “Welfare House”, deve possedere determinati parametri specifici molto rigidi come P55 o pittura minerale”.

Edil Pepe, leggiamo sul sito, ha una sessantina fra dipendenti e collaboratori e segue i clienti a 360 gradi: dalla consulenza immobiliare all’interior design, dalla scelta dei materiali all’impiantistica. Come è strutturato il vostro team? Siete aperti all’ingresso di nuove leve e apprendisti?

“Abbiamo un team molto ampio di tecnici specializzati che vanno dal progettista architettonico, all’ingegnere strutturista, progettista energetico, progettista di impianti e  sicurezza, collaudatore, responsabile sicurezza sul lavoro, progettista di misure antincendio, direttore dei lavori, responsabile amministrazione, responsabile marketing, consulente immobiliare, consulente creditizio, architetto d'interni ed interior designer e  varie collaborazioni esterne, il tutto per fornire un servizio chiavi in mano al cliente ed evitare a quest’ultimo perdite di tempo inutili ed errori molto pesanti e irreversibili commessi molto spesso, che pesano negli anni come per esempio un mutuo sbagliato.

Noi siamo molto aperti a nuove leve perché pensiamo che i giovani possano portare quella dose di novità che coniugata a quella d’esperienza dei “veterani” crea un connubio perfetto per dar all’azienda quella marcia in più ed alzare di molto gli standard qualitativi dei prodotti e servizi”.

La Puglia è la vostra terra e conoscete bene le particolarità climatiche e idrogeologiche cui avete adattato la metodologia di lavoro per soddisfare le norme di sicurezza e sostenibilità. In futuro, pensate di esportare il vostro modello di business? 

“Attualmente ci stiamo specializzando in quest’ area della nostra penisola, in particolare Altamura e Matera, in modo tale da non rendere ingestibili gli alti standard qualitativi degli appartamenti. Preferiamo seguire meno appartamenti ma fatti a regola d’arte focalizzandoci in essi tutte le nostre risorse. Però non escludiamo in un futuro, uno spostamento verso altre zone della penisola, a seguito di un ampliamento del team e di uno studio specifico della zona (che comunque richiederebbe molti anni), perché ogni zona richiede l’utilizzo di materiali e tecniche differenti molto specifiche in modo tale da offrire la stessa qualità degli appartamenti anche altrove”.

Antonio e Donato Pepe