(L'intervista) Make: la piattaforma per fare e condividere progetti solidali

Ideata da Onde Alte per dare a tutti l’opportunità di fare qualcosa di concreto per gli altri

(L'intervista) Make: la piattaforma per fare e condividere progetti solidali

“Sostenibilità, innovazione e progresso sociale come dimensione di tutto quello che facciamo” recita la prima parte del claim di Onde Alte, società benefit fondata nel 2018, in apertura della pagina online dedicata alla piattaforma Make. E conclude: “Usa la nostra piattaforma per fare qualcosa anche tu”. Un invito che suona come monito all’azione consapevole e alla condivisione responsabile, modi di essere e vivere mai scontati, soprattutto in periodi di crisi globale.

Tutt’altro che scontata è, del resto, una realtà come Onde Alte e Tiscali News ha intervistato Massimiliano Ventimiglia, il founder, per scoprire qualche particolare in più e capire meglio di cosa si stia parlando.

Massimiliano, da quali presupposti nasce Onde Alte e quale l’origine della denominazione?

“Onde Alte è un progetto nato da una evoluzione nella mia prospettiva al mondo del lavoro e forse più in generale, alla vita. Mi sono sempre occupato di temi legati all’innovazione e ho anche ottenuto buoni risultati, soprattutto con la mia prima azienda, H-ART, ma dal 2014, dopo un viaggio di studio negli Stati Uniti è come se si fosse creata una dimensione nuova dentro di me: la centralità del proposito e la volontà di determinare cambiamento positivo attraverso il mio lavoro. La voglia forte di vivere per qualcosa di maggiore senso, che guarda soprattutto all’effetto di ciò che fai. Io lo vedo un po' come un passo più consapevole, né indietro né avanti, solo più conscio di dove mi avrebbe portato. E così nella primavera del 2018 ho deciso di fare il passo ed è nata Onde Alte. Il nome nasce da una lettura: questo è un tempo di Onde Alte dal punto di vista sociale e dell’umanità. Viviamo attorniati da abbondanza di opportunità e curve ripide di evoluzione tecnologia e scientifica ma stiamo peggio da tanti punti di vista. Lo dicono molti indicatori.  In Italia soprattutto. E io ho scelto di provare a fare qualcosa con un gruppo di ‘matti’, che credono valga la pena ‘lottare’ per una società diversa, dal basso, nei territori, una persona alla volta”.

Quale lo scopo della piattaforma Make? Chi può accedervi e con quali tipologie di idee, iniziative, progetti?

“Make è una piattaforma di attivazione e ingaggio civico. Qualcuno mi ha detto che è un po' come la piattaforma Rousseau. Non lo so, non la conosco abbastanza. Di certo guarda alla partecipazione e alla attivazione civica come una forma imprescindibile di umanizzazione del progresso. Guarda al sapere condiviso e alla costruzione collaborativa come forze trasformative di nuclei sociali piccoli e grandi. Esalta il valore di comunità coesa, che si unisce per moltiplicare. Valorizza l’ispirazione che viene dall’altro, conosciuto o meno. Tutti possono accedervi. Tutti coloro che sono mossi dalla voglia di fare qualcosa. La voglia di “fare”. Noi abbiamo il sogno che questa ‘voglia’ coinvolga sempre più persone. Tutte le organizzazioni, le persone comuni, quelle già impegnate, e quelle meno, gli amici, i nostri familiari, i nostri figli. Speriamo di stimolare la voglia di agire per cercare assieme di sviluppare maggiore consapevolezza, di generare dialogo aperto, di provare a mettere in discussione regole desuete, di creare e costruire soluzioni nuove. La voglia di andare contro i dogma, le gabbie per il pensiero, i divieti di accesso in territori nuovi. Make consente di agire nell’ambito del proprio nucleo sociale, nella propria organizzazione profit o non profit, in un’associazione, in una classe di scuola, in un condominio ecc. Ovunque esista un gruppo di persone che sono accomunate dalla voglia di agire per un Bene più grande. Noi siamo i progetti per cui decidiamo di lottare”.

Parliamo del team di Onde Alte. Da un lato, gli sviluppatori che hanno dato vita alla piattaforma proprietaria Make, dall’altro i consulenti esperti in tutti gli ambiti che abbiano legami forti con il sociale. Come convivono e interagiscono le due componenti? Come si relazionano con gli utenti?

“Oggi le meccaniche organizzative di accezione moderna non ammettono più silos o lavori in sequenza. Si deve approcciare al lavoro in modo olistico con dinamiche di team molto piatte e orientate ai risultati. Dinamiche che esaltino senso di responsabilità, intraprendenza, voglia di avere impatto. Solo così resti leggero, sei veloce, ti adatti. Onde Alte funziona così, non vive di schemi e rigidità a vantaggio di creatività e combinazioni molteplici. Così appunto capita che, ad esempio, parti da analisi e quadri sociali, cerchi insight ed evidenze nei dati, poi ti confronti con le forze trasformative del service design, la capacità di sintesi del Visual Design e dei contenuti, fino a formare codice. Ma con una visione a cerchio e non ad albero, dove tutti insistono sullo stesso obiettivo, senza inutili rigidità. E sporcandosi tanto le mani. Siamo artigiani sociali. Solo che i nostri utensili sono pensiero lento, competenze digitali, capacità narrativa, amore per la persona. Non ci diamo linee guide particolari se non la fame di maggiore umanità attorno a noi”.

Onde Alte ha raccolto in un catalogo consultabile online numerose iniziative e progetti di innovazione a impatto positivo realizzati da singoli individui, aziende, terzo settore ed enti pubblici. Quali sono gli ambiti nei confronti dei quali le persone sentono di poter dare il contributo maggiore? L’emergenza Covid-19 ha modificato le tendenze in atto nel periodo precedente la pandemia?

“Sono tantissimi i progetti in Italia e nel mondo che raccontano di attori del cambiamento che si adoperano per fare cose di senso. Nell’assistenza a categorie sociali fragili, alle famiglie, ai bambini. Ne abbiamo mappati a centinaia da quando siamo partiti fino al punto che ci è venuta la voglia di condividerli con tutti, perché possano ispirare altre cose simili, o anche migliori. Il Covid-19 è stato come un terremoto potentissimo che ha fatto crollare le nostre certezze di cemento e ha scosso le nostre fondamenta, le radici della nostre coscienze. Secondo me ha prodotto una grande spinta “dal cuore verso l’altro”, attivando tantissime iniziative molto belle di natura civica. Ancora più aiuto e supporto alle persone, soprattutto a quelle in maggiore difficoltà, coesione, collaborazione, modelli di auto mutuo aiuto tra gruppi sociali e comunità. Ma anche tanta creatività e inventiva applicate in risposta alle necessità più disparate. Ad esempio, il lavoro di una studentessa che in modo casalingo è riuscita a sintetizzare un’alternativa compostabile alla plastica (MarinaTex) grazie ad una pellicola completamente naturale e biodegradabile in sole sei settimane composta da materiale organico (principalmente scarti di pesce). Oppure un’App per trasformare i suoni ambientali in notifiche che avvisano i non udenti in real time dei pericoli circostanti (Lisnen). Insomma, chiunque voglia fare del bene può trovare in “Make” spunti, idee e stimoli utili”.

Massimiliano, quali i progetti di Onde Alte per il prossimo futuro?

“Continuare a lottare in ogni luogo per risvegliare la voglia di Bene, per avvicinare le persone laddove esistono barriere, per generare agenti di cambiamento positivo. Tra i giovani e nelle organizzazioni di ogni tipo e dimensione. Ci piacerebbe un giorno avere un nostro “centro di umanizzazione del progresso”. Un posto dove vai perché vuoi cambiare in meglio qualcosa, portando umanità, onestà, trasparenza, coesione, conoscenza. Scherziamo spesso con i ragazzi e ci diciamo che quando la nostra azienda potrà permetterselo, prenderemo una grande barca come sede e gireremo tra i mari della nostra penisola per portare i valori del progetto ovunque. Allora ci toccherà vivere per davvero tra le Onde, ma in fondo saremo già belli abituati”.