È nata Getfy, la App gratuita italiana che fa dialogare negozianti e clienti

Gli ideatori della piattaforma raccontano a Tiscali News i punti di forza dell’aggregatore di servizi smart per la ristorazione

È nata Getfy, la App gratuita italiana che fa dialogare negozianti e clienti
Fondatori Getfy

Nata a Vicenza e sviluppata con il patrocinio del Comune, Getfy ha raggiunto in pochi mesi centinaia di locali convenzionati, tra cui pizzerie, bar, pasticcerie, discoteche e punta alla ristorazione su larga scala. Getfy fa dialogare direttamente chi compra e chi vende, in modo intuitivo, rapido e sicuro. E cerca di risolvere i tanti inghippi, logistici e temporali, che si frappongono costantemente tra la sempre troppo breve pausa pranzo, o cena con gli amici prima del concerto, della partita, e i sempre troppo lunghi tempi di attesa tra l’ordine e la consegna del cibo. 

La pandemia, inoltre, ha modificato non soltanto abitudini alimentari consolidate, ma anche le modalità di acquisto, da remoto, che hanno avuto notevoli ripercussioni sugli esercenti. La tecnologia, è il caso di dirlo, ha contribuito a tenere in vita molte attività commerciali capaci di rivedere il proprio business in prospettiva smart: dall’e-commerce, alle prenotazioni online, dalla schedulazione delle prenotazioni alla consegna a domicilio. E il trend, stando al recente rapporto McKinsey dedicato al settore europeo della ristorazione, si prospetta positivo a patto che gli attori puntino a: adattare le strategie di vendita ai canali digitali; menù in grado di soddisfare le nuove abitudini alimentari (salutistico in tutte le molteplici varianti, attento alle intolleranze, ecc.); modelli di business innovativi.

Getfy pare adattarsi molto bene alle esigenze della domanda e alle nuove strategie di business dell’offerta. Davide Sardei e Cesare Vicentini, i due giovani imprenditori che hanno ideato e lanciato l’App, raccontano a Tiscali News i punti di forza e innovativi di questo servizio.

Si assiste ad una proliferazione di piattaforme/App che aggregano: contenuti, servizi, prodotti, dati. Aiutano a scegliere, a comparare, disintermediano. Getfy è neonata e si colloca in un territorio, quello della ristorazione, già perlustrato da altre piattaforme. Come funziona Getfy e quali sono le caratteristiche distintive?

“Getfy si presenta come un aggregatore di servizi, e in quanto tale ha l’obiettivo di trasformare lo smartphone dell’utente in un vero e proprio telecomando per l’organizzazione della propria vita. Al giorno d’oggi, la maggior parte delle aziende informatiche tende a creare prodotti di nicchia, ossia incentrati solo su un unico utilizzo: bypassando la verticalità del mercato, che tende a monopolizzare una singola funzione, molte App tuttora disponibili offrono all’utente solamente le comodità di cui ha bisogno in quel frangente, non badando a ciò che magari potrebbe servirgli in futuro.

Per il mondo della ristorazione, ad esempio, vi sono servizi che offrono solo menù digitale, piuttosto che piattaforme per l’ordinazione. Addirittura, molti esercizi commerciali possiedono un proprio sito web personale o la propria applicazione, andando così a frammentare l’utenza. Getfy è un ecosistema che permette di avere tutto a portata di dito. Non solo quindi menù digitale o riservare un tavolo: con Getfy è possibile prenotare la propria presenza ad un evento, ordinare il proprio pasto ancor prima di arrivare al ristorante e, a breve, sarà anche data la possibilità agli esercenti di rendere prenotabile qualsiasi servizio e/o bene materiale”.

Getfy è sul mercato da pochi mesi. Che tipo di riscontro sta avendo, lato esercenti e lato clienti?

"La peculiarità che sta alla base di Getfy è la modularità del servizio. Ciò significa che all’esercente è affidata la piena personalizzazione del prodotto. Questo incide molto sulla decisione dell’esercente sul servizio al quale appoggiarsi, dato che è Getfy che si adatta alle esigenze dell'esercente e non viceversa. Per quanto concerne il cliente, invece, Getfy propone un servizio a tutto tondo, che si presenta versatile sotto ogni punto di vista, dalla consultazione del menù digitale alle prenotazioni del tavolo e/o dell’ingresso all'evento designato".

Scendiamo in dettagli più tecnici. Sembra tutto molto semplice, dal punto di vista dell’utente: accedi, scegli, interagisci, metti tra i preferiti, prenoti, paghi. Ben più complesso è il dietro le quinte, la programmazione dell’infrastruttura tecnologica e delle interfacce. Quanto è costato in effort umano implementare, testare ed efficientare una piattaforma che uniforma, standardizza, molteplici tipologie di prenotazione, di menù, di delivery e metodi di pagamento?

“Come detto poco fa, Getfy è un servizio modulare, che ha come scopo quello di adattarsi alle esigenze di esercenti e clienti. Questa mentalità modulare sta alla base anche del nostro software, che è stato costruito a blocchi e permette quindi una più facile testabilità e soprattutto estensibilità, intesa come integrazione ed aggiunta di nuove funzioni, grazie all’indipendenza dei vari moduli.

Abbiamo iniziato a strutturare Getfy nell’Ottobre del 2019 e abbiamo dato il via allo sviluppo nel Novembre dello stesso anno. Dopo aver effettuato i primi test, siamo approdati su App Store ad Aprile 2020 con una prima versione stabile e disponibile al pubblico. Teniamo molto alle implementazioni del servizio, e attualmente miglioriamo costantemente Getfy, rilasciando dalle 3 alle 4 nuove versioni al mese.

Il nostro software, comunque, può essere diviso in due macro reparti: Getfy Board, ossia la piattaforma di ricezione ordini e gestione del locale, rivolta agli esercenti, e Getfy User, l’applicazione mobile per i consumatori. Attualmente il nostro team di sviluppo tecnologico è composto da 6 figure, che cooperano nella realizzazione e manutenzione dei vari moduli e della comunicazione tra i due macro reparti”.

Getfy parte col vento in poppa. Quali mete pensate, e sperate, possa raggiungere nei prossimi mesi?

“L'obiettivo principale è il tricolore: vogliamo che in tutt’Italia ogni utente possa fare click sull’App ovunque si trovi e sapere subito dove e cosa mangiare o dove andare a ballare, ovviamente Covid permettendo.

Stiamo inoltre intensificando i rapporti per una prossima espansione sul territorio canadese e sudamericano - oltre che in Europa settentrionale ed orientale - per rendere l’applicazione internazionale a tutti gli effetti. Ci siamo infatti accorti che su Getfy sono svariate le realtà italiane che operano con un bacino di utenza straniero, che ha un grado di familiarità con la tecnologia leggermente maggiore rispetto ai consumatori italiani. Da qui l’idea appunto di proseguire, quasi in parallelo al tricolore, con un’espansione estera”.