Nuovi mestieri: design più engineering è un binomio vincente. Anche in periodo di crisi

Ariadne Digital cerca talenti per sviluppare progetti che aiutino le aziende a ripensare le strategie di business in chiave digital

Nuovi mestieri: design più engineering è un binomio vincente. Anche in periodo di crisi
Il team di Ariadne Digital

Crescere, nonostante la crisi, e cercare addirittura nuove figure da inserire nel gruppo di lavoro. Sembra incredibile, eppure è così. È il caso di Ariadne Digital, società di Design ed Engineering, specializzata nella realizzazione di sistemi digitali evoluti e ubicata tra Milano e Pavia, la cosiddetta Silicon Valley italiana.

Attiva dal 1995, Ariadne Digital ha settanta collaboratori in organico, conta oltre 50 clienti, più di 200 progetti realizzati e vanta 5 milioni di fatturato, in crescita nel 2020.

In periodi recenti, il punto di forza del gruppo è stata la capacità di risolvere un problema comune a molte aziende: colmare il gap tra mondo Business ed IT agevolando la comunicazione digitale tra i due mondi. Mondi quanto mai variegati che richiedono, per essere gestiti con competenza, un approccio metodologico ricco di conoscenze teoriche e pratiche insieme. Dallo user experience design alle architetture cloud, come testimoniano recenti report (vedi: Forbes e TrendsUXdesign) che mettono in evidenza le caratteristiche principali su cui le aziende dovrebbero puntare per sopravvivere al 2021.

E sono proprio le competenze del team a fare la differenza, come racconta a Tiscali News il CEO di Ariadne Digital, Marcello Ricotti. A partire dal PMO (Project Management Office) i cui consulenti sono i principali interlocutori dei clienti, agli UI (user interface) e UX (user experience) designers che trasformano, in prototipi realistici e concreti, i desiderata delle aziende; dalla progettazione e realizzazione delle intranet aziendali, allo sviluppo di interfacce e prototipazione veloce in html e css, alla implementazione di App native (Android e iOS) che assecondino le esigenze dei referenti.

Marcello Ricotti, la vostra realtà esiste da una ventina d’anni. Un arco di tempo in cui è successo di tutto dal punto di vista sia dell’innovazione tecnologica sia del modo di gestire agilmente, e comunicare, la complessità dell’universo azienda. Come ha vissuto Ariadne trasformazione ed evoluzione dei settori di riferimento?

“Ariadne è nata nel 1994, prima come studio associato di ingegneria informatica poi, nel 1995, come società di capitali.  Confrontare il mercato legato ad Internet del 1995 con il 2020 è come provare a fare un paragone tra l’ecosistema a supporto del mezzo di trasporto “cavallo” e quello a supporto del mezzo “Tesla”. Ci occupavamo di Internet anche nel 1995 ma, in un mondo che pensava solo alle problematiche di connessione (il mercato nascente era quello degli Internet provider) noi, già allora, sviluppavamo “applicazioni web”. Si badi bene, non siti web fatti di pagine HTML 1.0 rigorosamente statiche, ma applicazioni software che interagendo con l’utente realizzavano una qualche (semplice) funzione. Ed infatti più che fare business pubblicavamo articoli scientifici su quanto fatto sull’International Journal of Physics. Nel 1995 Microsoft stava ancora combattendo Internet proponendo un suo network alternativo. La FIAT (oggi FCA e domani Stellent) non aveva un sito web. Era un mercato fatto quasi esclusivamente di tecnologia senza nessun accenno al Marketing & Communication. I Social sarebbero arrivati da lì a 10 anni (2005). Il telefonino (non lo smartphone), per telefonare, lo possedevano solo i top manager.  Ariadne realizzava sistemi per diffondere informazioni ed accedere ad applicazioni legacy (da integrare sui protocolli Web) da qualsiasi computer sparso sul pianeta. Oggi è ovvio ma allora, nel 1995, era una narrazione che riusciva difficile spiegare ad un direttore IT abituato a comprare reti private da IBM o da Telecom e su cui operare con protocolli proprietari”. 

Il cammino di Ariadne è costellato di successi e crescita. Tanto che in periodo di cassa integrazione diffusa e, purtroppo, chiusura di numerose realtà, voi cercate nuove leve. Quali competenze erano richieste al team "prima" e quali "oggi"? Immagino sia importante contare su inserimento e affiancamento, la possibilità per i giovani di confrontarsi con colleghi senior. 

“Il mondo legato ad Internet è stato dominio dei tecnici fino al 1999. Poi con il boom della new economy è diventato terreno anche del marketing. Solo dal 2005 ha cominciato a diventare un fenomeno sociale. Anzi Social, con tutto quello che ne deriva. Oggi le competenze richieste in questo settore spaziano da quelle informatiche e tecniche a quelle umanistiche e di comunicazione”.  

Ariadne vanta partnership di rilievo e clienti di spicco: quali le tipologie di servizi tecnologici maggiormente richiesti? Possiamo annoverare tra essi, le intranet aziendali? A tale proposito, avete creato nuovo servizio: Intranet 80.20.

“Ariadne Digital è un gruppo organizzato per esprimere l’eccellenza nell’unico settore in cui ha scelto di operare. Integra la storica expertise tecnica di Ariadne - leader nel digital engineering - coordinando aziende complementari che operano all’avanguardia nei diversi campi di specializzazione richiesti da un progetto digitale di successo.

Che si tratti di Corporate o Consumer Portal, Intranet o Social Collaboration, E-Learning, Commerce, nei canali Web e Mobile, la nostra esperienza focalizzata rappresenta un porto sicuro per la strategia digitale delle aziende clienti.

Abbiamo costruito negli anni una organizzazione mirata alla realizzazione e gestione dei sistemi digitali, grazie a professionalità competenti ed un approccio metodologico in grado di esprimere il massimo risultato.

Nell’estate 2020 abbiamo lanciato sul mercato Intranet 80.20, la nuovissima intranet “out of the box” progettata sulla base dell’esperienza e delle best practices internazionali dal massimo specialista italiano in materia, Giacomo Mason, fondatore di Intranet Management, azienda parte del gruppo Ariadne Digital”.

Ricotti, quali le prospettive per il futuro di Ariadne?

“Nel 2017 Ariadne ha iniziato un percorso per creare una organizzazione mirata per affrontare ai più alti livelli di qualità e esperienza i diversi ambiti culturali coinvolti da un tipico processo digital. In un settore IT contraddistinto dall’approccio generalista dei principali player, capaci di “far di tutto un po’”, la nostra scelta da sempre è stata opposta, basata sulla focalizzazione. Concetto applicato a maggior ragione nella aggregazione, o nello sviluppo interno, di singole unità specialistiche.

Il percorso è a buon punto e deve, ora, essere completato e raffinato con il fine di creare un riferimento a livello nazionale per i progetti digital. Solo così potremo continuare ad esistere e a crescere mantenendo le competenze e i valori che ci hanno contraddistinto per più di 20 anni: per i nostri clienti e per le tante persone che hanno dedicato una fetta importante della loro vita professionale a questa Azienda”.

Da sinistra: il CEO Marcello Ricotti, il CTO Marcello Torriani e il Co-founder Giuseppe De Donno