No digital skills? No business. Cresce la percentuale di PMI che puntano sulle risorse IT

Il goal, per BESPOKEN HDEMY, è formare dentro alle aziende talenti che padroneggino gli strumenti digitali

No digital skills? No business. Cresce la percentuale di PMI che puntano sulle risorse IT

Internalizzare le competenze digitali è la strategia vincente adottata da numerose realtà italiane specializzate in prodotti di nicchia. Non solo per fronteggiare la crisi innescata dalla pandemia, ma per sfruttare nuove possibilità di business altrimenti interdette.

Come rilevato da un Osservatorio della Camera di Commercio (del Gennaio 2020) e da un più recente Evento del Politecnico di Milano (Digital New Normal: essere 4.0 ai tempi del Covid. Convegno dell’Osservatorio Industria 4.0), non sempre è possibile accelerare in maniera indolore la trasformazione tecnologica del proprio business e, tanto meno, crescere in house personale con competenze tecnologiche. Tuttavia, numerose realtà imprenditoriali, piccole e medie, hanno deciso di investire in cybersicurezza, e-commerce, tecnologia cloud puntando sulla formazione del personale. Con ottimi risultati. A chi rivolgersi e come organizzare la formazione in house?

Tiscali News ha intervistato Alberto Trussardi, Co-Founder & CEO di BESPOKEN società bergamasca di consulenza tecnologica a 360° che, tra le proposte, annovera i corsi di formazione di BESPOKEN HDEMY. Corsi targhettizzati sui dipendenti delle PMI.

Alberto, quando è nata BESPOKEN e con quale obiettivo?

“Ci troviamo ormai al centro di una trasformazione digitale che impatta in modo significativo sulle aziende, sul vivere quotidiano e sui modi con cui ci informiamo, formiamo e relazioniamo: siamo nel vivo del cambiamento. Un periodo, però, che è anche causa di incertezza: i mercati vacillano, l’economia globale sta subendo importanti trasformazioni, siamo nel mezzo della pandemia, il cambiamento climatico è un tema sempre più sentito e il mondo del lavoro si sta rapidamente evolvendo.

In questo contesto è nata BESPOKEN, per dare una risposta forte all’incertezza di oggi. Siamo una società di consulenza specializzata nella trasformazione digitale delle PMI Italiane e il nostro obiettivo primario è quello di aumentare i ricavi dei clienti grazie ad un uso consapevole del digitale, creando sinergie tra produzione, marketing, comunicazione e vendita, ed evolvendo in tempo reale le strategie attraverso la raccolta e la valorizzazione di dati e informazioni.

Cerchiamo di mettere sempre al centro le persone e i loro talenti, perché è ciò che c’è dietro a tutte le innovazioni digitali e tecnologiche che stanno cambiando il mondo. Grace Murray Hopper, pioniera informatica, diceva sempre che la frase più pericolosa in assoluto è “Abbiamo sempre fatto così” e oggi più che mai è fondamentale non perdere mai la voglia di mettersi in gioco per costruire, innovare e cambiare. Questa è l’unica e vera ricetta per uscire dall’incertezza del mercato contemporaneo”.

Quando avete deciso di costituire BESPOKEN HDEMY e proporre una formazione mirata per i dipendenti in azienda? Come sono organizzati i corsi?

“Essere consapevoli delle trasformazioni del mondo digitale è il primo passo per essere tra i protagonisti dei cambiamenti che stanno rivoluzionando l’Italia e il mondo: per un’azienda è quindi fondamentale ampliare le conoscenze del proprio personale, per rimanere al passo con i piccoli e grandi cambiamenti del mondo online e con i comportamenti degli utenti.

Proprio per questo nel 2014 è nata la nostra HCADEMY, un servizio che noi offriamo in esclusiva ai nostri clienti per aiutarli a formare figure valide interne all’azienda che possano occuparsi di task digitali, come ad esempio digital marketing, SEO, SEM, CRM o ancora la gestione del social; internalizzare questi processi aiuta le imprese a snellire i procedimenti, e di conseguenza aiuta noi a portare un reale valore aggiunto all’azienda attraverso una consulenza evoluta costante.

I corsi dell’HCADEMY li proponiamo alle aziende con cui collaboriamo e con le quali abbiamo iniziato un percorso di trasformazione digitale. Vogliamo dare consapevolezza e sensibilizzazione alle imprese su quello che è il potenziale dal punto di vista digitale; seguirle nella formazione delle proprie risorse interne dando affiancamento e supporto operativo, oltre a formare le figure fino a che queste non siano perfettamente in grado di svolgere l’attività. La nostra HCADEMY vuole creare una cultura, un impatto reale per le aziende e se da un lato velocizza i processi, dall’altro consente a noi di BESPOKEN di concentrarci su attività più strategiche, come ad esempio l’apertura di nuovi spin off, nuovi modelli di business o nuove attività da portare avanti.

Bisogna anche considerare che i nostri clienti non sono aziende che seguiamo per qualche mese, ma lavoriamo con alcune realtà da quasi 10 anni, si tratta di relazioni consolidate e di fiducia reciproca”.

Che tipo di riscontro avete dalle aziende che decidono di formare talenti “digital” in house? I dati degli Osservatori sopracitati riportano percentuali in crescita in quanto a budget destinato alla formazione. Quali i vantaggi rispetto alla gestione in outsourcing?

“I riscontri che abbiamo ottenuto finora, e che continuiamo ad ottenere, sono ottimi, tant’è vero che sempre più realtà ci richiedono una formazione sul campo per i propri dipendenti. L’innovazione deve avere un approccio sinergico che metta al centro la condivisione del know how. Solo così si accelera il cambiamento. 

Negli ultimi anni, il costo del digitale è aumentato, quindi anche gli investimenti per fare dei progetti strutturati raggiungono dei budget importanti di centinaia di migliaia di euro, che non tutte le realtà hanno e riescono a sostenere, per questo negli ultimi anni proponiamo ad aziende selezionate dei modelli di collaborazione innovativi che in diversi casi ci hanno permesso di uscire dalla logica cliente/fornitore e diventare imprenditori insieme a loro, trasformando progetti di crescita in nuove società dove partecipiamo direttamente”.

Alberto, lei ha partecipato di recente all’evento Next Generation organizzato da Talent Garden, a Roma: quali sono i settori più attivi nella trasformazione digitale? Quali le competenze tecnologiche più ricercate?

“Next Generation ha radunato 500 realtà e oltre 100 speaker e nel corso dei due giorni si sono alternati sul palcoscenico rappresentanti delle istituzioni, dell’imprenditoria e personalità di spicco del nostro Paese per condividere le loro esperienze, i loro punti di vista, le loro opinioni e le loro aspettative. L’incontro di tutte queste esperienze e prospettive così differenti tra loro con le realtà impegnate nei tavoli di lavoro ha dato vita a un programma di dieci punti focalizzato su tre pilastri dell’economia italiana: Education, Foodtech e Patrimonio Culturale.

Tra i settori più attivi nella trasformazione digitali possiamo vedere il mondo dell’arredo, il real estate, business commerciali, aziende manifatturiere, mondo food e health care; tra le competenze tecnologiche più ricercate, invece, vi sono sicuramente specialisti diversi dal marketing alla vendita, dalle nuove tecnologie fino ai data analyst, senza dimenticare nuove figure come i growth hacker”.

La value proposition di BESPOKEN è all’avanguardia in Italia: non solo servizi di consulenza, come fanno altri player del mercato, ma sviluppo di una collaborazione sinergica tra imprenditori. Spieghiamo ai lettori in cosa consista e raccontiamo, se possibile, alcune storie di successo.

“Dopo anni a contatto con le PMI italiane ho capito che i nostri metodi possono creare un impatto molto forte sulla crescita aziendale, ma non tutte le realtà con cui entriamo in contatto sono in grado di assimilare il know how e la cultura necessaria. Per questo in BESPOKEN abbiamo deciso di non limitarci a vendere servizi di consulenza, come fanno tutti gli altri player del mercato, ma di sviluppare una collaborazione da imprenditore a imprenditore con un modello collaborativo dove si condivide il rischio e l’investimento.

Ed è proprio in questo approccio sinergico che vediamo la strada per accelerare il cambiamento del nostro Paese rimettendo al centro il fare impresa.

Un esempio di questo nuovo approccio all’innovazione è ciò che è stato realizzato con Farmakom, realtà imprenditoriale nata nel 2016 con l’obiettivo di abilitare i farmacisti italiani alla vendita online in modo strutturato. Il modello nasce con una sinergia di competenze: da un lato l’esperienza ventennale di un manager di aziende farmaceutiche Massimiliano Misseri, e dall’altro l’imprenditorialità digitale mia e del mio socio Andrea Mangilli. Grazie a questa sinergia Farmakom è diventata la prima piattaforma italiana per far vendere online i farmacisti, con centinaia di migliaia di utenti registrati e milioni di transato ogni anno.

Lo stesso è accaduto con Colorificio Ferraris: anche in questo caso non abbiamo semplicemente venduto la consulenza per la realizzazione dell’e-commerce, ma insieme abbiamo costituito una nuova società dove il colorificio nella figura di Michele Ferraris ha portato tutto l’asset industriale e i prodotti, mentre noi la nostra competenza digitale e le risorse. Il risultato? Abbiamo dato vita al “grossista 2.0” dove ognuno in questa azienda si concentra solo su cosa è bravo a fare. E i risultati sono arrivati fin da subito con una crescita esponenziale di tutta l’attività”.