Blockchain e agroalimentare: per tracciare prodotto e filiera basta il QR-Code

L’iscrizione è gratuita e raggruppa vari servizi blockchain: Trusty è la piattaforma del Made in Italy dedicata alle PMI del settore Food

Blockchain e agroalimentare: per tracciare prodotto e filiera basta il QR-Code

La tecnologia al servizio del Made in Italy ha raggiunto ottimi risultati in tutti i campi, dalla produzione alla distribuzione, soprattutto nel tracciamento della filiera e nelle dinamiche dialogiche tra produttore e consumatore. Il settore dell’agroalimentare è tra quelli ad aver meglio recepito i vantaggi della digital innovation ed è sempre più smart, coinvolgendo un numero crescente di aziende che scelgono soluzioni tecnologiche a tutela della qualità del brand e dei consumatori.

Per quanto concerne la blockchain, le opportunità offerte al settore Food sono state riconosciute persino dalla FAO e ampiamente illustrate in un interessante rapporto datato Agosto 2018. Disanima quasi profetica, se calata nel contesto attuale di crisi globale: la blockchain consente di tracciare da remoto, in modo efficiente e sicuro, tutti i passaggi della catena produttiva, intercettando gli anelli mancanti, disincentivando la contraffazione e verificando in tempo reale il riscontro di campagne marketing e iniziative eco-sostenibili.

Tra le startup innovative italiane che contribuiscono a creare sinergie in un mercato così dinamico c'è Apio, nata nel 2014 dall’idea di un gruppo di studenti dell’Università Politecnica delle Marche per fornire alle aziende tecnologie di connettività, trasmissione e analisi dei dati. Apio ha sviluppato in collaborazione con Var Group la piattaforma Trusty, calibrata sulle esigenze delle PMI agrifood, che utilizza tecnologie blockchain fondamentali per il settore, come IBM Food Trust. Tiscali News ha intervistato Lorenzo Di Berardino e Alessandro Chelli, CEO e co-fondatori di Apio, per capire quale sia il valore aggiunto di Trusty all’interno del panorama della digital transformation.

Lorenzo, Alessandro, sfatiamo subito alcuni luoghi comuni sulle piattaforme blockchain. Perché Trusty è utile alle PMI del settore agroalimentare e in che modo fidelizza i consumatori?

“Trusty nasce dal bisogno di democratizzare quelle tecnologie (e la relativa comunicazione) che fino a ora sono state utilizzate solo dalle grandi aziende che, con team strutturati di Ricerca e Sviluppo interni e grandi fondi a disposizione, hanno potuto sviluppare piattaforme su misura dei loro prodotti, delle loro filiere e dei loro clienti.

Offrire anche alle PMI del settore agroalimentare strumenti del genere significa innanzitutto offrire loro un nuovo modo di comunicare, basato su dati certificati, che contribuisce a costruire un rapporto di fiducia con i consumatori.

Siamo convinti che le PMI abbiano bisogno di questi strumenti per valorizzare ancora di più ciò che producono, sopperendo, come già detto, ai costi di sviluppo di una piattaforma proprietaria.

Trusty inoltre colleziona informazioni sul consumatore, che inquadra il QR-Code con il suo smartphone, rendendole disponibili alle aziende che potranno usufruire così di una grandissima mole di dati, utili allo sviluppo di nuovi prodotti e al miglioramento della comunicazione.

Per quanto riguarda i consumatori, diversi studi riportano che il trend di attenzione al prodotto che si acquista è in forte crescita, in particolare tra i giovani che, se consapevoli di cosa apporti una differenza di prezzo, nella maggior parte dei casi sono disposti a pagare di più.

Infine, poter visionare in modo semplice e veloce, attraverso il QR-Code sull’etichetta, le informazioni e le certificazioni di un prodotto in blockchain (senza dunque alcuna possibilità di manomissione), genera nel consumatore un sentimento di fiducia verso il produttore, che nel momento in cui ha inserito le informazioni sulla piattaforma, si è reso disponibile ad aprire le porte della sua azienda”.

Entriamo nei dettagli tecnici: come funziona la piattaforma, quali tecnologie supporta e, soprattutto, quale il ruolo svolto dal QR Code?

“Le tecnologie sono il punto centrale della nostra piattaforma e fornire accesso alle tecnologie digitali fa parte della missione stessa di Trusty.
Il grado di tecnologie fornite alle PMI del settore agroalimentare è ampio. Trusty infatti permette di creare uno spazio web per ogni prodotto; creare una sezione dedicata alla tracciabilità all’interno dello spazio web di ogni prodotto; automatizzare il processo di integrazione tra spazio web pubblico e i software gestionali di tracciabilità; rendere le informazioni di tracciabilità immutabili, grazie all'impiego di svariate Blockchain (pubbliche o permissioned); analizzare i dati di visualizzazione dei prodotti, offrendo insight al produttore.
Il QR-Code è l'ultimo step di questo percorso e permette ai consumatori di accedere ai dati del prodotto del lotto notarizzato su Blockchain e di visualizzare maggiori informazioni sull'azienda. Il QR-Code in sintesi è lo strumento che abilita questo nuovo canale di comunicazione tra consumatore e produttore”.

Cosa ha spinto Apio a sviluppare uno strumento calibrato sulle esigenze del mercato agroalimentare, le cui dinamiche sono variegate e complesse (penso alle certificazioni di qualità, alla contraffazione, alla trasparenza nella comunicazione…)?

“Si parla spesso di tecnologie applicate all'agroalimentare e, negli ultimi anni, il 43% dei nuovi progetti nel settore è stato legato alla tecnologia Blockchain. Il dato che però ci sembra più importante è che il 60% di questi progetti è stato voluto dalle aziende per aumentare la trasparenza, la fiducia e la condivisione di informazioni con il consumatore: per questo motivo abbiamo deciso di sviluppare una piattaforma come Trusty.

In questi anni l'evoluzione tecnologica ha fatto passi da gigante in ogni ambito, ma del cibo che acquistiamo abbiamo ancora poche informazioni. Con Trusty abbiamo deciso di sopperire a questa mancanza, offrendo uno strumento che permettesse di conoscere i prodotti che acquistiamo e che portiamo sulle nostre tavole.

Abbiamo anche riflettuto su un altro aspetto: la sostenibilità. In questo momento storico, essa diventa una vera e propria missione per l'imprenditore e, al tempo stesso, un prodotto sostenibile viene scelto con consapevolezza dal consumatore, nonostante il prezzo sia maggiore di altri che non lo sono. L'impatto zero sull'ambiente è diventata una scelta che condivisa da imprenditore e consumatore, comunicata in trasparenza dal primo e considerata un valore aggiunto dal secondo.

È vero, il settore agroalimentare presenta un panorama variegato e complesso. Quello che stiamo offrendo ai produttori con Trusty non è un nuovo modo di certificare i prodotti oppure un mezzo con il quale fare tracciabilità, ma piuttosto un nuovo canale di comunicazione con i consumatori”.

Apio è una realtà in crescita costante, anche in periodo di crisi: diamo ai lettori qualche indicazione su fatturato, numero di dipendenti, riconoscimenti conseguiti.

“Apio è sicuramente una realtà in crescita. Abbiamo subito anche noi dei contraccolpi causati dalla crisi ma siamo felici di essere riusciti a seguire i nostri sogni e a tenere fede ai valori. Il 2020 si chiude, dunque, con cinque nuove persone entrate a far parte del team di Apio e con un nuovo socio Industriale, Var Group.

Negli scorsi mesi non ci siamo mossi molto dalle nostre case e in Italia abbiamo perso circa il 20% del fatturato, a causa del blocco delle vendite. Eppure in quest'anno siamo riusciti a espanderci a livello internazionale forse più che negli anni precedenti, partecipando a tre importanti progetti europei, di cui due proprio su Trusty, tra cui Block.IS e Blockchers.

Abbiamo ottenuto diversi riconoscimenti, il più recente dei quali è stato l’ingresso nel Foodtech 500, una selezione a livello mondiale delle 500 startup AgriFoodTech che stanno rivoluzionando il futuro del cibo. Per stilare questa lista sono stati analizzati migliaia di applicativi da 60 Paesi diversi e vederci riconosciuto ciò per cui ci siamo spesi con impegno e tenacia è una grande gratificazione, tenuto conto anche del peso che è stato attribuito alla sostenibilità dall’algoritmo giudicante.

Anche il 2021 sta per iniziare nel migliore dei modi: con Trusty stiamo, infatti, finalizzando una partnership industriale con un importante produttore di macchine industriali per il settore agroalimentare”.

Trusty è una piattaforma plasmabile su molti settori: avete intenzione di oltrepassare i confini dell’agrifood? Quali progetti avete per il futuro?

“Apio sviluppa soluzioni in diversi settori tra cui Energia, Agroalimentare, Fashion, Manufacturing. Avendo noi una forte vocazione da Venture Builder (o Digital Factory), amiamo costruire prodotti e servizi in partnership con aziende che provengono da diversi settori. Tuttavia, riteniamo che una piattaforma come Trusty sia perfetta per il settore agroalimentare e che la nostra strategia possa portare diversi frutti in questo mercato: perciò preferiamo continuare a investire su Trusty nel settore agroalimentare, implementandone le funzionalità e le integrazioni, piuttosto che plasmare la piattaforma, adattandola ad altri settori”.

Lorenzo Di Berardino e Alessandro Chelli, CEO e co-fondatori di Apio