Biomedicina e Sviluppo Sostenibile: le start up italiane sempre in pole position per cervelli e idee

Mentre a Trieste nasce il polo dell’innovazione per creare start up nel settore salute, la bolognese STEM SEL crea un macchinario per rigenerare tessuti dalle cellule staminali e la ravennate Studiomapp vola ad Abu Dhabi con un progetto sulla sostenibilità

Biomedicina e Sviluppo Sostenibile: le start up italiane sempre in pole position per cervelli e idee

I cervelli italiani sono prezioso capitale umano e primeggiano per idee, competenze, prototipi, brevetti. Peccato, al solito, gli sforzi in patria siano immani per raggiungere risultati concreti e riconoscimenti. Per fortuna, seppure con rammarico, oltre confine non mancano le opportunità per farsi conoscere, apprezzare e sviluppare proficuamente il proprio business.

La pluripremiata start up di Ravenna invitata ad Abu Dhabi

È il caso di Studiomapp, startup innovativa fondata a fine 2015 con sedi a Ravenna e Roma che sviluppa algoritmi di Intelligenza Artificiale specifici per Geo calcolo e Dati Geospaziali in modo da fornire soluzioni innovative in svariati settori e ambiti: smart cities, turismo, Beni Culturali, agricoltura, Territorio, gestione delle Risorse Naturali, adattamento ai cambiamenti climatici. E, proprio grazie agli skills legati allo Sviluppo Sostenibile, il cofondatore Leonardo Alberto Dal Zovo è stato invitato al Clix (CLimate Innovation Exchange) di Abu Dhabi. L’evento fa parte di una serie di iniziative all’interno del World Future Energy Summit e della Abu Dhabi Sustainability Week, promosse dal Ministero dei Cambiamenti Climatici e dell’Ambiente degli Emirati Arabi Uniti per trovare, e finanziare, soluzioni innovative per contrastare i repentini cambiamenti climatici. Dal Zovo ha presentato un progetto di monitoraggio delle infrastrutture per il settore energia.

Il polo della salute a Trieste: un collettore di start up innovative

A Trieste nasce il Polo della Salute, grazie all'incubatore Bio4dreams, partecipato da Friulia (Finanziaria Regionale), che ha investito 250 mila euro nella Biovalley Investments Partner, holding industriale che opera nel settore biomedicale, presieduta da Diego Bravar, con l’AD Giovanni Loser. Punto di forza di Biovalley è, e sarà, divenire fulcro delle start up innovative che operino nei mercati della biomedicina, delle scienze della vita e mediche. Oltre ai capitali già investiti nel 2019, ottenuti grazie al sostegno di privati (capitale sociale che ammonta a 6,6 milioni di euro), si punta a raccogliere ulteriori 800 mila euro grazie alla piattaforma CrowdFundMe e coinvolgere anche players esterni al territorio regionale.

Il cromatografo per cellule creato dai ricercatori dello spin-off dell’Ateneo di Bologna

La strategia di raccolta fondi tramite crowdfunding, questa volta la piattaforma è BacktoWork, ha portato quasi 200 mila euro in poco più di una settimana alla neonata STEM SEL, spin-off dell’Università di Bologna. I ricercatori hanno creato Celector®, una strumentazione brevettata per la separazione, l'imaging e la raccolta di cellule umane viventi. Argomento quanto mai delicato, quello delle cellule staminali. Inutile cercare di interpretare in maniera semplicistica una materia complessa e meravigliosa. Meglio dare un’occhiata al sito e guardare il video, davvero ben fatto, in cui ricercatori e professori dell’Ateneo bolognese spiegano in prima persona (tra cui: Pierluigi Reschilian, Ordinario di Chimica Analitica; i professori associati Barbara Roda e Andrea Zattoni, il product manager Marco Vagliviello) come sia nato e quale necessità soddisfi questa sorta di “cromatografo per cellule”, sviluppato in collaborazione con Burkert GmbH, azienda leader mondiale del settore del controllo dei fluidi.