Aurora, il programma europeo di formazione dei future change makers. Ecco chi sono

È rivolto ai giovani tra i 18 e i 20 anni che vogliano realizzare progetti di valore per la società e l’ambiente

Aurora, il programma europeo di formazione dei future change makers. Ecco chi sono
Il team di Aurora

Aurora è una Fondazione non-profit nata dall’unione di competenze e metodologie di un’ampia rete di organizzazioni, tra cui Fondazione Homo Ex Machina, Fondazione Golinelli, Junior Achievement Italia e Fondazione Mondo Digitale.

Aurora crede nei giovani, nelle loro capacità e idee e si è posta un obiettivo ambizioso, da conseguire entro il 2030: formare ogni anno 100 giovani all’imprenditoria del futuro. Un’imprenditoria votata a quei valori di responsabilità e sostenibilità imprescindibili e inderogabili affinché società e ambiente escano dall’attuale situazione di agonia. Jacopo Guedado Mele, co-fondatore di Aurora, ha raccontato a Tiscali News i dettagli del programma.

Jacopo, quando è nata Aurora, perché questo nome e come è stato possibile coinvolgere una rete così ampia di organizzazioni?

“Aurora nasce nel 2015, almeno come idea, quando mando una mail al board di Fondazione HExMa: “Dobbiamo investire in modo incondizionato sul capitale umano, ma ora non è il momento. Ne riparliamo nel 2020”. Negli anni raccolgo idee e suggerimenti. Ricordo bene le telefonate, i resoconti degli incontri. Le perplessità, i dubbi costruttivi, l’energia. La gestazione è lunga. Chiedo consiglio a 350 amici, imprenditori e visionari. Tutti apportano un contributo per dare sostanza ad Aurora. L’obiettivo è quello di creare un progetto sullo sviluppo del potenziale di ogni persona, dei giovani nello specifico.

Alle spalle c’è un’ampia rete: 21 fondazioni che da decenni sviluppano programmi di imprenditorialità giovanile e lavorano con 200.000 giovani e giovanissimi ogni anno; centinaia di professionisti e mentori, con cui siamo in rapporto costante; centinaia di manager di aziende leader, che affrontano costantemente sfide innovative. Il nome? Aurora è il momento iniziale del giorno. L’uscita dalle tenebre della notte, la manciata di secondi che anticipa la luce del sole. È l’opportunità che s’apre su un nuovo giorno, ogni giorno”.

Come si accede alla formazione, come selezionate i candidati, in cosa consistono e come si svolgono i corsi (in presenza e/o da remoto)? 

“Abbiamo ideato e realizzato una pre-Fellowship, un corso di formazione durante il quale osserviamo tutti i candidati crescere e imparare, e che ci permette di selezionare i 100 profili più adatti al percorso di Fellowship vero e proprio.

Possono accedervi tutte le ragazze e i ragazzi tra i 18 e i 20 anni. Tutte le prove si svolgono da remoto. L’abbiamo strutturato come un allenamento delle skill del futuro: approccio divergente; immaginazione e creatività; pensiero critico; coraggio nell’incertezza; empatia e spirito collaborativo; capacità di bilanciare abilità e sfide e di risolvere i conflitti rapidamente.

Alla fine del percorso ogni partecipante acquisisce competenze utili per il suo futuro e ottiene un badge da parte nostra che le certifica. Perché vogliamo fare la differenza per tutti i candidati, anche quelli che non vengono selezionati”.

Parliamo dei Wizard e coach di Aurora: chi sono e qual è il loro impegno concreto nel progetto Aurora?

“Aurora vuole essere un catalizzatore per le organizzazioni più esperte e qualificate che offrono programmi di imprenditorialità e istruzione giovanile. Perciò attira a sé una rete multigenerazionale di professionisti di primo livello con un vivo interesse per l'innovazione. Ha a bordo 200 Wizard internazionali, professionisti di primissimo piano con una comprovata esperienza di successo nel loro campo specifico. Tra questi, il 60% sono esperti di tecnologie del futuro, il 20% di tecnologie attuali e il 20% di materie quali management e filosofia. Un team dedicato esplora gli ambiti più innovativi ed entra in contatto con le personalità più in sintonia con Aurora. Per citare alcuni dei nostri Wizard, sono con noi: Alec Ross, esperto di politiche tecnologiche e Senior Advisor per l'innovazione durante l'amministrazione Obama; Carol Frer, esperta di innovazione, ricercatrice e Senior UX Designer presso Volkswagen Group Future Center Europe; Pasquale Fedele, CEO e fondatore di Liquidweb, società che si occupa di scienze della vita e soluzioni aziendali basate su Intelligenza Artificiale, tecnologie mobili e pervasive, come BrainControl.

I Wizard mettono a disposizione di tutti i Fellow un webinar l’anno (20 min talk + 20 min Q&A) in cui confrontarsi e scambiare idee insieme, oltre che degli appuntamenti individuali, che mirano a ispirare ed espandere gli orizzonti dei ragazzi.

Ad affiancare il percorso dei ragazzi, relativamente alla loro crescita e alle sfide da affrontare, c’è una rete di 30 professionisti altamente qualificati, esperti dello sviluppo personale (che hanno diverse certificazioni tra cui: ICF o ACoI, Six Seconds, Lego Serious Play, Points of You, CHO, ecc…). Sono loro a tenere i ragazzi costantemente nel flow - concetto cruciale per noi - in equilibrio tra desiderio di sfide e sete di conoscenza.

I Fellow partecipano al programma di coaching (composto da minimo otto sessioni di 1h30) in autonomia e possono attivarlo in qualunque momento ne sentano il bisogno.

L’esperienza di coaching è innovativa e personalizzata sulla base delle esigenze specifiche di ognuno di loro, permette ai ragazzi di scoprire e mettere a frutto il loro potenziale in un clima di sostegno a 360 gradi”.

Jacopo, spieghiamo ai lettori come sia possibile ottenere il grant di 10 mila euro cui si fa cenno nelle pagine del programma  

“Il grant è una risorsa a disposizione di ogni giovane che accede alla Fellowship. Serve a supportarlo nell’esplorazione dei suoi interessi e delle sue potenzialità. Deve dargli la possibilità di appagare il suo desiderio di apprendere, di provare. E di conseguenza di crescere e di evolvere. È uno strumento per invogliare a vivere esperienze fuori dal comune, germogli di una futura crescita rigogliosa. Le idee per sfruttarlo sono infinite. Per citare nuovamente i Wizard, si può pensare di organizzare un meeting con uno di loro a New York, perché magari solo in quei giorni è possibile incontrarlo. Si può pensare di partecipare a giornate di formazione su temi specifici o di creare un Proof of Concept, piuttosto che di intraprendere un viaggio dall’altra parte del mondo. Un team interno ad Aurora valuta l’idoneità di ogni richiesta, decidendo se sia il caso di sostenere il progetto e come”.

Jacopo, il vostro programma di formazione che tipo di certezze dà ai ragazzi selezionati? Alla fine del percorso, Aurora è in grado di inserire i giovani manager del futuro all’interno di realtà imprenditoriali italiane ed europee aperte alle nuove, rivoluzionarie, competenze?

“Non mi sono mai piaciuti gli spot. E dare una risposta spot mi sembrerebbe poco serio. Lavoriamo sull’incertezza. Alleniamo i ragazzi a gestirla fuori dallo stress, li vogliamo pronti ad affrontare l’ignoto e a prendere decisioni coraggiose. Non creiamo per loro certezze, gli diamo strumenti per acquisire sicurezza e abilità che li rendano resilienti e indomiti. L’approccio di Aurora è unico in questo senso: è intergenerazionale: i giovanissimi Fellow entrano in relazione con professionisti e manager; i Fellow “sfidano” la visione dei Senior, scambiano idee e spunti, ampliano la propria visione, osservando, e accrescono quella degli adulti; punta alla crescita a lungo termine dei Fellow, persone con personalità forti e salde; non investe su progetti a breve termine; allena i Fellow all'adattabilità, all'auto-rigenerazione; non si focalizza su competenze "di tendenza", che scadono nel breve, ma fornisce a ogni ragazzo gli strumenti per capire quali saranno le abilità utili e come apprenderle rapidamente”.