Effetto Elon Musk su Twitter: ecco perché diventerà il social network più importante

Il fondatore di Tesla è diventato principale azionista e membro del Cda della società fondata da Jack Dorsey

Effetto Elon Musk su Twitter: ecco come l'uomo più ricco del mondo potrebbe cambiare il noto social

Elon Musk entra nel mondo dei social network e lo fa con una operazione spettacolare: l’acquisto di una quota del 9,2% di Twitter con la quale diventa il maggior azionista della società. L’operazione ha messo le ali al titolo azionario che a Wall Street è salito del 27%, il rally più importante dallo sbarco in Borsa del 2013.

A poche ore di distanza la società ha poi annunciato l'ingresso del noto imprenditore nel Consiglio di amministrazione di Twitter. Musk si è però impegnato a non superare la quota azionaria del 14,9% fino alla fine del mandato che scadrà nel 2024. Anche questa novità è stata premiata dalla Borsa. 

Gli investitori scommettono chiaramente sul rilancio della piattaforma da parte dell’uomo più ricco del mondo che con l’acquisto di 73,5 milioni di azioni ora vanta un investimento nella società di quasi 2,9 miliardi di dollari. Cifra importante ma quasi irrisoria se paragonata alla ricchezza di 270 miliardi accumulata soprattutto grazie ai successi di Tesla e Space X che rendono Musk il secondo uomo più ricco dell'era moderna dopo John D. Rockfeller.

Elon Musk non ha perso tempo e giuà prima della sua nomina in Cda ha confermato che non intende fare da spettatore. Con uno dei suoi soliti colpi di teatro (a conferma della sua maestria nella comunicazione) ha lanciato un sondaggio su Twitter per chiedere il parere degli utenti su un limite incomprensibile della piattaforma: l’impossibilità di modificare un messaggio dopo la pubblicazione.

Sul suo profilo personale il fondatore di Tesla ha posto il quesito in modo netto e chiaro: volete il tasto edit? Tasto edit che consentirebbe appunto di modificare i messaggi pubblicati e che esiste in tutte le altre principali piattaforme. Quasi superfluo dire che la maggioranza dei partecipanti al sondaggio si è espressa per il sì.

Twitter notoriamente non ha brillato per la flessibilità. Il limite di 140 caratteri inizialmente è stato il suo punto di forza perché ha costretto le persone a cimentarsi con una nuova forma di linguaggio ma nel tempo le cose sono cambiate. E questo nel 2017 ha costretto il management a portare il limite a 280 caratteri.

Ma anche questo importante cambiamento non è bastato per far decollare la piattaforma che è apparsa in difficoltà rispetto alla crescita esplosiva dei suoi principali concorrenti.  A novembre del 2021 Jack Dorsey dopo 16 anni ha lasciato la guida dell’azienda. Al suo posto come CEO è subentrato Parag Agrawal. La via del rilancio non è però semplice. I dati sugli utenti attivi a gennaio 2022 (fonte Statista) parlano chiaro: Twitter ne ha 436 milioni su base mondiale rispetto al miliardo di TikTok, all’1,48 miliardi di Instagram e ai 2,9 miliardi di Facebook. 

L’arrivo di Elon Musk può però ridare vitalità alla società che (è importante ricordare) è una vera e propria icona nel mondo dei social network. Il primo "cinguettio" di Twitter risale al marzo del 2006. 

L’imprenditore di origine sudafricana è già un punto di riferimento: i conservatori pro-Trump si sono rivolti a lui per chiedere la riattivazione del profilo dell’ex presidente americano che è stato sospeso definitivamente lo scorso 9 gennaio 2021.

Recentemente Musk ha criticato Twitter denunciando “il mancato rispetto del principio della libertà di parola” che “mina alle fondamentale la democrazia”. L’uomo più ricco del mondo ha concluso il suo intervento ponendo una domanda: “C’è dunque bisogno di un nuovo social media?”.

A pochi giorni di distanza è arrivata l’operazione finanziaria con la quale è ufficialmente sceso in campo e questo lascia pensare che la creazione di una nuova piattaforma potrebbe passare proprio da un profondo restyling di Twitter. La liberta di espressione (senza nessuna forma di censura) potrebbe essere proprio il cavallo di battaglia che l'uomo più ricco del mondo si appresta a cavalcare per conquistare anche il mondo dei social network.

Un problema (quello della censura) che viene attualmente sottovalutato in Occidente ma che nei prossimi anni è destinato a diventare centrale nel nel dibattito pubblico. Controlli più stringenti sui contenuti sono stati invocati da tanti come via principale per contrastare la diffusione di fake news. La sospensione di Trump da Twitter e Facebook è per certi aspetti figlia di questa pressione subita dalle piattaforme social.

E' evidente però che la censura non può essere una risposta efficace alla disinformazione perché rischia di creare problemi ancora peggiori. Una piattaforma che si oppone ad essa e che si erge a paladina della libertà di espressione potrebbe effettivamente diventare la piazza virtuale preferita dalla maggior parte dell'opinione pubblica e diventare di fatto il social network più importante in assoluto