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Cristiana Falcone: il Metaverso non è una moda, esploriamo il viaggio tra reale e virtuale

Il Web 3.0 è un fenomeno innovativo, non ancora consolidato e tecnicamente complesso. Si caratterizza per la fluidità tra reale e virtuale ed utilizza nuovi device per entrare nel Metaverso, la cui visione viene spinta da aziende come Facebook a seconda dei propri obiettivi industriali.

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Cristiana Falcone: il Metaverso non è una moda, esploriamo il viaggio tra reale e virtuale

In collaborazione con Cristiana Falcone, consigliere e membro del Comitato Parti Correlate e del Comitato Sostenibilità in TIM, torniamo a parlare di Metaverso, il futuro di internet. Recentemente, in un'intervista pubblicata su Adnkronos, Cristiana Falcone metteva in evidenza i dilemmi giuridici del Metaverso, chiedendosi se, per prevenire i cyber crimini e tutelare gli utenti, esistano oggi “gli strumenti per legiferare su un fenomeno innovativo, non ancora consolidato e tecnicamente complesso” attraverso leggi che andrebbero disegnate “per garantire i diritti fondamentali della democrazia senza penalizzare l’innovazione, la prosperità, la crescita di nuove imprese e di posti di lavoro”.

L’idea di Facebook, ricordava Cristiana Falcone in un altro intervento sul web, sarebbe quella di far sì che il Metaverso “sia un progetto collettivo aperto a tutti ed alimentato dai prodotti e servizi di Meta”. Zuckerberg stesso dichiarava che la sua azienda Meta offre “tecnologie che aiutano le persone a connettersi, le community a svilupparsi e gli affari a crescere”. Oggi, però, dovremmo cominciare ad espropriare Facebook della titolarità del Metaverso ed individuare il Web 3.0 in una nuova dimensione totale, nata dall’evoluzione degli utilizzi di internet. Si parla tanto di Metaverso, ma una tecnologia unica, al momento, non esiste.

Il Metaverso non è stato inventato da Facebook e non è soltanto una moda”, dice Cristiana Falcone, intercettata dalla nostra redazione. “Le aziende come Facebook stanno cercando di spingere la loro visione a seconda dei propri obiettivi industriali.”

Il Web 3.0 - continua Cristiana Falcone - si caratterizza per la fluidità tra reale e virtuale, il Metaverso è il ponte attraverso il quale è possibile andare dalla realtà alla virtualità e viceversa. C'è necessità, allora, di tornare ad esplorare i device che permettono di viaggiare tra il reale ed il virtuale. I marketer generano la terza dimensione, il vero Metaverso è il "tubo" che crea il continuo tra reale e virtuale”. Sotto questo punto di vista, Facebook si era appropriata del termine Metaverso in virtù del fatto che era stata la prima a commercializzare visori, software e smart glasses per accedere alla sua realtà aumentata. Adesso, però, molte altre aziende commercializzano i loro device per collegare realtà e virtualità nei loro ambienti digitali, anche per eventi di massa.

Ad esempio - conclude Cristiana Falcone - il 26 maggio a Londra c’è stato uno spettacolo in cui hanno proiettato gli avatar ultra-tech della band svedes Abba Voyage, in versione ringiovanita. Per i fan presenti, lo spettacolo consisteva nel viaggio tra la loro realtà e la virtualità degli avatar sul palco, è stata un’esperienza immersiva, cosmogonica, resa possibile da uno schermo ad altissima definizione sul quale venivano inviati 25 Gb di dati al secondo.”

Ringraziamo Cristiana Falcone e di seguito potete leggere una breve biografia tratta dal suo profilo LinkedI

Cristiana Falcone vanta oltre 20 anni di esperienza professionale nella elaborazione di strategie ed implementazione di partnership per lo sviluppo del business maturata collaborando con i leader di aziende multinazionali (SONY, Shell, Revlon),  interagendo con organizzazioni governative internazionali (ILO, IFAD, FAO, UNDCCP, IADB) e operando nel mondo dei media (Radio Televisione Italiana, Gruppo Espresso, Univision, Viacom).

Nel 2004 dirige la sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum per poi diventare Senior Advisor dell’Executive Chairman e Fondatore che le affida in particolare la responsabilità dello sviluppo di servizi e prodotti innovativi e la valutazione del rischio geopolitico legato alle tecnologie emergenti.

Dal 2006 è CEO e membro del Consiglio di Amministrazione della JMCMRJ Sorrell Foundation che promuove iniziative innovative globali nell’ambito della salute, dell’educazione e della riduzione della povertà per il raggiungimento degli obiettivi UNSDG.

È membro dei consigli di amministrazione di TIM e del Paley Center for Media,  della Fondazione Guido Carli, di Internews, del progetto culturale ed editoriale Formiche, della Tufts University, del Summit Institute.

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