Biden crea il "Ministero della Verità" per combattere le fake news. Perché è un errore

La Casa Bianca ha annunciato la nascita di un Comitato di governo della disinformazione che agirà sotto il controllo del Dipartimento della sicurezza interna. In America imperversa la polemica contro una decisione discutibile

Biden crea il 'Ministero della Verità' per combattere le fake news. Perché è un errore
Joe Biden (Foto Ansa)

Un effetto collaterale della guerra è quello di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica da notizie che in tempi normali avrebbero sollevato feroci polemiche e dibattiti. In Italia è passata sotto traccia la notizia della creazione da parte dell’amministrazione Biden di un organismo statale che dovrà combattere le fake news.

Si tratta del Disinformation Governance Board ovvero del Comitato di governo della disinformazione che agirà sotto il controllo del Dipartimento della sicurezza interna, istituito da George W. Bush dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.

La Casa Bianca ha spiegato che il nuovo organismo affronterà la disinformazione su una serie di questioni che spaziano dalla guerra in Ucraina ai vaccini anti Covid. Il Comitato non avrà il potere di reprimere le fake news ma cercherà di combatterle investendo denaro negli strumenti utili a sventare le minacce. 

LE CRITICHE CONTRO LA DECISIONE DI BIDEN  

Le rassicurazioni dell'amministrazione di Washington non sono servite però a frenare la protesta del partito Repubblicano che senza mezzi termini ha paragonato il Disinformation Governance Board al Ministero della Verità di George Orwell. Paragone utilizzato anche dal Elon Musk che come noto ha recentemente acquistato Twitter proprio con l’intenzione di eliminare dalla piattaforma qualsiasi forma di censura.

In effetti la decisione presa dall'attuale presidente degli Stati Uniti non può che essere definita inquietante. La storia insegna che gli organismi nati per “certificare” la verità sono caratteristici dei regimi dittatoriali. Sulla base di quali criteri il Disinformation Governance Board distinguerà le fonti di informazione che producono falsità da quelle che dicono la verità?

E’ evidente che si tratta di un terreno molto scivoloso e pericoloso per la democrazia. Le fake news sono senza alcun dubbio un problema reale ma non si combattono certamente attraverso la censura di Stato preventiva o reattiva. 

Per combattere la disinformazione esplosa negli ultimi anni bisogna agire sulle cause del fenomeno che essenzialmente sono due: da un lato la nascita di internet, dall’altro la perdita di fiducia dei cittadini occidentali nei confronti dell’informazione mainstream e delle istituzioni.

IL RUOLO DI INTERNET 

Le fake news esistono da sempre ma non c'è dubbio che internet ha amplificato la diffusione e dunque il problema. I motivi sono 3: user generated content (contenuti prodotti dagli utenti attraverso i blog e i social network), viralità e algoritmi che creando filter bubbles ed echo chambers aumentano la polarizzazione (radicalizzazione) dei cittadini.  

Quest’ultimo aspetto (il più importante dei tre) dipende in gran parte dalla profilazione sistematica operata sugli utenti dalle grandi piattaforme digitali. Per risolvere il problema c’è solo una strada: sostenere la diffusione delle piattaforme decentralizzate basate sulla tecnologia blockchain. In questo modo nessuno potrebbe più utilizzare i dati personali per creare contenuti ad hoc e costringere gli utenti a restare prigionieri di filter bubbles ed echo chambers che anestetizzano il pensiero critico.

LA PERDITA DI FIDUCIA 

Per quanto riguarda invece la seconda causa delle fake news (la mancanza di fiducia dei cittadini nell’informazione mainstream e nelle istituzioni) solitamente non si considera il fatto che anche le notizie sono un prodotto con un suo mercato. Se una persona non si fida più  dell’informazione dei grandi giornali o delle grandi reti televisive (visti non più come cani da guardia della democrazia ma come semplici strumenti di propaganda dei poteri forti) inevitabilmente andrà a informarsi su altre fonti (anche sconosciute) e questo ovviamente dà enormi possibilità a chi intenzionalmente vuole creare disinformazione.

Per ricreare la fiducia nella classe politica (e a cascata nell'informazione mainstream) c’è solo una strada obbligata: contrastare la povertà crescente, ridurre le disuguaglianze, ripristinare i diritti dei cittadini (nel mondo del lavoro, nella sanità, nella scuola). Occorre cioè ridurre il malessere sociale che nutre le fake news

Pensare invece di risolvere il problema creando un "Ministero della Verità" è un tragico errore che può produrre un solo effetto: allontanare ancor di più i cittadini dalle istituzioni e indebolire ulteriormente la Democrazia. La speranza è che quanto fatto a Washington non alimenti pericolose suggestioni anche in Europa e in Italia. 

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