Il nuovo amico di famiglia: il pulsiossimetro

Il nuovo amico di famiglia: il pulsiossimetro
di Sergio d'Arpa

Andare in ospedale o da un medico con il dubbio di avere il Covid-19 potrebbe diventare una certezza. Luoghi di aggregazione potrebbero essere di facile diffusione per il virus. Uno studio medico o addirittura un ospedale potrebbero essere un focolaio.

Meglio approdare in modo rozzo alla telemedicina.

Contattare il medico al telefono con gli ultimi valori di ossigeno nel sangue misurati nella giornata è la soluzione migliore.

In alcuni paesi come la Svizzera ci sono i test di autovalutazione on-line, ma sono inutili per i residenti in Italia. Una scarsa organizzazione ha sempre contraddistinto l’Italia in confronto agli altri paesi europei.

Bisogna far da sé. Cos’è e come funziona un pulsiossimetro e soprattutto quanto costa.

Un pulsiossimetro o ossimetro misura quanto ossigeno rimane attaccato alla nostra emoglobina. Saltiamo 6/700 pagine di medicina e diciamo che l’emoglobina trasporta l’ossigeno nel nostro sangue. Se c’è poco ossigeno abbiamo un problema, soprattutto durante una pandemia polmonare.

Questi apparecchi mandano una luce attraverso la pelle e dalla differenza della luce di ritorno riconoscono l’ossigeno nel sangue e quanto è disponibile. Continuiamo a saltare centinaia di pagine anche di fisica.

Alla fine basta agganciarlo al dito per avere il risultato.

Ci sono di tutti i prezzi e tutte le forme. Dai € 15 del cinese sotto casa ai € 7.000 per le terapie intensive. Non sono tutti uguali , hanno dei margini di errore diversi.

Quello preciso al 100% serve ai medici perché devono essere certi al 100% del risultato. Un apparato preciso al 98% costa 1o volte meno, così è facile arrivare ai € 15 con una precisione sopra l’86%.

Nuovo mindset verso la medicina digitale

Adesso qual’è il tuo valore dell’ossigeno nel sangue? e quello di ieri? e quello dell’altro ieri a pranzo? e quello della settimana scorsa dopo l’ultimo allenamento? quello durante il trasporto delle borse della spesa?

La domanda della nuova medicina elettronica è: meglio avere un dato preciso al 100% una volta l’anno in uno studio medico o avere dati abbastanza precisi intorno al 90% in continuazione?

La seconda!

Non va bene quello da 15 euro perché non ha il bluetooth per salvare i dati in un diario sanitario elettronico dentro il tuo smartphone. Avere un diario sanitario è fondamentale per capire cosa succede nel tempo. Le misurazioni in caso di Covid, mentre si è in quarantena in casa, devono essere fatte più volte al giorno.

In quelle condizioni psicofisiche prendere degli appunti non è veramente il massimo. A parte che un diario cartaceo farebbe la fine delle ricette di cucina di Marie Curie*, sigillate dietro a dei vetri piombati.

La soluzioni è lo smartphone che registra tutto. Ma ricordate di pulirlo con soluzioni alcoliche superiori al 75% per sciogliere la membrana del virus e ucciderlo definitivamente.

Ogni famiglia deve tenere in casa due termometri e due ossimetri bluetooth. Altrimenti se si ammala un membro gli altri rimangono senza.

Piccoli passi per verso la medicina digitale. L’apparecchio a casa per la misurazione e il medico dall’altro capo del telefono per avere dati oggettivi e numerici non soggettivi. In un momento dove chiunque potrebbe rappresentare un pericolo evitiamo l’evitabile.

Sergio d’Arpa
Founder of Klinik Sankt Moritz and e-medicine news
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