L'indagine di TherapyChat sullo stato di salute mentale degli italiani: i risultati

La scale up in collaborazione con Ipsos ha realizzato un report che mette in luce la correlazione tra stato emotivo e l’accesso alle cure: solo il 12% degli italiani che ne sente la necessità ha effettivamente chiesto aiuto a uno specialista

TherapyChat
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Gli ultimi anni non hanno aiutato a vivere la quotidianità con serenità e sebbene il tema della salute mentale sia uno di quelli che è stato messo al centro del dibattito pubblico, il risultato che ci aspettavamo non è ancora arrivato.

Proprio una recente indagine condotta da TherapyChat in collaborazione con Ipsos rivela quanto lo stato emotivo degli italiani sia peggiorato: 4 italiani su 10 hanno affermato di aver provato molto spesso sensazioni negative come ansia, stress, nervosismo e stanchezza cronica. E se gli over 30 sono preoccupati dalle loro economie incerte, gli under 30 sono sopraffatti dalle emozioni negative. La situazione non è migliore nel campo del lavoro: mobbing e contratti instabili sono la causa di stress principale per 2 laureati su 5.

Ma la soluzione, l’attivazione di un supporto psicologico, resta ancora un tabù, nonostante le tante iniziative di sensibilizzazione sul tema. Dal report emerge infatti che il 40% degli intervistati ha pensato di volersi rivolgere a un professionista della salute mentale ma solo il 12% ha effettivamente chiesto aiuto.

Normalizzare il sostegno psicologico: intervista ad Alessandro De Sario, CEO e co-founder di TherapyChat

TherapyChat, scale up che punta ad agevolare l’accesso alla terapia, eludendo il diffuso timore di giudizio e stigmatizzazione con vantaggi quali comodità e intimità, flessibilità, ma anche risparmio economico e maggiore privacy, è ormai presente in 32 paesi e sta facendo un lavoro per democratizzare e normalizzare l’accesso alle cure psicologiche.

Tiscali ha intervistato il CEO e co-founder Alessandro De Sario, imprenditore seriale che dopo una exit con la sua prima startup Hellofood e diverse esperienze nel mondo dell’imprenditoria, ora sta lavorando sullo sviluppo di TherapyChat.

TherapyChat ha come obiettivo la democratizzazione e la normalizzazione del supporto psicologico. Come sta lavorando la scale-up al raggiungimento di questo obiettivo?

Attraverso l’uso della tecnologia. TherapyChat ha come obiettivo quello di democratizzare e normalizzare il supporto psicologico, riducendo le barriere che tradizionalmente hanno ostacolato l'accesso a questo tipo di aiuto.

La nostra piattaforma permette a chiunque di trovare lo psicologo più adatto in pochi click. Si tratta di un servizio 100% riservato (basta scaricare la nostra app senza dover dire niente a nessuno) e comodo (non è necessario doversi spostare fisicamente). Inoltre, il costo delle sessioni è decisamente competitivo grazie alla modalità online, che permette allo psicologo di evitare una serie di costi e di poter così offrire un prezzo più vantaggioso rispetto a un servizio presenziale. 

Dall'analisi risulta che sono le donne e i più giovani quelli che vorrebbero chiedere aiuto ma non riescono. Come si possono coinvolgere questi due target?

I risultati dell’indagine sullo stato della salute mentale degli italiani, realizzata in collaborazione con Ipsos durante marzo 2022, mostrano come la volontà di ricorrere a un aiuto psicologico risulti prevalente tra le donne in confronto agli uomini (46% vs 31%), e tra i giovani rispetto agli over 65 (65% vs 28%), anche se solo il 13% delle donne ed il 21% dei giovani, hanno poi fatto il primo passo verso questo tipo di supporto. 

Personalmente non ritengo che questi dati dimostrino che gli uomini, o le persone sopra i 65 anni, non sentano la necessità di prendersi cura della propria salute mentale. Al contrario, quello che risulta evidente è che, una buona parte della popolazione deve ancora superare il forte pregiudizio sulla salute mentale, ancora oggi così presente in Italia, e la paura di essere giudicati. 

Questo è quello che cerchiamo di fare attraverso TherapyChat, evitare che le persone continuino a nascondere le proprie preoccupazioni senza chiedere aiuto, ma al contrario, fornire gli strumenti necessari perché chiunque ne senta il bisogno possa rivolgersi ad un professionista della salute mentale attraverso una semplice videochiamata. 

Il tema del lavoro come fonte di stress è uno dei motori del tema delle grandi dimissioni. Quali sono le buone pratiche che utilizzate in TherapyChat per rendere la vostra realtà attrattiva e un luogo in cui rimanere?

Come abbiamo potuto osservare dai risultati ottenuti dalla nostra indagine in collaborazione con Ipsos, le condizioni lavorative influenzano significativamente il benessere psicologico del 46% dei lavoratori. In TherapyChat, tutti i nostri dipendenti hanno accesso illimitato ai servizi che vengono offerti attraverso la nostra piattaforma. In questo modo, tutti coloro che ne sentono il bisogno, possono iniziare un percorso di terapia online.

Come emerge dal report, il 32% degli intervistati ha infatti dichiarato di aver provato spesso o molto spesso una sensazione di incertezza legata alle condizioni di lavoro, mentre il 28% di sentire che le preoccupazioni personali incidessero sul lavoro. Una quota simile dice di aver provato stress dovuto al sovraccarico di lavoro, mentre uno su quattro lamenta di aver avuto problemi di conciliazione tra vita privata e professionale. Con questo benefit che offriamo ai nostri dipendenti, puntiamo a creare un ambiente di lavoro nel quale potersi sentire valorizzati e soprattutto ascoltati.