60 anni dal volo di Yuri Gagarin: gli aspetti meno noti della sua vita. Video

Sono trascorsi sessant'anni dallo storico volo di Yuri Gagarin. In questo articolo rendiamo omaggio all'uomo oltre lo spazio

Yuri Gagarin
Yuri Gagarin in uniforme, foto di dominio pubblico

Sono trascorsi 60 anni dallo storico volo di Yuri Gagarin, un evento che ha reso di fatto possibile i viaggi spaziali, aprendo le porte all'umanità di una nuova frontiera. Dell'uomo però si conosce poco, oltre quell'impresa che ha fatto sognare tutto il mondo. Gagarin era molto più di un uomo lanciato nello spazio con una capsula, perché prima di essere il simbolo di una rivalsa, un'icona del raggiungere gli obiettivi con grande impegno, Gagarin era soprattutto umano, un uomo che ha sofferto il terrore della Guerra.

Durante la seconda guerra mondiale infatti, Gagarin fu costrettoo a vivere con la propria famiglia in una capanna di fango ampia tre metri per tre; questo perché, durante l'invasione nazista, un ufficiale tedesco occupò la sua abitazione, mandando i due fratelli maggiori in Polonia, dove lavorarono per due anni prima di fare ritorno a casa. Dovette inoltre interrompere gli studi e vivere di stenti per circa ventuno mesi, fino alla fine del secondo conflitto mondiale.

 

Quello narrato prima è solo uno degli aspetti meno noto ai più della sua vita. Il giovane Yuri, dopo la guerra, si diede un gran da fare, dapprima come fonditore in un'acciaierina nei pressi di Mosca. Poi come studente, completando gli studi pubblici nel 1951 e conseguendo il diploma di metalmeccanico presso l'Istituto Tecnico di Saratov. Fu proprio qui che Gagarin, il quale lavorava come marinaio presso il fiume Volga per mantenersi, scoprì la sua passione per il volo.

Si iscrisse ad un aeroclub dove imparò a pilotare dapprima un biplano e poi lo Yak-18. Il primo maggio del 1957, durante le celebrazioni in Piazza Rossa, conobbe sua moglieValentina Gorjačevaun tecnico medico laureata alla scuola medica di Orenburg. La sposò il 7 novembre dello stesso anno, nel giorno in cui conseguì il diploma presso la scuola di volo. La coppia ebbe due figlie, Elena e Galina.

Gagarin era un uomo di valori che ha ottenuto la sua rivalsa dopo una vita di stenti e sacrifici e cui fu "appioppata" la figura di eroe sovietico senza però aver subito qualche "sgarro"; a lui infatti fu attribuita la nota frase "Non vedo nessun Dio quassù"; una frase mai pronunciata, dal momento che Gagarin era un religioso e credente incallito: festeggiava il Natale e la Pasqua, battezzò le sue figlie presso la chiesa ortodossa e non firmò la convenzione del 1966 con cui i cosmonauti condannavano la religione. Un rospo amaro imposto dall'Unione Sovietica che l'eroe di una nazione ha dovuto inevitabilmente ingoiare.