Una persona su due non sa dove finiscono i propri dati: gli italiani si fidano della tecnologia?

Il 62% degli italiani ammette di non sapere chi ha accesso concreto ai propri dati personali, come fidarsi della tecnologia se non la si conosce? Il video commento di Rudy Bandiera

Il 62% degli italiani ammette di non sapere chi ha accesso concreto ai propri dati personali. Questo è un vero problema nel mondo digitale in cui i dati sono la moneta più importante che possediamo.

Tutti i giorni trasmettiamo dati. Inseriamo i nostri dati personali per accedere ai social, li teniamo aggiornati, flaggiamo le policy, diamo i nostri dati personali costantemente ma sappiamo davvero dove vanno a finire?

Il più delle volte non ci domandiamo nemmeno che cosa comporta il cedere i nostri dati online, salvo poi inciampare nell’allarmismo.

C’è un corto circuito.

Tante, troppe persone ancora non conoscono le responsabilità dell’essere online e del cedere tutti questi dati. Non lo conoscono per pigrizia o per mancanza di consapevolezza e queste insieme sono un mix che può generare solo pregiudizi, false credenze, timore: così non ci fidiamo nemmeno dell’intelligenza artificiale, pensiamo che la tecnologia porterà a licenziare le persone, iniziamo a non fidarci dei social e via dicendo.

Dobbiamo iniziare ad essere più consapevoli delle azioni che compiamo online, noi per primi dobbiamo attivarci per conoscere il digitale e soprattutto districarsi tra le sue insidie. La tecnologia, se la conosciamo, è uno strumento incredibile, ma dobbiamo conoscerla.

Da questo dipende il nostro futuro.