TikTok sotto accusa negli Usa per il trasferimento dei dati personali in Cina: tre lezioni da imparare

In California è stata avviata una class action contro il social network preferito dagli adolescenti che ha raggiunto quasi 1 miliardo di utenti

TikTok sotto accusa negli Usa per il trasferimento dei dati personali in Cina: tre lezioni da imparare

Le autorità occidentali sono terrorizzate dall’idea che i dati personali dei cittadini finiscano nelle mani dei cinesi. Fino ad ora l’imputato numero uno è stato Huawei, il colosso delle telecomunicazioni leader mondiale non solo nella produzione di smartphone ma anche nella costruzione delle reti telefoniche 5G. Timori che hanno portato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a boicottare l’azienda vietando ai colossi tecnologici americani (come Google) di avere rapporti commerciali. Ma (e questa è la vera sorpresa) l’insidia cinese ai dati personali occidentali potrebbe aver preso una strada diversa e più subdola: quella dei social network.  

Studentessa presenta class action contro TikTok 

TikTok, il social con gli occhi a mandorla diventato il preferito dagli adolescenti in tutto il mondo, è finito sulla graticola per il presunto trasferimento di dati sensibili su server della madre patria. A certificare lo stato di accusa è stata una class action avviata in California da Misty Hong, una studentessa di Palo Alto, a cui è stato attivato un account senza che lei ne avesse mai fatto richiesta. L’accusa sulla quale si basa la class action è che TikTok se messo sotto pressione potrebbe fornire al governo cinese i dati sugli utenti americani. ByteDance, la società proprietaria del social network, ha però respinto i sospetti sostenendo che le informazioni immagazzinate restano archiviate sui server americani e che solo il backup (ovvero la copia di sicurezza) si trova oltre confine, in Singapore. Ma a mettere sotto pressione TikTok ci hanno pensato anche le autorità a stelle e strisce. La scorsa settimana l’esercito ha annunciato l’avvio di una indagine che punta a fare chiarezza sul modo in cui vengono gestiti i dati degli iscritti alla piattaforma.

Quasi un miliardo di utenti nel mondo 

La vicenda non è di scarsa rilevanza come potrebbe pensare qualcuno poco attento a quanto succede nel mondo digitale. TikTok è il social network del momento. E’ presente in oltre 150 Paesi con quasi 1 miliardo di utenti di cui circa 100 milioni negli Stati Uniti. In Italia all’inizio del 2019 avevano superato quota 2 milioni. Cosa ha guidato il suo successo? La possibilità di pubblicare sulla piattaforma, direttamente dal proprio smartphone, brevi contenuti video di 15 secondi. Fenomeno che inizialmente ha contagiato i più giovani (TikTok è infatti conosciuto anche come il nuovo social dei teenagers) ma che ora si sta estendendo anche agli adulti.

Tre lezioni per capire il XXI secolo 

Dalla vicenda di TikTok emergono tre lezioni che è opportuno tenere a mente per capire il XXI secolo. La prima è che nel mondo digitale la raccolta e l’utilizzo dei dati resta l’aspetto più delicato. E questo avviene senza la necessaria consapevolezza da parte degli utenti/cittadini. La seconda è che la Cina è una potenza capace di competere con gli Stati Uniti anche sul fronte dei servizi digitali più evoluti. Per la prima volta nella storia un social network ha avuto un successo planetario pur non partendo dalla Silicon Valley. La terza infine riguarda la velocità con cui possono nascere nuovi colossi del web. TikTok (noto in Cina anche come Douyin) è stato lanciato nel settembre 2016. In soli tre anni è riuscito dunque a imporsi come fenomeno mondiale e (se le accuse americane saranno dimostrate) come uno dei maggiori pericoli per la sicurezza dei dati personali degli occidentali.