Start Up al Sud: i giovani imprenditori meridionali pronti alla sfida

Molti vanno altrove, alcuni restano e hanno successo. Qualcosa sta cambiando, soprattutto al Sud. E' necessario comunicarlo con maggiore impegno

Start Up al Sud: i giovani imprenditori meridionali pronti alla sfida

Al Nord si sa, è tutto più semplice. O meglio, tale è la percezione: trovare finanziamenti, aprire attività, creare start up. Una buona dose di ingegno, la voglia di mettersi gioco, piccoli capitali da investire per iniziare, e tanto pelo sullo stomaco. Se non azzecchi al primo colpo hai una seconda, a volte anche una terza, possibilità per cominciare di nuovo e ingranare. Al Sud, invece, la storia è differente, complicata. E non è solo questione di “percezione”.

Bisognerebbe dare più risalto mediatico alle realtà nascenti

Sembra il solito luogo comune, affermazione pressapochistica, stereotipica, generalista ma, a parità di capacità e creatività, i giovani imprenditori meridionali innamorati della propria terra e desiderosi di impiantare in loco attività competitive, devono fare i conti con problemi spesso insormontabili. Andarsene, tentare la fortuna altrove è una scelta più che condivisibile. Rimanere nonostante tutto, è un atto di coraggio e merita d’essere messo in evidenza. Tra le numerose, piccole realtà appena nate e che stanno crescendo al Sud, due start up, la scorsa settimana, hanno convogliato una manciata di articoli sulla stampa cartacea e online locale.

Wollfia e Beteyà: nomi esotici e cuore italiano

Wollfia è attiva nel settore dell'economia circolare. “Puntiamo a rimettere sul mercato materiali compositi di fine ciclo di produzione, ridando loro nuova vita” raccontano con entusiasmo i giovani fondatori, tutti ingegneri, tutti campani. Ilaria Improta di Ercolano, Barbara Palmieri di Pozzuoli e Francesco Napolitano di Nola, sotto la guida del Professor Luigi Nele, docente al Dipartimento di ingegneria chimica, dei materiali e della produzione industriale all’Università Federico II di Napoli hanno creato un business plan capace di attirare l’attenzione di investitori ed Enti. Wollfia, dal nome del fiore più piccolo presente in natura, si è aggiudicata il premio “impresa ad alto impatto sociale” nell’ambito del Salone Mediterraneo della Responsabilità Sociale e grazie al supporto del team Campania NewSteel, sta implementando una piattaforma win-win per il riuso di materiali di scarto di imprese industriali.

Multicultura, integrazione e accoglienza

Nasce da un progetto di riqualificazione dei beni siciliani sequestrati alla mafia il brand di moda Beteyà, termine africano traducibile con “bello e buono”.  Da idea pensata dall’Associazione Don Bosco 2000, Beteyà, di base ad Enna, è oggi una realtà ben avviata grazie al contributo di numerosi Enti partner. E grazie al lavoro di Agostino Sella, presidente dell’Associazione, di Gabriele Sella, store manager del progetto, e di tutti i ragazzi – italiani e migranti – che confezionano quotidianamente i capi di abbigliamento in un clima multiculturale di integrazione e accoglienza. Il 7 Dicembre apre a Catania il primo store ed entro il 2020 è volontà dei fondatori creare una fitta rete e-commerce in Europa e in Africa. Il racconto, davvero bello e buono, della nascita di questa realtà è sintetizzato nella home page della Fondazione per il Sud, che sostiene il Progetto Sud – Arte e Design.