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Expo 2020, gli Emirati Arabi Uniti celebrano i 50 anni di storia con un progetto ambizioso

Il padiglione del paese che ospita l'evento è frutto del genio di Santiago Calatrava

Massimo Cugusidi Massimo Cugusi   
Expo 2020, gli Emirati Arabi Uniti celebrano i 50 anni di storia con un progetto ambizioso
L'interno del padiglione nazionale degli Emirati ad Expo 2020

Il ruolo di padrone di casa non è mai facile, neanche se organizzi un Expo. Il rischio di ineleganza nella gestione della scena è sempre dietro l’angolo, perché il senso dell’evento sta tutto nell’armonia del coro intorno al tema prescelto e gli acuti del solista facilmente risuonano come stecche. Il rischio aumenta quando la sorte ti assegna l’arduo compito proprio nell’anno in cui celebri il Golden Jubilee (50 anni dalla fondazione) e del tuo Paese annunci al mondo le magnifiche sorti e progressive.

Sotto le ali del falco

Il padiglione degli Emirati Arabi Uniti, frutto del genio assoluto di Santiago Calatrava e della capacità realizzativa di un’azienda lombarda, prova a raccogliere la sfida ospitando un sinuoso percorso di visita sotto le ali di un enorme falco. Le ali, in realtà, sono 28 vele in fibra di carbonio, lunghe fino a 70 metri e comandate da un meccanismo oleodinamico che consente loro di aprirsi e richiudersi all’unisono dieci volte al giorno per simboleggiare un Paese che da tempo ha deciso di prendere il volo. “Fifty years ago this was just a dream” ricorda subito al visitatore una scritta tracciata su una duna.  Gli stimoli per riflettere non mancano, se si pensa che la prima comunità emiratina non superava le 250 mila persone, divenute oggi quasi 10 milioni e che, per dirne una, grazie al successo della sua missione su Marte, il piccolo paese del Golfo ora fa parte a pieno titolo del ristretto club dei conquistatori dello spazio. Nonostante l’evidente orgoglio di poter mostrare successi in ogni campo, il racconto non scade mai nella retorica.

Un successo condiviso con il mondo

L’iconografia è semplice, i volti sono quelli delle persone che, partendo da tutto il mondo, negli anni hanno contribuito a far grandi gli Emirati Arabi ed oggi rappresentano circa il 90 per cento della sua popolazione. Sono indiani, europei, australiani, filippini e tanto altro. Il Padiglione rende loro onore raccontandone il contributo e fotografa una società solidamente multietnica e multiculturale. In filigrana, si legge il ruolo di una leadership forte e di una visione ambiziosa che, a breve, regalerà a Dubai una nuova icona: il Museo del Futuro. Ma questa è già un’altra storia.

Massimo Cugusidi Massimo Cugusi   
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