Ecco in che modo Nasa ed Esa useranno le nuove tecnologie per proteggere la Terra

Domenica 29 novembre un asteroide grande quanto il Burj Khalifa è passato vicino al nostro pianeta. Benché la probabilità che oggetti spaziali di notevoli dimensioni colpiscano la Terra sia molto bassa, nel 2021 le agenzie spaziali americana ed europea lanceranno una missione che ha l'obiettivo di deviare l'orbita degli asteroidi

Il 29 novembre un asteroide grande quanto il Burj Khalifa è passato vicino alla Terra. Nasa ed Esa hanno messo a punto un sistema di difesa
di Gian Mario Cossu

Nei giorni scorsi, diversi siti di informazione italiani e stranieri hanno pubblicato la notizia secondo cui un asteroide di dimensioni gigantesche avrebbe sfiorato la Terra la mattina del 29 novembre. Il famigerato asteroide 153201, noto come 2000 W0107, orbita intorno al Sole e ogni 11 anni ritorna a farci visita. Le sue dimensioni sono notevoli: il diametro misura 300 metri e l’altezza 800, quasi quanto il grattacielo più alto del nostro pianeta, il Burj Khalifa di Dubai.

Un asteroide di grandi dimensioni è passato vicino alla Terra a una velocità di 25 km al secondo

Dire che questo masso enorme ha “sfiorato” la Terra è un po’ esagerato perché il momento in cui è stato più vicino era lontano più di 4 milioni di km, circa 11volte la distanza che ci separa dalla Luna. Ma quello che per noi è uno spazio immenso, nei rapporti tra pianeti e corpi celesti sono considerate distanze ravvicinate. La velocità dell’asteroide è tra le più alte registrate, circa 90.000 kilometri orari.

L'asteroide chiamato 2000 W0107 è classificato dalla Nasa come pericoloso per la Terra

La Nasa ha considerato questa grande roccia spaziale come un PHO, che sta a significare oggetto potenzialmente pericoloso per il pianeta, categoria in cui rientrano asteroidi e comete con un’orbita che può avere passaggi ravvicinati alla Terra e con una grandezza tale da provocare danni rilevanti come uno tsunami in caso di impatto con l’oceano. 2000 W0107 è un osservato speciale della Nasa da circa 20 anni e come lui c’è ne sono tanti altri di varie stazze. Che siano rischiosi per il pianeta non vuol dire che ci vadano a sbattere sopra, ma significa che la minima distanza all’intersezione orbitale terrestre è inferiore a 7,5 milioni di km e il diametro è di almeno 150 metri.

La Nasa rassicura: è raro che un asteroide di tali dimensioni colpisca il pianeta

Ogni volta che un asteroide di questo tipo passa nelle vicinanze della Terra viene da chiedersi quanto sia elevato il rischio che un oggetto celeste di dimensioni importanti possa colpirci. Di fronte a commenti e articoli su imminenti catastrofi, la NASA si affretta subito a chiarire che gli eventi di impatto tale da provocare uno tsunami si verificano una volta ogni 10 mila anni e per i prossimi 100 anni il pianeta è al sicuro.

Le agenzie spaziali americana ed europea hanno studiato un sistema per deviare l'orbita di oggetti spaziali pericolosi

Nonostante la remota probabilità di collisioni devastanti, la NASA e l’ESA, l’Agenzia spaziale europea, hanno a cuore le sorti della Terra e stanno mettendo a punto un sistema di difesa planetaria per deviare l’orbita degli asteroidi più pericolosi.

Nel 2021 verrà lanciata la missione Dart a cui partecipa anche l'agenzia spaziale italiana

Da un lato c’è la costante attività di monitoraggio con telescopi destinati a intercettare i corpi spaziali al fine di valutarne la dimensione, tracciarne la traiettoria e valutare la probabilità di collisione. Dall’altro la missione Dart, Double Asteroid Redirection Test, che ha l’obiettivo di deviare l’orbita dell’asteroide doppio Didymos attraverso il lancio di un sonda. Nell’occasione un mini satellite italiano assisterà allo scontro cosmico e documenterà i risultati della missione e la capacità di deflessione dell’orbita degli asteroidi tramite impatto.

L'impatto tra la sonda Dart e l'asteroide Didymos avverrà nel 2022

La missione è prevista nel 2021. La sonda Dart e il satellite italiano LiciaCube viaggeranno insieme per 16 mesi dopodiché si separeranno per consentire al satellite dell’Agenzia spaziale italiana di assistere all’impatto tra la sonda della Nasa e Didymos e registrare informazioni utili in futuro per validare la tecnica di deflessione dell’orbita.