L’innovazione nel settore agroalimentare: tante idee, troppe statistiche, poche risorse

Quando si parla di agricoltura è bene essere concreti: gli imprenditori devono fronteggiare clima, dazi, frodi, mafia. Servono finanziamenti? Non solo. Servono Legge e Istituzioni

L’innovazione nel settore agroalimentare: tante idee, troppe statistiche, poche risorse

Innovazione e Agricoltura, un connubio proficuo e di tendenza. Due notizie, pubblicate nella settimana appena trascorsa, fanno ben sperare sul trend positivo, in costante crescita, legato ad un settore, quello agricolo, che vede gravitare attorno a sé una nuvola di settori satellite; per favorevole congiuntura culturale, sociale, economica. Si investe in tecnologia non solo per efficientare il lavoro umano, ma anche per contrastare la perdita delle biodiversità, ridurre l’uso dei fertilizzanti chimici, valorizzare la qualità dei prodotti locali, tracciare minuziosamente la filiera agroalimentare, tutelare la salute dei consumatori, limitare frodi e lavoro nero.

Il Ministro Bellanova e la Legge di Bilancio 

Il Ministro Teresa Bellanova, ed è una delle due notizie, ha illustrato con enfasi le novità per il settore agricolo e agroalimentare contenute nella Legge di Bilancio 2020-2022. Tra azzeramento dell’Irpef, risarcimento danni causati dalla cimice asiatica, contributi previdenziali a carico dello Stato per i giovani agricoltori, e molto altro, fanno capolino 30 milioni di euro finalizzati ad azzerare gli oneri per gli imprenditori agricoli e facilitare l’accesso al credito per gli investimenti in innovazione tecnologica, agricoltura di precisione e tracciabilità dei prodotti (blokchain).

Osservatorio Smart Agrifood e Confagricoltura

Positivi, e comunicati con altrettanta enfasi, i dati dell'Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia, divulgati da Confagricoltura: le nuove tecnologie hanno contribuito a far crescere in maniera esponenziale il mercato agricolo italiano. Si legge nella nota che “il mercato globale dell’agricoltura 4.0 nel 2018 vale 7 miliardi di dollari, di cui il 30% generato in Europa. La crescita è ancor più rapida in Italia, dove il mercato ha un valore compreso fra i 370 e i 430 milioni di euro, il 5% di quello globale e il 18% di quello europeo generato da oltre 110 aziende fornitrici fra player affermati e startup. Sono oltre 300 le soluzioni, già sul mercato, impiegate dal 55% delle aziende agricole intervistate”.

Lavoro nero ed ecomafie

Da contraltare ai buoni propositi e alle lodevoli iniziative di cui l’Italia è spesso capofila, permangono tuttavia problemi difficili da risolvere, sui quali è bene riflettere: le cifre di cui si parla sono poca cosa rispetto a quanto servirebbe per rendere il settore davvero competitivo a lungo termine; investire in strutture all’avanguardia dovrebbe andare di pari passo con ricerca e formazione; lavoro nero ed ecomafie sono fenomeni fortemente radicati non solo sul territorio, ma anche nel modo di essere delle persone, un po’ per ignoranza, un po’ per convenienza. E la tecnologia, in questo ultimo caso, può poco o nulla. Potrebbe, e molto, una politica più attenta alla incolumità degli imprenditori pionieri dell’innovazione, che sponsorizzasse le iniziative anche delle piccole imprese, aiutasse nel difficile percorso verso l’internazionalizzazione, e promuovesse, a fianco dei privati già attivi, la ricerca e lo sviluppo in settori tanto importanti.

Archivio Nazionale Cinema d’Impresa

A proposito di privato, sempre interessante dare un’occhiata all’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa che racchiude perle di “marketing aziendale”, diremmo oggi, firmate da famosi animatori e registi. Ermanno Olmi è tra le firme del documentario Edison (1958) intitolato “L’energia elettrica nell’agricoltura”. La voce fuori campo illustra, con enfasi simile a quella del Ministro Bellanova, l’innovazione tecnologica apportata dall’energia elettrica in agricoltura per migliorare mungitura, trebbiatura, irrigazione, ecc. Poche statistiche, tanta voglia di cambiare, concretamente.