Insegnare l’economia attraverso un profilo Instagram: la storia di Alessandro Cascavilla

Un amore smisurato per l’economia ha portato un semplice studente a diventare un punto di riferimento per gli studenti italiani e un influencer davvero non convenzionale

Insegnare l’economia attraverso un profilo Instagram: la storia di Alessandro Cascavilla
di Carlo Occhinegro

Gli anni universitari sono un periodo importante nella vita dei giovani italiani che si accingono ad inserirsi, chi a stento, chi con più velocità, nel mondo del lavoro, ma è spesso vissuto come un periodo confuso in cui le certezze sono poche e le responsabilità, invece, iniziano ad aumentare. Tuttavia, c’è chi entra nei contesti accademici con le idee chiare e con una passione definita e questo agevola di molto il percorso, le prestazioni e le prospettive future.

Alla fine di una decade segnata da appellativi poco eleganti nei confronti dei giovani italiani e dall’esplosione di nuovi social media, nuovi lavori e nuove opportunità per le generazioni di professionisti a venire, c’è chi ha già iniziato a sperimentare le evoluzioni di quest’era creando un benchmark che non lascia dubbi: la divulgazione accademica è possibile anche sui social. E se si unisce la passione per lo studio con i nuovi canali di comunicazione si crea un ibrido intelligente e innovativo che apre le porte a possibili carriere mai viste fino ad ora.

Si tratta, nello specifico, di un profilo Instagram unico nel suo genere in cui l’educazione all’economia e alle tematiche finanziarie hanno mosso oltre 100mila utenti che hanno trovato nel founder, Alessandro Cascavilla, una figura in cui immedesimarsi e nel tempo, un giovane da cui trarre ispirazione. Con “Economia del Suicidio” prima e con “Ale.conomista” dopo, Alessandro Cascavilla, 24 anni, ha costruito la prima community in cui la divulgazione accademica, condita con del sano umorismo, è il vero polo attrattivo dei giovani della sua generazione. 

Alessandro Cascavilla ribalta i preconcetti: essere eccellenti a scuola è il nuovo trend da cavalcare

Diplomato in ragioneria con 100 e lode, laureato alla triennale in Economia ad Ancona con 110 e lode, neo-laureato magistrale con doppio titolo in Economics sia in Spagna che in Italia con 110 e lode e ora all’inizio di un Dottorato in Economia all’Università di Bari. Sembrerebbe il curriculum accademico di un occhialuto con una vita sociale abbastanza scarna e invece Alessandro Cascavilla, nonostante il suo percorso eseguito in modo eccellente, è anche il fondatore di “Economia del suicidio” pagina umoristica da 100mila follower su Instagram che se da un lato analizza in modo preciso e scientifico le tematiche economiche canoniche, dall’altro inquadra la scena economica, finanziaria e politica di oggi inserendo dello humor tipico degli universitari in piena crisi da esame. 

Il tutto nasce per gioco, il 4 marzo 2016, in quanto, volendo raccontare la sua vita da universitario di economia, Alessandro iniziò a pubblicare dei semplici post su Facebook in cui ironizzava sull’università e applicava ciò che studiava alle problematiche di tutti i giorni. Ecco che, anche la decisione più banale veniva condita da teorie economiche ma i suoi amici, non in target con i contenuti che Alessandro pubblicava, non potevano apprezzare o capire quel linguaggio. Così decise di aprire la pagina “Economia del suicidio” e nel giro di tre anni, insieme al lavoro del socio Daniele Vezza, ha acquisito un seguito di oltre 100mila utenti che si ritrovano sia nelle battute più scherzose che nel modo di spiegare l’economia di Alessandro.

Dall’esempio di “Economia del suicidio” sono nate poi molte pagine gemelle che trattano argomenti diversi dalla materia economia, la prima, in realtà, fu "Ingegneria del suicidio" che fece partire in qualche modo l’inizio di una rivoluzione della diffusione della conoscenza accademica in cui Instagram diventa un nuovo canale di diffusione di argomenti che fino ad ora erano disquisiti solamente nelle aule universitarie. Un nuovo modo di condividere la conoscenza accademica, analizzarla e applicarla a ciò che accade oggi.

L’evoluzione di Alessandro e del suo lavoro: Ale.conomista e le prospettive future del mondo della divulgazione 

Ma se “Economia del suicidio” si può definire un progetto molto fortunato quanto interessante, con un suo ecommerce ed eventi sparsi per tutto il territorio italiano, l’evoluzione della figura di Alessandro, sia come “influencer non convenzionale” che come caso di studio degno di nota, lo ha portato il 5 luglio 2019 ad aprire un nuovo profilo chiamato “Ale.conomista.” Questo profilo, rispetto a quello precedente, rispecchia la natura più matura di Alessandro, diversa da quella di quasi quattro anni fa. Un progetto in cui si analizzano con meno humor ma con più tecnica le dinamiche economiche e politiche di oggi lasciando spazio al confronto e alla discussione.

Chiamato come speaker in diverse università per raccontare il suo percorso universitario e la sua avventura divulgativa tramite social media, Alessandro con “Ale.conomista” vuole cambiare degli assiomi arcaici dando la possibilità anche alle più giovani matricole di analizzare aspetti contemporanei e dare il proprio punto di vista supportandolo con dati, ricerche e teorie scientificamente accolte e non lasciando questo spazio solo a coloro che nel mondo degli adulti ci sono già da un po’. Un progetto, quello di “Ale.conomista” che vuole dire alle nuove generazioni di studenti, che possono poter trattare argomenti complessi come quelli politici, economici e finanziari, appoggiandosi a ciò che loro hanno studiato.

In questo modo, i laureati italiani potranno dar voce ai loro pensieri, supportati dalla conoscenza universitaria e dalla conseguente competenza acquisita, assumendo la credibilità che di base hanno conquistato con il duro lavoro e le lunghe notti di studio. Un cambiamento radicale se ricordiamo gli appellativi dati ai giovani laureati italiani da molti esponenti delle politiche attuali e passate, una rivoluzione necessaria portata avanti da chi, come ricorda spesso Alessandro nelle sue stories, ha imparato con l’università che “il tutto e subito” non esiste, che il duro lavoro ripaga e che la competenza e la conoscenza sono armi per creare un ecosistema economico, politico e sociale migliore.