Siamo davvero innovatori? Noi percepiamo l’innovazione in base alla nostra età

Se tu la vivi dai 0 ai 15 anni, per te non è un’innovazione, è un dato di fatto: il video commento di Rudy Bandiera

Qualunque innovazione, qualunque cosa noi consideriamo un’innovazione, se tu la vivi dai 0 ai 15 anni, per te non è un’innovazione, è un dato di fatto.

Questa incredibile frase che ho sentito durante uno speech riassume perfettamente il tema di oggi: la percezione dell’innovazione ha un’età.

I giovani di oggi non vivono lo smartphone o i social come un’innovazione, come un fattore di cambiamento della società.

D’altro canto, dai 15 ai 35 anni qualunque innovazione non la vivi più come scontata ma come un’affascinante novità. Ne sei attratto, vuoi sperimentare, conoscerla, sei motivato a comprendere la novità che hai davanti.

Dai 35 in su, ovviamente stiamo parlando per sommi capi, sto menzionando delle medie, dai 35 in su ogni novità o innovazione viene vissuta dalle persone con distacco, la frase più comune è “non se ne sentiva il bisogno”.

Questa è ovviamente una riflessione di massima, non reagiamo tutti allo stesso modo, ma è il sentimento generale.

Pensiamo al TikTok. I giovani si sono subito lanciati su questo nuovo social e hanno sperimentato nuove dinamiche comunicative mentre tante altre persone continuavano a chiedersi l’utilità di un nuovo social senza nemmeno provarlo.

Quante volte abbiamo sentito e forse anche detto la frase: “Sono cose per bambini” riferita ad un videogame?

E quante volte si è detta la frase “Ma se ne sentiva davvero la necessità?” davanti ad un nuovo social.

Per voler essere davvero innovatori, bisogna porsi neutri davanti alle novità e provarle prima di criticarle o elogiarle, ma soprattutto ricordiamo: il fatto che noi non sentiamo la necessità di qualcosa, non vuol dire che questa non sia necessaria.