App Immuni, più si diffonde e prima ne usciamo: mossa vincente per battere il covid. Anche Tiscali scende in campo

Alla campagna di sensibilizzazione, promossa dal 5 all'11 ottobre, aderiscono tutte le testate. Conte: “Un obbligo morale partecipare a questo programma". Ecco cos'è. Serve a tutti. Consente di tracciare i positivi ed evitare i contagi. I dati restano anonimi, la geolocalizzazione è disattivata"

TiscaliNews

Immuni è indispensabile per combattere il Covid. Non è un caso che il governo spinga sulla diffusione della app. E non è un caso che sia partita una campagna per promuovere l'uso dell'applicazione, per il tracciamento dei positivi al coronavirus che da metà mese dialogherà con le sue omologhe in Europa. All'iniziativa, promossa dal 5 all'11 ottobre, "hanno aderito tutte le testate giornalistiche, pubbliche e private", come sottolinea il premier Giuseppe Conte che non esita a definire "un obbligo morale partecipare al programma”. Alla campagna aderisce anche Tiscali.

Cos’è Immuni

La App è volontaria e gratuita. Serve al tracciamento di chi è stato a contatto con un caso positivo. Se uno  riceve una notifica, può fare subito i controlli e mettere al riparo se stesso e gli altri. Magari i propri cari. E la privacy? Non ci sono motivi per avere timori: avviene tutto senza nomi, indirizzi o geolocalizzazioni. Scaricarla è determinante per sconfiggere il Covid e conviene a tutti.

Il SITO da cui scaricarla

In sostanza è lo strumento-chiave per il cosiddetto contact tracing, ovvero il tracciamento, tramite cellulare, di chiunque sia stato a contatto con un caso positivo. Se uno vede la notifica, la traccia di quel contatto ce l'ha solo lui. In compenso può fare subito i controlli, evitando il rischio di trasmettere il virus ad altre persone.

La privacy

Non c'è motivo di temere. Quando viene installata, sia con sistema Apple che Android, la App Immuni non chiede il nome o l’indirizzo e neppure i dati sanitari. Semplicemente, il cellulare scambia, con altri smartphone vicini, informazioni su durata e vicinanza del contatto. Tutto attraverso codici anonimi crittografati, e via bluetooth: cioè senza geolocalizzarti. Il codice di chi poi è risultato positivo viene riconosciuto dalle app e fa scattare la notifica.

Cosa fare in caso di contatto a rischio

In caso di contatto a rischio, bisogna assolutamente isolarsi, sentire un medico e fare il tampone. Attualmente circa 6,7 milioni di cittadini hanno scaricato la App Immuni. Con l'apertura delle scuole il ritmo cresce di 500mila unità a settimana. Più siamo, meglio stiamo, e prima ne usciamo, potrebbe essere lo slogan. Dunque cosa aspetti? Scaricala anche tu e falla scaricare a tutti quelli che conosci.

Secondo gli ultimi dati sono 6,7 milioni le persone che hanno scaricato Immuni, attualmente usata da circa il 18% della popolazione italiana tra i 14 e i 75 anni che possiede uno smartphone: una percentuale lontana dall'obiettivo del 60% affinché il sistema sia efficace nel contenere la pandemia.

Immuni: un piccolo gesto per un grande Paese

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La Fieg 

All'invito si è fatta trovare pronta la Fieg: "L'informazione quotidiana e periodica su carta e online promuove l'utilizzo dell'app Immuni e conferma il proprio ruolo di servizio al pubblico, invitando a comportamenti attivi e virtuosi i lettori", rileva Andrea Riffeser Monti.

Alle testate che nel week end rivolgeranno un messaggio ai cittadini affinché scarichino Immuni arriva il plauso del ministro della Salute, Roberto Speranza, e del sottosegretario all'Editoria, Andrea Martella: "Riteniamo che la stampa possa essere di aiuto nell'ampliare la platea dei cittadini dotati di questo strumento tecnologico ai fini della prevenzione del rischio da contagio. Siamo a un punto cruciale nella battaglia contro il coronavirus e dotarsi di questa app significa tenere lontano anche il rischio di nuove restrizioni che impatterebbero negativamente sul Paese proprio mentre sta ripartendo".