App per il trading online: i rischi dietro le promesse di facile guadagno

Lo scontro a Wall Street tra redditers e speculatori è solo la punta dell'iceberg di una rivoluzione digitale che interessa il mondo della finanza. Le app per acquistare azioni hanno abbattuto i costi per investire in Borsa, ma dietro le luci si nascondono tante ombre

App per trading online: i rischi dietro i facili guadagni
Foto Ansa
di Gian Mario Cossu

Di recente il caso Gamestop ha suscitato scalpore e interesse in tutto il mondo. La famosa catena di negozi di videogiochi era da tempo in crisi, 450 punti vendita stavano per chiudere. Gli speculatori della finanza stavano scommettendo sulla crisi dell’azienda e sul continuo calo del prezzo delle azioni, facendo profitti attraverso lo short selling: vendita e riacquisto al ribasso delle azioni. Non hanno però tenuto conto di un fenomeno che ha preso piede negli ultimi mesi. Diverse centinaia di persone si sono organizzate online sulla piattaforma Reddit e hanno acquistato in massa azioni di Gamestop facendo schizzare il prezzo verso l’alto. Risultato: gli speculatori hanno perso miliardi di dollari. 

Il ruolo delle app di trading nel caso Gamestop

Per questi piccoli investitori, l’acquisto delle azioni è stato possibile tramite la app di trading online Robinhood, che azzera i costi di intermediazione e consente a tutti di giocare in borsa. Il nome di questa applicazione non può non portare alla mente il leggendario giustiziere inglese della foresta di Sherwood, che rubava ai ricchi per dare ai poveri. E in effetti l’obiettivo dei redditers era anche questo: destabilizzare il sistema. Almeno fino a quando la società che gestisce l’app non ha deciso di bloccare l’acquisto delle azioni di Gamestop, scatenando la loro ira e anche quella di qualche deputato americano. Al di là di questa lotta contro il potere finanziario, resa possibile grazie a community, social e applicazioni digitali, è necessario fare luce sulle applicazioni di trading online, perché nell’ultimo anno c’è stato un vero e proprio boom di utilizzo, complice il confinamento a casa di milioni di persone.  

eToro e Robinhood le app di trading più utilizzate 

Sono numerose le applicazioni che offrono servizi di brokeraggio, ma le più utilizzate e famose sono Robinhood ed eToro. Per i fondatori di queste start up, il fine è il medesimo: demolire vecchi poteri e modelli di business e democratizzare un sistema, quello finanziario, dominato da un élite chiusa. Come? Rendendo accessibili a tutti, senza costi e in modo semplice e intuitivo, strumenti finanziari prima preclusi o disponibili solo tramite banche e costosi professionisti. È un processo che le innovazioni digitali hanno realizzato anche in altri settori, se ci pensiamo è successa la stessa cosa con l’eLearning, istruzione elevata di qualità a costi molto modesti. 

Nel 2020 milioni di persone hanno scaricato app per acquistare azioni online

Ma vediamo quali sono le caratteristiche che accomunano questi strumenti innovativi, che ne hanno decretato il successo e gli hanno consentito di cambiare le regole del gioco nel settore finanziario. Anzitutto sono diffusissime tra i più giovani, l’età media nelle varie piattaforme non supera i 35 anni. La finanza tradizionale ha età medie molto più elevate. Nell’ultimo anno, complice la pandemia, sono aumentati notevolmente gli utenti complessivi di quasi il 50 percento, superando in entrambi i casi i 13 milioni di clienti. Nei primi 9 mesi del 2020 i depositi sulle piattaforme sono quadruplicati. Il valore dei titoli scambiati raggiunge cifre impressionanti. Oltre ad aver azzerato i costi di transazione sulla compravendita di strumenti finanziari, queste app consentono di aprire un conto senza un deposito o a cifre irrisorio nel caso di eToro; Robinhood permette l’acquisto di frazioni di azioni favorendo l’ingresso in alcuni mercati con pochissimi dollari. Per fare un esempio, la quotazione delle azioni di Google si aggira intorno ai 1935 dollari, quelle di Tesla quasi 900.

Robinhood, la finanza come un gioco

Ma sono altri gli elementi che hanno fatto diventare queste app virali tra i giovani. L’innovazione principale di Robinhood è quella di rendere il trading alla portata di tutti, attraverso un’interfaccia moderna, lineare, semplice, attraente, che fa sembrare il trading un gioco più che un investimento. Come nei videogiochi, l’utente sale di livello, guadagna punti e premi se fa più transazioni e riceve le notifiche con gli effetti tipici dei giochi online, per tenere gli utenti incollati allo schermo.

eToro, il social media finanziario

Il successo di eToro, la più grande app di brokeraggio al mondo, è invece nella fusione tra social media e piattaforma di scambi. Ci sono i profili, è possibile inserire commenti e condividere post. Il potere degli influencer è mutuato da Instagram: con la funzionalità CopyTrader gli utenti possono copiare e riprodurre in automatico gli investimenti dei trader più famosi. Per ogni operazione si paga all’influencer un 2% di costi di gestione sul capitale investito. È ovvio che in tale modo si copiano non solo le strategie di successo ma anche gli imprevisti.

I rischi legati all'acquisto di prodotti finanziari tramite le app di trading

L'azzardo è ìnsito nel giocare in Borsa. La semplicità di utilizzo delle applicazioni di trading online, facilita a chiunque l’accesso a strumenti finanziari complicati per natura. L’apertura del conto è facile e immediata: per registrarsi a eToro basta inserire il codice fiscale e qualche altro dato, non viene richiesta neanche la copia di un documento di identità. A questo si aggiunge la semplicità nell’eseguire gli ordini: grazie a queste app anche una persona totalmente impreparata può operare in Borsa; fanno sembrare l’acquisto di prodotti finanziari un gioco innocente ed economico. 

I broker online offrono strumenti finanziari complessi e rischiosi

Senza i necessari anticorpi, perdere il capitale investito, o quello preso in prestito dalla piattaforma, è facile. Lo stesso sistema spinge a investire su operazioni complesse e rischiose come i derivati, le leve, le criptovalute, invece che in azioni ordinarie. Su eToro non ci sono sezioni distinte per acquistare azioni e derivati, la differenza dipende da come si imposta la leva (un moltiplicatore) sul prodotto da acquistare. Anche copiare gli investimenti di altri trader senza nessun criterio o conoscenza può portare agli stessi risultati. Un dato esemplificativo, nel 2020 gli investimenti in derivati sulla piattaforma eToro hanno fatto registrare perdite nel 71 per cento dei casi. Anche il frazionamento di azioni è un rischio, perché al di fuori della piattaforma i risultati ottenuti non hanno valore, non possono essere liquidati. Per ovviare a questi problemi, le piattaforme di trading offrono una ricca sezione educational dove la finanza e le operazioni in Borsa sono spiegate in modo chiaro e semplice. Inoltre, i broker online offrono assicurazioni e fondi di compensazione a tutela degli investimenti effettuati, tranne per quelli in criptovalute, perché non sono prodotti regolamentati. 

Come guadagnano le app di brokeraggio

Le app di trading guadagnano ufficialmente in due modi: incassando gli interessi da parte degli investitori che operano col margine e incassando gli interessi sui soldi depositati dagli investitori. Ma bisogna tenere conto anche delle commissioni implicite. Le piattaforme per il trading online non sono una Borsa, le transazioni avvengono fuori mercato, ed è la stessa app a stabilire il prezzo di acquisto e di vendita delle azioni in ogni momento, guadagnando dalla differenza tra i due visto che agisce come controparte delle compravendite. Ciò significa che il prezzo delle azioni visualizzato nella schermata è un poco più alto rispetto al valore reale per cui viene eseguito l’ordine. Le quotazioni sono indicative, non una vera e propria offerta di acquisto e vendita. A queste si aggiungono altre piccole commissioni al prelievo. Non bisogna dimenticare che a differenza degli investimenti fatti tramite una banca, queste app non applicano le ritenute fiscali, è quindi necessario mettere in conto un commercialista per le questioni legate al fisco.

Le informazioni sugli utenti come risorsa 

Infine, va tenuta in considerazione la massima per cui se il prodotto è gratis vuol dire che il prodotto sei tu: queste applicazioni accumulano dati sui propri clienti, una risorsa importante che può essere monetizzata e ceduta ai grossi operatori finanziari insieme al proprio flusso di transazioni.