Il virus non ferma Donald Trump: il boicottaggio di Huawei prosegue

Il presidente americano ha ribadito che il gigante delle tlc cinese “rappresenta minaccia straordinaria alla sicurezza nazionale”

Il virus non ferma Donald Trump: il boicottaggio di Huawei prosegue

Il presidente Usa ha prorogato di un anno l'ordine esecutivo del maggio 2019 che impedisce alle aziende americane di usare apparecchiature di tlc prodotte da Huawei, Zte e altre aziende cinesi, per evitare il rischio di cyberspionaggio. La decisione, si legge nel documento pubblicato sul sito della Casa Bianca, deriva dal fatto che l'uso di prodotti informatici cinesi "continua a rappresentare una minaccia straordinaria alla sicurezza nazionale, alla politica estera e all'economia degli Stati Uniti".

Huawei nella black list del commercio Usa 

Il decreto di Trump risale al 15 maggio 2019 ed è stato seguito, il giorno successivo, da un provvedimento del governo che ha inserito Huawei nella black list del commercio Usa, impedendo al colosso cinese di comprare prodotti e servizi di aziende americane, inclusi i software di Google per gli smartphone.

Le accuse di Trump a Pechino sul fronte Covid-19 

La decisione rappresenta una ulteriore escalation dello scontro ormai a tutto campo tra Cina e Stati Uniti. Da settimane il presidente Usa sta puntando il dito contro Pechino anche in merito al coronavirus con dichiarazioni molto pesanti. Il Tycon accusa i cinesi “di aver commesso un terribile errore nella gestione dell'epidemia” che le autorità asiatiche “non vogliono ammettere” e “cercano di coprire senza riuscirci”.

In arrivo un rapporto americano "definitivo"

Trump ha anche reso noto (confermando le parole del capo della diplomazia americana, Mike Pompeo) che Washington “sta lavorando alla redazione di un rapporto sul coinvolgimento del laboratorio di Wuhan nella diffusione del virus che sarà definitivo".

In pericolo le scoperte Usa sul vaccino

E a surriscaldare il clima hanno contribuito nelle ultime ore anche due spy story che mettono nel mirino la Cina. Nella prima Pechino attraverso i suoi hacker e la sua rete di spionaggio starebbe lavorando per tentare di rubare ai ricercatori americani le scoperte sul fronte del vaccino e dei trattamenti per il coronavirus. A lanciare l'allarme - secondo quanto riportato dal New York Times - sono state Fbi e il Dipartimento Usa alla sicurezza nazionale che si apprestano a emanare un avvertimento pubblico per mettere tutti in guardia dall'offensiva del Dragone.

Spie cinesi a Bruxelles nella sede di Malta 

La seconda spystory coinvolge invece l’Europa. Secondo quanto denunciato dal quotidiano francese Le Monde (che cita fonti dei servizi segreti britannici e belgi) nella sede diplomatica di Malta a Bruxelles, ristrutturata anche grazie a fondi cinesi, sarebbero state installate delle tecnologie per spiare i vertici europei e la Commissione. Accuse gravissime che se confermate metterebbero in serio imbarazzo il leader cinese Xi Jinping. Mai come oggi Occidente e Cina sono stati lontani.

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