Cosa vuol dire essere nomadi digitali? Il profilo Instagram da seguire per scoprirlo

Daniela e Luca di NerdTheTravel sono i due italiani che da due anni girano il mondo lavorando e che mostrano il lato vero di questa scelta di vita avventurosa

NerdTheTravel
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Erroneamente ci hanno fatto credere che essere nomadi digitali sia un’opzione per tutti e che permetta a chiunque di lavorare un paio d’ore al giorno a bordo piscina o in un’amaca piantata vicino a qualche spiaggia esotica. Una narrativa poco realistica che fortunatamente viene accantonata da chi nomade digitale lo è davvero, come nel caso di Daniela e Luca che da due anni raccontano la loro vita da nomadi digitali svelandone luci e ombre. 

La storia inizia durante un viaggio in California, in quella che doveva essere una vacanza ma con pc in valigia perché il loro lavoro non gli ha mai permesso di staccare veramente. I giorni passati ad esplorare lo stato americano si sono poi rivelati essere disastrosi per via del lavoro che improvvisamente arrivava e da qui la scelta di tornare per annunciare la loro decisione: continuare a lavorare ma da remoto. Non da casa, dal mondo.

L’idea era venuta alla coppia perché si resero conto che effettivamente riuscivano a lavorare ogni qualvolta un’emergenza arrivava al loro smartphone e riuscivano comunque, non come speravano, a visitare i luoghi in programma nel loro viaggio. Così il 4 gennaio 2019 inizia il loro viaggio intorno al mondo con la promessa ai loro relativi datori di lavoro di essere operativi e reperibili durante l’orario di lavoro italiano, nonostante il fuso orario del posto in cui sarebbero stati.

Le verità della vita da nomadi digitali in un profilo instagram

C’è un’enorme differenza tra il lavorare da casa e lavorare da un luogo sempre diverso nel mondo. Se nel primo caso il lavoro è parte della routine che comprende la spesa, la palestra e le attività sociali, l’unica routine dei nomadi digitali è il lavoro: il resto è un’avventura. Si lavora le canoniche 8 ore al giorno, spesso in luoghi in cui la connessione internet non è delle migliori o in ostelli in cui non regna spesso il silenzio.

Un problema dei nomadi digitali, infatti, è quello di dover trovare tutti gli strumenti base per lavorare senza problemi ovvero connessione internet ed elettricità, spesso difficili da reperire anche in quei luoghi che sono definiti i paradisi dei nomadi digitali. E dovendo rispettare il fuso orario italiano, spesso, a seconda del luogo in cui si è, le giornate di lavoro iniziano all’alba o a notte fonda.

Ma conclusa la giornata di lavoro, è tempo di esplorare e visitare le meraviglie del mondo. Daniela e Luca nei due anni come nomadi digitali hanno visitato 16 paesi, tra cui Singapore, Cambogia, Bali e l’India, raccogliendo nel loro profilo Instagram, NerdTheTravel, preziosi ricordi e condividendo in modo molto sincero e senza filtri la loro vita intorno al mondo come nomadi digitali.

Cosa vuol dire essere nomadi digitali e come cominciare a farlo

Essere nomadi digitali richiede una grande disciplina: la pianificazione di ogni spostamento è essenziale perché è necessario avere la certezza di poter continuare a lavorare e dare risultati. In alternativa, la vita da nomadi digitali non potrebbe funzionare.

Ma è una vita molto felice per Daniela e Luca che non tornerebbero mai indietro ma che necessita di qualche sperimentazione prima di prendere la decisione di lavorare in giro per il mondo. Prima di tutto, bisogna capire se è un tipo di vita adatta alla propria persona e per questo consigliano di fare un primo test viaggiando per l’Italia e scoprendo il proprio spirito di adattamento negli ostelli italiani.

Ciò che è poi alla base di tutto è trovare un lavoro che non solo permetta di poter fare questa vita serenamente ma che si ama davvero: sia Daniela che Luca, infatti, nonostante facciano lavori diversi, lei nel marketing, lui nella programmazione, sono riusciti a costruire la vita da nomadi digitali perché hanno dei risultati che gli hanno permesso di ottenere la fiducia dei loro datori di lavoro.

Non solo la passione per il viaggio, dunque. Essere nomadi digitali vuol dire essere anche appassionati del proprio lavoro, a tal punto da portarlo in giro per il mondo e viverlo, nonostante le difficoltà, in un modo nuovo, forse più gratificante.