Cosa aspettarsi dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale nei prossimi anni

Tre applicazioni della AI che colpiranno ogni aspetto della nostra vita futura e che è opportuno conoscere

Cosa aspettarsi dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale nei prossimi anni

Come ogni tecnologia ad alto potenziale l’intelligenza artificiale si è trovata ad essere protagonista di ogni titolo di giornale, TV e post su LinkedIn. Ognuno convinto delle sue potenzialità, della paura per il proprio lavoro e con la bocca piena di paroloni senza senso compiuto. D’altronde tendiamo sempre a sopravvalutare ogni tecnologia nel breve periodo, convinti che sia la soluzione ad ogni male e successivamente a sottovalutarle a lungo termine, quando ormai ha deluso le nostre grida di rivoluzione.

Hype Cycle

È naturale, è la natura umana che detta questa oscillazione d’emozioni. Gartner ha addirittura rappresentato graficamente la percezione delle persone delle nuove tecnologie attraverso il famoso Hype Cycle. Eppure l’intelligenza artificiale esiste, funziona e viene applicata con successo da business e governi di tutto il mondo. Spesso la difficoltà di queste grosse società è proprio capire cosa l’AI possa e cosa non possa fare. La complessità di questa nuova disciplina disorienta completamente i leader di tutto il mondo che faticano a capirne i concetti e le applicazioni. E da qui nasce l’idea di questo articolo: cercare di individuare le tre più importanti ‘rivoluzioni’ che ci toccheranno da vicino entro pochi anni.

Deep Fake

Alcuni mesi fa Google ha assunto diversi attori e ha ripreso una scenetta con delle telecamere. I ricercatori dell’azienda hanno messo mano al filmato e con un’architettura di deep learning (l’ultima frontiera di algoritmi intelligenti) sono riusciti a scambiare le facce dei protagonisti. Chi era seduto risultava in piedi e viceversa. Gli stessi corpi ma le facce scambiate, come un collage perfetto. Il problema di questa storia è questa tecnologia esiste realmente e metterà in serio pericolo le democrazie di tutto il mondo. I deep fake sono appunto video falsi impossibili da riconoscere da quelli reali. Le applicazioni sono molteplici e quasi tutte ricordano i romanzi distopici di qualche decennio (se non anno) fa. Dai finti scandali politici alle dichiarazioni fuorvianti di amministratori delegati, da truffe milionarie alla rovina di marchi e brand. Fortunatamente una tecnologia di questo genere non è facilmente replicabile visto il livello di conoscenze e la potenza computazionale necessaria per realizzare un video che inganni l’occhio umano. Tuttavia i grandi social media non sono ancora in grado di fronteggiare un pericolo di questo genere e nessuno può davvero sentirsi immune dalla manipolazione delle informazioni.

Traduzioni Simultanee

Alcuni ricordano il miracolo della Pentecoste mentre altri il pesce di Babele in ‘Guida Galattica per Autostoppisti’ che traduce simultaneamente ogni lingua in quella parlata da chi ascolta. Oggi non è più fantascienza e molto presto si inizierà a vedere questo 'miracolo' nella banale vita di tutti i giorni. Gli indizi di questa rivoluzione sono ovunque nel mondo tecnologico se si ha l’accortezza di seguire le mosse dei grandi giocatori. Oggi si vedono già cuffie che traducono simultaneamente come quelle testate dal nuovo smartphone di Google (Pixel 3). Colpisce subito quanto l'accuratezza del traduttore del famoso motore di ricerca americano sia migliorata in modo a dir poco incredibile neigli ultimi mesi che, in certi contesti, raggiunge adirittura la precisione di un professionista.  Google e Amazon hanno già integrato le traduzione nei loro dispositivi audio: il primo con la funzione interprete attraverso il comando :’ Hey Google, be my French interpreter’ mentre il secondo con la semplice richiesta:" Alexa, How do you say how are you in Italian?"

Auto ML

Algoritmi, statistica e machine learning sono discipline molto complesse che richiedono grandi competenze. Non tutte le aziende possono permettersi di avere sviluppatori e ricercatori dentro al proprio team. Da qui nasce l’idea di Google, Amazon e altre grandi aziende che hanno deciso di ‘democratizzare’ l’intelligenza artificiale anche ai meno tecnici. I giganti americani mettono a disposizione tramite cloud potenza computazionale e modelli di machine learning già impostati. Se ad esempio un’azienda avesse la necessità di costruire un algoritmo che riconosce oggetti tramite telecamere, avrebbe l’opportunità di utilizzare sistemi già sperimentati dalle più grandi menti del mondo. Tutto questo ha delle limitazione e non esonera dalla necessità di avere competenze. Tuttavia avendo a disposizione questa tecnologia i talenti richiesti in azienda cambieranno molto. Non saranno tanto i tecnici ma, dei professionisti multidisciplinari che capiscano come funzioni la tecnologia e come applicarla a livello di business.