Solitudine da lockdown: gli italiani la combattono, anche, con i corsi online di lingue

La survey di Babbel lo conferma: il Bel Paese è il terzo mercato europeo per crescita di abbonamenti dopo Francia e Regno Unito

Solitudine da lockdown: gli italiani la combattono, anche, con i corsi online di lingue
Foto: Babbel

Le percentuali di crescita sono rilevanti (+300%), iniziate fin da subito a ridosso del primo lockdown. È il primato positivo raggiunto dall’Italia per quanto riguarda gli abbonamenti ai corsi di lingua online, secondo i dati pubblicati da Babbel, la società che, dal 2007, ha creato l’omonima piattaforma/app per l’apprendimento online.

Il sondaggio, compiuto a livello globale tra Marzo e Agosto 2020, ha coinvolto oltre 14.000 persone ed è stato realizzato in collaborazione con l’agenzia di ricerca Dynata. Il 65% degli italiani ha messo a frutto il tempo di forzata clausura per iniziare un nuovo hobby o sviluppare nuove competenze “da remoto”, grazie alla tecnologia. Ai primissimi posti svettano cucina, allenamento fisico e fai da te, seguiti a breve distanza dalle lingue straniere. La motivazione? Perché “è un’attività stimolante, piacevole e aiuta a far fronte all’isolamento da lockdown”.

Tiscali News ha approfondito l’argomento con Vivianne Ianagui, responsabile Babbel per il mercato italiano, spagnolo e portoghese.  

Vivianne, la survey di Babbel ha prodotto dati importanti per l’Italia. Possiamo entrare più nel dettaglio? Quali le percentuali, il genere e la fascia d’età delle persone che hanno scelto la vostra app per imparare un’altra lingua durante il lockdown? Quali le lingue più gettonate? È una scelta circoscritta al lockdown oppure destinata a prolungarsi nel tempo?

“La nostra mission è “Everybody learning a language” e la portiamo avanti con tutte le nostre forze. Per questo, ci siamo assicurati di creare un prodotto che sia adatto a tutti. Infatti, i nostri utenti spaziano dai giovani (di età tra i 18-24 anni) agli adulti, compresi studenti con più di 75 anni. Uno dei casi più incredibili è stato quello di un signore italiano di 103 anni che ha iniziato a studiare l’inglese su Babbel per riuscire a comunicare con sua nipote, nata e cresciuta negli Stati Uniti. In generale, Babbel funziona bene sia per giovani sia per utenti più adulti. Questi ultimi lo utilizzano molto per mantenersi mentalmente attivi. Lo stesso vale anche per il genere degli utenti, non ci sono significative differenze tra uomini e donne tra i nostri studenti.

Se parliamo delle lingue che gli italiani hanno scelto di studiare di più durante il lockdown, non sono, a dire la verità, molto diverse dal solito: la metà dei nostri utenti ha studiato inglese, il 20% lo spagnolo, seguito dal tedesco e dal francese. In un nostro sondaggio abbiamo inoltre chiesto se l’intenzione di studiare una lingua fosse una scelta di breve termine (semplicemente per intrattenersi in maniera costruttiva durante il lockdown) oppure fosse una decisione orientata al lungo periodo e l’82% degli italiani intervistati ha risposto di considerare l’apprendimento delle lingue un’attività che li accompagnerà nel tempo.

L’interesse verso lo studio delle lingue straniere è cresciuto significativamente durante la pandemia. Immediatamente dopo l’introduzione del lockdown e della chiusura delle scuole, abbiamo visto un’impennata di interesse in tutti i nostri mercati. Come detto precedentemente, l’incremento nelle registrazioni alla piattaforma è stato circa del 300%, facendo dell’Italia il terzo mercato europeo per crescita dopo Francia e Gran Bretagna.

Ad ogni modo, il nostro successo non è dovuto solamente al Covid. Lo scorso anno abbiamo portato l’app ad un altro livello, introducendo diversi aggiornamenti e miglioramenti nella user experience. Abbiamo apportato queste migliorie al momento giusto.

Oltretutto, abbiamo lanciato una campagna chiamata “Free Babbel for students”, che ha avuto l’obiettivo di supportare gli studenti a seguito della chiusura delle scuole. In questo modo, Babbel li ha aiutati a impiegare il proprio tempo a casa in maniera produttiva. Più di 200.000 studenti in Europa e negli Stati Uniti hanno studiato gratuitamente una lingua grazie a Babbel durante il periodo più duro della pandemia. In particolare, il 25% dei codici per studenti messi a disposizione sono stati riscattati da studenti italiani - coloro che hanno beneficiato maggiormente da questa iniziativa, seguiti da tedeschi e americani.

Abbiamo poi introdotto video talk e lezioni in diretta, creati dal nostro team che conta più di 150 esperti di linguistica, abbiamo integrato i nostri Podcast all'interno dell'app e reso disponibile una prova gratuita di 7 giorni per consentire agli utenti di provare la qualità dell’esperienza offerta dal nostro prodotto. Crediamo fermamente che Babbel sia un ottimo strumento e vogliamo che i consumatori possano prima testarlo a fondo.

Ultimo ma non meno importate, Babbel ha appena lanciato a gennaio un elemento rivoluzionario, ovvero Babbel Live - lezioni online in diretta tenute da prestigiosi insegnanti. Questo nuovo prodotto è già disponibile in Germania e nei paesi anglofoni e nei prossimi mesi sarà lanciato anche in Italia e in altri paesi, come Spagna e Francia”.

Babbel è stata fondata nel 2008 da Markus Witte e Thomas Holl con uno scopo preciso: permettere a chiunque di imparare una lingua diversa dalla propria creando un prodotto che aiutasse persone di culture diverse a comunicare fra loro. A 13 anni di distanza, possiamo dire “obbiettivo raggiunto” grazie ad un prodotto vincente. Vivianne, diamo un po’ di numeri per far capire la portata del fenomeno Babbel: sedi, dipendenti, numero di abbonati, fatturato…

“Per cominciare, siamo tutti molto felici di aver raggiunto il traguardo dei 10 milioni di iscritti lo scorso settembre. Questo numero non ha precedenti nel nostro mercato e fa di Babbel l’app più venduta per lo studio delle lingue. Allo stesso modo, ciò testimonia il valore offerto dal nostro prodotto. È un qualcosa che risulta evidente anche analizzando la durata degli abbonamenti che vengono sottoscritti. I nostri utenti, infatti, ricercano il miglioramento nel lungo termine e rimangono con noi in media per 18 mesi. Inoltre, hanno anche la tendenza a tornare.

Più di 10 anni fa, Babbel è stata tra i primi ad introdurre un business model basato sulla sottoscrizione di un abbonamento a pagamento. È stata sicuramente la scelta giusta. Ci ha aiutati a focalizzarci sulla qualità e sull’efficienza del processo di studio, aspetti che sono evidenti ai nostri utenti e che sono stati dimostrati anche dagli accademici della Yale University (Stati Uniti), della Michigan State University (Stati Uniti), della City University of New York (Stati Uniti) e della University of Sheffield (Gran Bretagna). Il modello di business basato sull’abbonamento funziona molto bene. Ci consente di rimanere focalizzati sui nostri utenti e di offrire uno spazio di apprendimento privo di pubblicità. Ovviamente, è anche uno dei modelli di business più utilizzati dalle grandi aziende, tra cui Netflix o Spotify.

Babbel è in positivo dal 2012 e i suoi profitti nel 2018 hanno raggiunto i 130 milioni di dollari. In 12 anni di attività abbiamo investito solamente 35 milioni di dollari (di cui la maggior parte è ancora in banca). La nostra crescita attuale è inoltre sostenuta dall’enorme successo della nostra espansione negli Stati Uniti. Oltre agli headquarter di Berlino, abbiamo anche un ufficio a New York. Insieme le due sedi contano 750 persone da 60 paesi.

Personalmente, credo che la pandemia abbia accelerato di molti anni il business legato all’autoformazione. I consumatori lo hanno sperimentato durante il lockdown e hanno capito che funziona. Riteniamo che questo trend rimarrà nel tempo”.

Avete trovato il giusto mix tra competenze umane e tecnologia? Quale il ruolo giocato da machine learning e intelligenza artificiale, soprattutto negli ultimi anni?

“Direi proprio di si! Uno degli ingredienti segreti in Babbel è il know how dei nostri team di esperti, che integriamo applicando le più avanzate tecnologie disponibili, così da ottenere il connubio perfetto per l’apprendimento digitale e poter preparare i nostri studenti a condurre conversazioni nella vita reale - quando sarà di nuovo possibile interagire normalmente. Ad esempio, usiamo le tecnologie di machine learning per individuare il momento e il metodo migliore per incoraggiare a continuare a studiare; usiamo l’intelligenza artificiale per rendere più efficaci i nostri consigli personalizzati e i nostri strumenti di ripasso; e ancora, usiamo le tecnologie di elaborazione del linguaggio naturale per migliorare i nostri feedback e renderli simili a quelli che darebbe un insegnante in carne e ossa. Nonostante l’entusiasmo però, nessuna di queste tecnologie può rappresentare la risposta definitiva, ma quando le combiniamo con le competenze dei nostri esperti (studiosi del linguaggio, ingegneri e data scientist) riusciamo a raggiungere il mix perfetto tra uomo e tecnologia. Questo è il motivo che spinge tanti dei nostri utenti a continuare a studiare!”

Vivienne, per concludere, una domanda sul metodo di insegnamento. In passato, siete riusciti a precorrere i tempi: quali novità immaginate per il mondo edutech/edutainment futuro?

“La vision di Babbel per i prossimi 5 anni è quella di rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento come la piattaforma leader per l’apprendimento delle lingue, perseguendo quindi la nostra mission: “Everybody learning languages”. Introdurremo molte altre esperienze di apprendimento che aiuteranno le persone a continuare ad imparare nel modo che preferiscono, mantenendo alta la motivazione e programmando momenti di studio in vari momenti della giornata. Il nostro obiettivo è quello di evolverci, passando dall’essere “una semplice app” a diventare un’azienda multiprodotto.

Babbel ha già compiuto i primi passi in tale direzione con il lancio dei corsi Babbel for Business, che dal 2017 sono offerti a livello internazionale alle aziende che desiderano inserirli all’interno dei programmi di sviluppo professionale; Babbel Travel è invece una piattaforma lanciata nel 2018, al momento disponibile solo in Germania, che permette di trovare e prenotare il viaggio ideale per apprendere una lingua e, più recentemente, abbiamo lanciato i Babbel Podcasts, nel settembre 2020 e Babbel Live nel gennaio 2021. Lo scopo è quello di coprire tutti gli aspetti del processo di apprendimento, dal primo approccio fino allo studio più approfondito, per arrivare a poter insegnare la lingua straniera direttamente nel paese in cui viene parlata”.

Vivianne Ianagui. Foto: Babbel