Come rilanciare l'artigianato sardo grazie alla stampante 3D. L'idea innovativa dei "Visionari"

Un appuntamento on line per scoprire i segreti del mondo hi-tech applicato alle produzioni tipiche dell'Isola. Il webinar è in programma il 23 luglio alle 21: i siti

Come rilanciare l'artigianato sardo grazie alla stampante 3D. L'idea innovativa dei 'Visionari'
TiscaliNews

Aggregare tutte le stampanti 3D per dare un nuovo impulso all'artigianato sardo? Secondo gli specialisti dell'associazione no profit "Visionari", si può e sarà la "Fabbrica diffusa" a dare una nuova chance di mercato alle produzioni tipiche dell'Isola al centro del Mediterraneo. L'idea è talmente originale che rischia di avere un grande successo. Per i promotori - tra cui i giovani che durante la chiusura per il Covid hanno realizzato le visiere per medici e infermieri - si tratta di "creare a tutti gli effetti una fabbrica diffusa e decentralizzata, libera da intermediazione, in grado di rappresentare un’alternativa all’industria tradizionale, abbattendo i costi e rendendo sempre più innovativo il processo di produzione". 

Il 3D per rilanciare l'artigianato e il made in Sardinia

Il progetto nasce per sostenere il made in Italy applicando le tecniche hi-tech più recenti alle produzioni tradizionali della Sardegna. Un aiuto per gli artigiani locali quindi, che possono aggregarsi contenendo i costi e producendo su ordinazione o sulla base delle reali necessità del mercato. Ovvero, "stampando in 3D prodotti, componenti e accessori in modo del tutto autonomo, senza ricorrere a terzi e con un sensibile abbattimento dei costi, producendo solo le quantità di cui si ha effettivamente bisogno e personalizzando al massimo le proprie creazioni", come spiegano gli stessi promotori. 

Il modello ideato da "Visionari" promette già di funzionare e la dimostrazione è arrivata proprio durante l'emergenza Covid, quando sono state prodotte migliaia di visiere e valvole per le maschere da snorkeling, trasformate in respiratori, donate alla Croce rossa e alle strutture sanitarie come contributo per l'emergenza. Il progetto - che verrà illustrato nel corso di un webinar programmato per il 23 luglio alle ore 21 sulla piattaforma Zoom e in diretta Facebook - si rivolge a imprese, stampatori, partner, aspiranti artigiani e semplici curiosi i quali potranno fare propri i segreti per produrre oggetti stampati in 3D su scala, dimostrando la possibilità di creare oggi, in Italia, "un’impresa totalmente dislocata e decentralizzata".

All’evento online saranno presenti esperti del settore che si metteranno adisposizione degli interessati per dare ogni informazione su autorizzazioni, sostenibilità, brevetti e start up. Ma, soprattutto, Davide Casalini, Gianni Girotto, Dario Tamburrano e Angelo Consoli aiuteranno a capire come creare nella Regione "nuove figure professionali e opportunità di lavoro". Tutte le info sono reperibili sul sito della Fabbrica distribuita e sulla relativa pagina Facebook.