Un progetto per insegnare l’User Experience Design ai bambini

Si chiama UXforKids ed è il progetto di Gloria Chiocci per avvicinare i giovanissimi alla professione dell’User Experience Designer, una delle più ricercate in questo momento

Gloria Chiocci, fondatrice di UXforKids
Gloria Chiocci, fondatrice di UXforKids

Di User Experience Design se ne sente parlare da tempo ma è una di quelle professioni, nonostante sia tra le più ricercate nel mondo del lavoro, di cui si conoscono poco i dettagli. Questo perché, come spesso accade, la formazione in ambito User Experience arriva in ritardo in Italia non esistono ancora corsi di laurea triennale e magistrale interamente dedicati alla materia se non alcuni corsi singoli all’interno delle facoltà.

Fortunatamente, gli aspiranti User Experience Designer non sono lasciati a loro stessi perché sono nati diversi corsi di formazione e di aggiornamento anche in Italia che aiutano chi vuole intraprendere la carriera in questo ambito a specializzarsi e ad aggiornarsi, sebbene i punti di riferimento formativi e di aggiornamento come la Nilson e Norman Group e la International Design Foundation rimangano i più quotati per gli addetti ai lavori.

Ma cosa vuol dire essere uno User Experience Designer? Lo spiega Gloria Chiocci, User Experience Designer, che nel 2011 - 10 anni fa - ha incontrato sui banchi dell'università per la prima volta l’User Experience e l’Architettura dell'informazione, da quel momento non l'ha più abbandonate. Gloria è anche fondatrice di UXforKids, un progetto per spiegare la metodologia usata in questa professione ai bambini dai 6 ai 13 anni.

Cosa vuol dire fare lo User Experience Design

Lavorare come User Experience Design non vuol dire, banalmente, costruire siti internet, app o e-commerce ma “significa occuparsi dei processi che ci sono dietro la costruzione di quelle interfacce” spiega Gloria Chiocci. Ciò vuol dire creare tutta l’infrastruttura che permette ad una piattaforma di funzionare a seconda delle necessità reali per cui è nata, mettendo al centro della sua progettazione le reali esigenze dell'utente che si troverà ad utilizzare quel prodotto digitale.

“Vi è mai capitato di trovarvi allo sportello del bancomat e di non riuscire a compiere un'azione semplice come ritirare? Se anche a voi è capitato, significa che nel progettare quel prodotto digitale non è stata applicata l’User Experience Design.” Questo è l’esempio che viene fatto dalla Chiocci per spiegare in termini pratici il fine ultimo del suo lavoro.

L’User Experience Design, infatti impatta davvero sulla vita delle persone, semplificando le interazioni tra l'uomo e una macchina (smartphone, tablet, bancomat, ecc.) La tecnologia sviluppata attraverso il lavoro d’orchestra dell’User Experience Designer e delle altre figure professionali che lavorano per la creazione di un’interfaccia, dovrà essere un aiuto per l'utente e non un motivo di stress o frustrazione.

Quali elementi servono per lavorare come User Experience Designer

I percorsi di formazione accademica per lavorare come User Experience Designer in Italia non sono poi molti ma per chi si vuole avvicinare a questa professione ci sono delle soft skills che devono essere imprescindibili.

“Se si vuole fare l’UX Designer c’è bisogno di essere curiosi per natura. È necessario avere la curiosità di vedere come cambia il mondo e come noi possiamo interagire con esso. Allo stesso tempo bisogna avere davvero una passione per questo lavoro perché la formazione è realmente continua: il mondo evolve e così le tecnologie. Per essere uno User Experience Designer c’è anche bisogno di lavorare in team e dunque avere una propensione a lavorare bene con altri professionisti: non è un lavoro per solitari perché l’UX Designer è un creatore di comportamenti e per questo ha bisogno di interfacciarsi con le persone e perché è su di loro che il suo lavoro avrà un impatto. Questo periodo di forzato distanziamento ha dimostrato che si può fare un'ottima User Experience anche a distanza. Siamo nell’era della tecnologia, esistono tutti i tool necessari per poter tenere workshop e sessioni di testing anche a km o continenti di distanza” spiega Gloria Chiocci.

E dalla sua grande passione ed esperienza all’interno del mondo dell’UX Design che è stato sviluppato un progetto per far avvicinare anche i più piccoli a questo lavoro e aiutarli a migliorare il proprio approccio con lo studio: UXforKids.

UXforKids, un progetto per i giovani User Experience Designer di domani

Quando Gloria Chiocci vince nel 2013 il Premio Creative Camp dedicato alle migliori menti imprenditoriali italiane, vola con la sua borsa di studio in Canada e in America e porta avanti il suo progetto di ricerca per aiutare i ragazzi con difficoltà nell’apprendimento. Ciò che nota durante il suo periodo di studio all’estero e che già in Canada si utilizzavano delle metodologie differenti rispetto a quelle canoniche, metodologie simili a quelle che utilizza lei ogni giorno nello studio e nel suo lavoro di User Experiencer Designer.

Da qui l’idea di presentare a Expo, nel 2015, UXforKids un progetto che ha lo scopo di insegnare ai bambini dai 6 ai 13 anni, l’UX Design e le sue metodologie che possono avere benefici sull’apprendimento perché portano la mente a porsi delle domande.

Oggi, UXforKids dopo aver riscosso molto successo anche in Europa, è in attesa di ricominciare il suo tour agli eventi e nelle scuole con dei workshop che hanno come fine quello di trasmettere la passione per quella che è e sarà una delle professioni del domani aiutandoli anche incentivare la creatività, la collaborazione e l’innovazione. Il 65% dei bambini che siedono sui banchi di scuola farà un lavoro che ancora non esiste, motivo per cui metodologie come il Design Thinking lo aiuteranno ad apprendere a porsi le domande e gli interrogativi giusti, così da non aver paura del futuro e del mondo del lavoro che presto vivranno da protagonisti.