Ricerca di un lavoro: la lezione di Elon Musk che spiazza e indica la via da seguire

In un tweet il noto imprenditore ha spiegato ciò che a suo avviso oggi conta davvero

Ricerca di un lavoro: la lezione di Elon Musk che spiazza e indica la via da seguire
Elon Musk
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Se nel mondo esiste davvero una persona che ha le idee chiare sul futuro che ci attende questa con molta probabilità è Elon Musk, il visionario fondatore e amministratore delegato di Tesla, la casa automobilistica americana di veicoli elettrici di lusso, la cui capitalizzazione di mercato ha recentemente superato quella di Volkswagen. Il noto imprenditore sudafricano ha confermato la sua genialità cercando in prima persona su Twitter candidati per il team di intelligenza artificiale di Tesla.

La AI è la torta 

“In Tesla utilizzare l'intelligenza artificiale per consentire la guida autonoma non è solo la ciliegina sulla torta, è la torta stessa” ha spiegato Musk sul social network. “Unisciti - ha proseguito - all'intelligenza artificiale di Tesla! Risponderai direttamente a me, ci incontreremo, ci scriveremo o scambieremo e-mail quasi tutti i giorni. Le mie azioni, non solo le mie parole, mostrano quanta importanza io attribuisca all’intelligenza artificiale (benigna)”. 

Lauree e dottorati di ricerca 

Musk non ha fatto riferimento ai titoli di studio. Un giovane interessato sempre su Twitter gli ha chiesto se “un dottorato in materia potesse essere sufficiente”. La risposta dell’imprenditore è stata sorprendente.  Per lavorare in Tesla “un dottorato di ricerca non è assolutamente richiesto. Tutto ciò che conta è una profonda comprensione dell'intelligenza artificiale e della capacità di implementare le reti neurali in un modo che sia effettivamente utile (quest'ultimo punto è ciò che è veramente difficile). Non importa se ti sei anche laureato”.

Non è snobbismo 

Il messaggio non poteva essere più chiaro. I titoli di studio non contano. Conta solamente quello che sai fare.  Sarebbe un grosso errore però liquidare le parole di Musk come una manifestazione di snobismo nei confronti dell’università e degli studi in generale. Steve Jobs e Bill Gates (probabilmente le due icone più grandi dell’economia americana degli ultimi 50 anni) non hanno conseguito la laurea, ma il fondatore di Tesla ne ha ben due: una in fisica e una in economia.

Il fallimento della scuola 

Il tweet di Musk va interpretato esattamente per quello che dice: oggi più che il titolo di studio conta davvero quello che si è in grado di fare e il motivo è molto semplice: le competenze fornite dalla scuola e dall’università non riescono più a tenere il passo con i rapidi progressi dell’innovazione tecnologica che impattano ormai su qualunque ambito dell’economia.

Un messaggio per dirigenti e docenti 

La lezione del fondatore di Tesla è rivolta non solo ai giovani ma anche a chi ha la responsabilità della loro formazione: dirigenti e docenti. Programmi e metodologie didattiche non possono più rimanere invariate nel tempo per anni ma devono essere costantemente aggiornate per essere allineate a quello che succede nel mondo reale. Scuola e università devono cioè tornare ad essere capaci di trasmettere pensiero critico ma anche competenze in grado di essere effettivamente spese nel mercato del lavoro.

Serve una scuola aperta 

Per tenere il passo con i mutamenti repentini e violenti della modernità la scuola dovrebbe in primo luogo aprirsi al mondo esterno, integrando la didattica con i contributi di chi arriva dal mondo professionale e non ha fatto dell’insegnamento la sua attività principale. Solo una scuola aperta all’innovazione e ai contributi esterni può essere in grado di trasmettere il “saper fare” invocato dal fondatore di Tesla. 

Il tweet di Musk