Incubo guerra neurotecnologica: diplomatici Usa colpiti da misteriosa malattia

Il Wall Street Journal ha riportato che altri 4 funzionari del corpo diplomatico sono stati colpiti dalla Sindrome dell'Avana. I casi complessivi sono oltre 200. Si teme l'utilizzo di nuove tecnologie militari sconosciute a Washington

L’incubo della guerra neurotecnologica: altri 4 diplomatici Usa colpiti dalla Sindrome dell'Avana

Altri quattro diplomatici statunitensi che lavorano a Ginevra e Parigi si sono ammalati di una sospetta patologia neurologica nota come Sindrome dell'Avana che potrebbe essere causata dall’utilizzo intenzionale di nuove armi militari basate sulle neurotecnologie. La notizia è stata riportata dai media americani, tra cui l’autorevole Wall Street Journal.

I primi casi della misteriosa sindrome si sono verificati nel 2016 a Cuba. Da allora ha colpito ripetutamente diplomatici e funzionari dell’intelligence americana. I casi accertati hanno superato quota 200 e si sono verificati in diversi paesi del mondo, compreso gli stessi Stati Uniti.

I sintomi delle vittime sono sempre gli stessi:  nausea, giramenti di testa, disturbi del sonno e della memoria e persino danni cerebrali permanenti.

Il confine tra realtà e fantasy spesso è labile ma quando il problema viene denunciato pubblicamente dalle stesse autorità allora ci sono pochi dubbi riguardo al fatto che ci troviamo di fronte a qualcosa di estremamente importante.

“Il governo americano sta lavorando per andare a fondo del mistero” ha affermato il segretario di Stato, Antony Blinken. "Ad oggi, non sappiamo esattamente cosa sia successo e non sappiamo esattamente chi sia il responsabile" ha aggiunto.

Antony Blinken

Il timore degli Usa è che un avversario, per il momento sconosciuto, possa essere riuscito a trovare un modo per utilizzare a scopo militare le neurotecnologie. La sindrome potrebbe essere indotta dall’utilizzo di specifiche microonde.

I sospetti di Washington ricadono sui soliti noti: la Russia e la Cina. Mosca ha respinto le insinuazioni definendole fantasiose. Pechino tace. E’ noto però che anche nel campo delle neuroscienze e delle neurotecnologie i cinesi hanno obiettivi ambiziosi: diventare i leader mondiali entro il 2030.

I timori delle autorità americane sono avvalorati anche dalla comunità scientifica. Si tratta di un attacco “intenzionale, diretto contro precisi obiettivi. Sembra la prova sul campo di qualche genere di neuro arma” ha affermato James Giordano, uno dei neuroscienziati ingaggiati dal governo per fare luce sul mistero.

Decisamente un brutto momento per gli Stati Uniti. Da un lato il timore che l’escalation politica di Trump non sia ancora terminata e possa portare ad una guerra civile (vai all’articolo), dall’altro l’incubo che un nemico possa disporre di una nuova potente tecnologia militare ancora sconosciuta a Washington.