Hate-speech: la Germania vuole obbligare i social network ad avvisare la polizia

In caso di mancata collaborazione i social network potrebbero essere soggetti a pene fino a 50 milioni di euro.

Hate-speech: la Germania vuole obbligare i social network ad avvisare la polizia

Il Parlamento tedesco discuterà a breve un disegno di legge del governo che prevede che le piattaforme online come Facebook e Twitter, siano obbligate a riferire all'Ufficio Federale di Polizia Criminale (BKA) qualsiasi post che inciti all'odio, contenga minacce di violenza, strupro o omicicio, faccia riferimento alla preparazione di attentati terroristici o a materiale pedopornografico.

La bozza fa esplicito riferimento all'estremismo di destra, problema in forte crescita in Germania, e prevede pene maggiorate per i casi di anti-semitismo.

In caso di mancata collaborazione i social network potrebbero essere soggetti a pene fino a 50 milioni di euro. Se la modifica, che è già stata ratificata dal gabinetto del primo ministro, venisse approvata anche dal Bundestag, rafforzebbe ancor più il 'muro digitale' eretto dal governo tedesco contro l'odio online, espandendo il raggio d'azione del Network Enforcement Act (NetzDG) del 2018 che richiedeva alle aziende Internet la rimozione entro 24 ore dei messaggi d'odio.

"Dobbiamo rendere arido il terreno su cui può crescere l'estremismo di destra. Il diluvio di disumana sedizione e di minacce su Internet sta abbassando la soglia delle inibizioni. Combatteremo tutto questo con il nuovo disegno di legge", ha twittato la ministra della Giustizia Christine Lambrecht su Twitter.

Tuttavia, non mancano i dubbi legati all'iniziativa. I rappresentanti di ben tredici associazioni di categoria, fra cui l'associazione dei giornalisti tedeschi, l'associazione federale per l'Economia Digitale e quella degli informatici, hanno scritto una lettera aperta a Lambrecht, denunciando il rischio che la stretta sugli estremisti si trasformi in una minaccia generalizzata alla libertà di espressione.

Preoccupa il margine di interpretazione lasciato alle piattaforme, che dovrebbero col nuovo assetto diventare uniche arbitre di quali contenuti siano meritevoli di segnalazione e quali no, e che, per non correre rischi, potrebbero nel dubbio segnalare anche post innocenti, paradossali o ironici, spingendo il malcapitato autore nella rete di sorveglianza della polizia.

Con il nuovo sistema, la polizia verrebbe inoltre probabilmente inondata da decine di migliaia di segnalazioni e dovrebbe attrezzarsi per non disperdere risorse ed energie preziose, che potrebbe essere allocate ad altri impieghi.

Ma uno dei timori maggiori è che la legge, come ha dichiarato l'amministratore delegato di BitKom (l'associazione tedesca per l'economia digitale), Bernhard Rohleder, al Financial Times, potrebbe diventare un "modello per la restrizione della libertà di espressione su Internet" a livello globale. Non è una preoccupazione eccessiva: è quanto sembra essere già accaduto a seguito dell'approvazione della NetzDG nel 2018.

Il think tank danese Justitia ha pubblicato alla fine dell'anno scorso il report "The Digital German Wall: How Germany (Accidentally) Created a Prototype for Global Online Censorship", in cui vengono elencati diversi casi di provvedimenti legislativi ispirati alla normativa tedesca, adottati però in contesti in cui molto spesso non esistono le stesse garanzie democratiche o la stessa divisione di poteri esistente in Germania. Stati come Honduras, Venezuela, Vietnam, Russia e Bielorussia, ma anche Kenya, India, Singapore, Malesia e le Filiippine, in cui l'utilizzo di Internet non è libero, o solo in parte.

La genericità di termini quali "propaganda anti-governativa", "messaggi di odio", "diffusione di disinformazione", "offesa alla religione" contenuti in molti di questi atti, fa sì che essi possano essere interpretati da governi non particolarmente scrupolosi secondo la convenienza del momento per mettere a tacere oppositori scomodi. Un testo pensato per difendere la democrazia dagli estremismi, diventa rivisto e corretto, uno strumento per i dittatori.

Non è quanto avverrà in Germania, probabilmente, ma è un pericolo da tener presente.