Grazie allo smartworking la Yolo economy conquista anche gli italiani

La pandemia e tutto ciò che ha comportato nel mondo del lavoro ha spinto molte persone a trovare il coraggio per rivedere priorità e stile di vita

Grazie allo smartworking la Yolo economy conquista anche gli italiani
Foto Ansa

La Yolo economy conquista anche l’Italia. Di cosa si tratta? Per capirlo è necessario partire dal nome che è l’acronimo di  “You-only-live-once” ovvero “si vive una volta sola”. Concetto che inevitabilmente porta a ripensare la propria vita e a prendere scelte radicali, come abbandonare lavori comodi e stabili ma poco appaganti o le grandi città invivibili. 

Ad alimentare il nuovo fenomeno è stata la pandemia che ha rappresentato per tutti un momento di riflessione e di interruzione delle precedenti routines quotidiane. Lo shock emotivo innescato dal Covid ha spinto un numero importante di persone a trovare il coraggio di rivedere le proprie priorità e cambiare stile di vita

Del fenomeno si è occupato l’autorevole quotidiano americano New York Times che ha raccontato diverse storie di lavoratori che hanno abbracciato la filosofia della Yolo economy. Persone che hanno trovato la forza di abbandonare il loro impiego per avviare una attività autonoma più stimolante oppure, al contrario, che hanno lasciato una libera professione per un lavoro da dipendente meno stressate. Altri che invece sono andati a vivere in città più a misura d’uomo o in piccoli centri a contatto con la natura, in alcuni casi lasciando il proprio lavoro, in altri senza bisogno di farlo grazie allo smartworking. 

Lo Yolo economy ha trovato adepti anche in Italia. Molti meridionali che hanno lasciato il Sud per andare a lavorare al Nord, grazie allo smartworking sono potuti ritornare nelle loro regioni di origine. E non sono pochi quelli che ora vogliono restare, magari avviando una attività autonoma oppure recuperando mestieri di famiglia, che non avrebbero mai preso in considerazione prima della pandemia.

Una conferma che la Yolo economy piace anche agli italiani è arrivata da una ricerca condotta da Aulab, centro di formazione specializzato nelle competenze digitali. L’indagine ha evidenziato che i Millennials (26-41 anni) e la generazione Z (meno di 25 anni) sono sempre meno interessati dal posto fisso e sempre più attratti dallo smartworking e dal mondo del digitale, dove è più semplice poter lavorare da remoto.

Sarà un fenomento duraturo o sparirà assieme al virus? Difficile fare previsioni ma una cosa si può dire già con certezza: lo smartworking ha dimostrato che un mondo nuovo è possibile, ovvero è possibile essere produttivi quanto e più di prima con una qualità della vita nettamente migliore e più sostenibile.