Il "trucco" usato dai piccoli investitori per far capitolare i grandi speculatori di Wall Street

L'offensiva dei cosiddetti redditors si basa sull'utilizzo di sofisticati strumenti di investimento derivati chiamati call options. Il risultato è devastante per gli speculatori che puntano sul ribasso di un titolo. Il meccanismo spiegato ai non addetti ai lavori

Il 'trucco' usato dai piccoli investitori per far capitolare i grandi speculatori di Wall Street
Foto Ansa

Un nuovo fenomeno sta scuotendo i mercati finanziari: l’avvento dei piccoli investitori organizzati, noti anche come redditors che riescono a mettere in ginocchio i grandi speculatori di Wall Street. Il fenomeno è sbarcato addirittura a Piazza Affari dove diversi titoli hanno realizzato forti rialzi ingiustificati, organizzati da piccoli trader. Proviamo ad andare oltre la cronaca degli ultimi giorni per capire il cosiddetto short squeeze ovvero il meccanismo finanziario che sta consentendo ai redditors di prendersi gioco degli hedge fund speculativi.

GameStop e la speculazione ribassista 

La madre di tutte le battaglie è GameStop ovvero il titolo azionario di una catena di negozi fisici che vendono videogames. Un business in forte difficoltà a causa dell’avvento del gaming online e che da tempo produce bilanci in rosso. GameStop è la classica azienda destinata ad essere travolta dalla cosiddetta innovazione distruttiva. Caratteristica che la rende preda ideale della speculazione ribassista degli hedge fund di Wall Street.

La speculazione ribassista (tecnicamente chiamata short selling o vendita allo scoperto) consente di vendere titoli che non si possiedono. Una delle tante follie introdotte nel tempo nei mercati finanziari che hanno contribuito a trasformare la finanza più in un casinò che non in un settore funzionale all’economia reale.

Individuate le aziende in declino gli hedge fund vendono i titoli azionari allo scoperto (senza possederli) in questo modo alimentano il ribasso delle quotazioni per poi acquistarli, chiudere l'operazione speculativa e realizzare un profitto. Un semplice esempio numerico è utile per chiarire meglio la dinamica: mi faccio prestare un titolo azionario che non possiedo e lo vendo sul mercato a 10. Nel momento in cui lo stesso cala (per esempio scende a 8) lo compro e lo restituisco a chi me lo aveva prestato. L'operazione si chiude con un guadagno di 2. La dinamica è dunque esattamente opposta rispetto a quella rialzista che punta su un incremento dei prezzi. 

I fautori della teoria darwiniana applicata all’economia vedono di buon occhio il lavoro degli speculatori in quanto contribuiscono ad accelerare il processo di eliminazione delle aziende decotte. Per loro è cosa buona e giusta. Peccato però che la finanza sia un gioco a somma zero (come il poker), se qualcuno guadagna denaro c’è chi perde esattamente la stessa somma. Chi paga dunque il profitto degli speculatori? I piccoli investitori che in Italia sono anche noti come parco buoi e in America come dumb money (ovvero denaro stupido) in contrapposizione allo smart money (denaro intelligente) utilizzato per indicare i grandi investitori.

Reddit e Robinhood

L’innovazione tecnologica (la stessa che sta creando il declino di GameStop) ha però creato anche i presupposti per una clamorosa rivincita del dumb money. In particolare due fenomeni hanno reso possibile la disfatta (almeno per il momento) degli hedge fund. Il primo è l’avvento delle piattaforme social dove migliaia di persone possono ritrovarsi e comunicare. I piccoli investitori americani si ritrovano su WallStreetBets un forum del sito di social news Reddit da cui deriva il nome redditors o anche popolo di Reddit. Il secondo è la nascita di piattaforme di trading che hanno azzerato le commissioni rendendo dunque convenienti anche investimenti di piccola entità. La più utilizzata dai redditors è Robinhood.  

Le call options

Attenzione però: i piccoli investitori americani non sono degli sprovveduti. E la conferma arriva dalla sofisticata tecnica finanziaria utilizzata per prendere di mira gli hedge fund ribassisti, basata su un sapiente utilizzo delle call options (ovvero opzioni call). Cosa sono le call options? Sono strumenti derivati che danno il diritto (ma non l’obbligo) di acquistare un asset (esempio un titolo azionario) a un dato prezzo d'esercizio (strike price). Al fine di acquisire tale diritto, l'acquirente paga una somma detta premio (o prezzo della call option).   

Facciamo anche in questo caso un esempio per chiarire la dinamica. Ipotizziamo che il titolo ABC oggi valga 3 euro e pagando un premio di 50 centesimi si ha il diritto di acquistarlo a 3,5 euro. Se tra un mese il titolo ABC vale più di 4 euro (3,5 + premio 50 centesimi) chi ha acquistato la call option realizza un profitto esercitando il suo diritto e rivendendo immediatamente ABC sul mercato. L'esempio numerico ci fa capire che le call options sono uno strumento funzionale a chi punta sul rialzo di un titolo.

E  anche in questo caso (analogamente allo short selling) le call options pur essendo strumenti diversi dai titoli sottostanti producono conseguenze sul titolo. Chi vende la call option (tipicamente un altro speculatore) si cautela acquistando il titolo sottostante. Perciò una forte domanda di call options sul titolo ABC genera anche una forte domanda degli stessi titoli ABC. 

Da cosa dipende il prezzo/premio delle call options? Semplicemente dalla probabilità che hanno di generare un profitto. Più il prezzo del titolo sottostante è lontano dal prezzo di esercizio (prezzo al quale si ha il diritto di acquistare) minore è il valore della call option. Anche in questo caso un esempio numerico può essere di aiuto. Per una call option su ABC con strike price a 3,5 euro se il prezzo del sottostante (ovvero ABC) scende da 3 a 1 euro allora crolla anche il prezzo/premio della call option.

Short squeeze ovvero la spremitura dei ribassisti

Arrivati a questo punto abbiamo tutti gli strumenti per capire lo scontro avvenuto tra redditors ed hedge fund e perché ad avere la peggio sono stati quest’ultimi. Lo short selling (vendita al ribasso) degli speculatori su GameStop ha alimentato la caduta delle quotazioni azionarie e del prezzo delle call options. I redditors su Robinhood hanno potuto acquistare le opzioni per pochi centesimi (prezzi stracciati) e facendo questo hanno alimentato l’acquisto di titoli di GameStop da parte dei venditori delle call options.

In un processo a catena l’acquisto dei titoli GameStop ha fatto rialzare il prezzo dell’azione e questo ha interrotto il giochino dei ribassisti che si sono dovuti affrettare a chiudere le loro scommesse speculative acquistando a loro volta i titoli di GameStop per evitare di perdere soldi. L’aumento del prezzo delle quotazioni di GameStop è stato esplosivo e violento e questo ha determinato quello che tecnicamente viene chiamato short squeeze ovvero una spremitura dei ribassisti.

Miliardi di perdite per gli hedge fund

Solamente dando una occhiata a quanto realmente accaduto si può capire la portata del fenomeno. Dal grafico sottostante sull’andamento in Borsa di GameStop nell’ultimo mese si può vedere che il titolo è passato rapidamente da circa 20 dollari fino a oltre 300. E tutto questo nel giro di poche sedute. Secondo Forbes il rialzo ha fatto perdere miliardi di dollari a molti grandi hedge fund di Wall Street. Melvin Capital ha avuto bisogno di un’operazione di salvataggio da 2,7 miliardi. Sull’altro fronte, sempre secondo Forbes, diversi piccoli investitori sono diventati milionari.

Grafico Google

Il silver squeez, Dogecoin e il caso italiano

Secondo un noto proverbio “l’appetito vien mangiando”. Non c’è dunque da esseri sorpresi sul fatto che lo short squeez si stia estendendo anche su altri fronti. L’ultimo attacco da parte dei redditors riguarda l’argento (silver) anch’esso oggetto di speculazioni ribassiste da parte dei grandi investitori di Wall Street. Altro caso eclatante è stato poi quello della criptvaluta Dogecoin il cui prezzo in sole 24 ore è salito del 500% anche grazie ad un tweet di Elon Musk a sostegno dei redditors. E addirittura il fenomeno ha contagiato i piccoli investitori italiani che attraverso una azione coordinata su Telegram hanno spinto al rialzo i titoli di Tiscali, Clabo, EPrice, Digital Bros.

La reazione delle piattaforme

Per provare a fermare lo short squeez, la piattaforma Robinhood (insieme ad altre) ha imposto limiti agli ordini dei piccoli investitori. La stessa misura non è stata presa però nei confronti degli hedge fund. Da un lato questo ha contributo ad un brusco crollo delle quotazioni di GameStop dall’altro però ha alimentato la protesta del mondo della politica mettendo d’accordo (almeno per una volta) democratici e repubblicani.

Conclusione della vicenda

Le autorità di Borsa (in America la Sec, in Italia la Consob) hanno già messo nel mirino la vicenda e non passerà molto tempo prima che si pronunceranno in merito. Probabilmente un limite allo short squeez arriverà proprio da loro. Sarebbe una buona cosa come sarebbe salutare anche un limite alla speculazione degli hedge fund e degli altri grandi attori di Wall Street (e non solo) che ormai hanno trasformato la finanza in un mercato dannoso per l’economia reale.

La grande finanza è il vero tumore che sta minando la salute delle democrazie occidentali. Lo stesso Warren Buffet, il più grande investitore vivente, noto anche come l’oracolo di Omaha, più volte ha denunciato la pericolosità degli strumenti derivati (la base di ogni speculazione finanziaria) definiti “armi di distruzione di massa che a un certo punto causeranno grossi guai”. La terribile crisi finanziaria del 2007/2008 (crisi dei subprime culminata con il fallimento di Lehman Brothers) non ha insegnato niente (tutto più o meno è tornato come prima). Speriamo che almeno questa volta il fenomeno dei redditors faccia capire che è arrivato il momento di porre fine al più grande casinò del pianeta.