Distanziamento sociale dei lavoratori dentro le aziende: ora è possibile grazie al braccialetto

Diversi prodotti, come K-Y-D e Merlino, sono già disponibili sul mercato. Risolvono il problema ma allo stesso tempo pongono interrogativi sul fronte della privacy

Distanziamento sociale dentro le aziende: ora è possibile grazie al braccialetto
Nella foto il braccialetto di social distancing introdotto tra i lavoratori belgi del porto di Anversa

Mantenere le distanze. Questo il nuovo mantra sociale non solo nei luoghi pubblici ma anche all’interno delle aziende, che terminata la fase più dura del lockdown stanno provando a tornare alla normalità. Ancora una volta (così come avvenuto con lo smartworking) la tecnologia digitale offre una mano di aiuto proponendo dispositivi che aiutano i lavoratori a rispettare i vincoli del social distancing.

Ecco i braccialetti di social distancing 

Di che tipo di dispositivi si tratta? Semplicemente di braccialetti individuali che una volta indossati si attivano ogni volta che rilevano un analogo dispositivo nelle immediate vicinanze. L’intensità della vibrazione è via via crescente in relazione al diminuire della distanza.

K-Y-D e Merlino tra i primi modelli sul mercato 

Sul mercato è già disponibile K-Y-D (Keep Your Distance), un braccialetto bluetooth creato da Rethink Future con l’obiettivo di rendere la sicurezza accessibile ai privati e alle aziende a costi limitati. Altro braccialetto è Merlino, proposto al mercato da The Big Wave e Arkle.

Nessuna registrazione dei dati sensibili 

Entrambi i braccialetti nelle loro versioni base si limitano ad utilizzare le onde radio solo per individuare la presenza di altri dispositivi simili entro un raggio predefinito. Non registrano, quindi, la posizione o altri dati sensibili dei lavoratori e di conseguenza rispettano in pieno la privacy delle persone.

I rischi per la privacy 

Ma, come spiegato a Tiscali News dal fondatore di The Big Wave, Carlo Parodo, è possibile anche rendere più intelligenti questi braccialetti, consentendo loro di “tracciare gli spostamenti degli utenti e l’identità, in forma anonima, delle persone con cui si entra in contatto”.

Le analogie con Immuni 

Chi indossa il braccialetto all’interno dell’azienda è associato ad una stringa alfanumerica che tuttavia può essere nota all’ufficio del personale e alla direzione aziendale. Stesso ed identico problema che si verifica con Immuni, l’app di social distancing che sta per lanciare il governo e che ha sollevato non pochi dubbi sul fronte del rispetto della privacy. Anche nel caso di braccialetti come K-Y-D e Merlino, destinati alle aziende, ci troviamo dunque di fronte al quesito più importante (probabilmente) di questi giorni: è giusto rinunciare alla privacy in nome di una maggiore sicurezza sul fronte del virus?

Uso braccialetto è volontario 

“L’utilizzo del dispositivo - ha precisato uno degli ideatori di Merlino, Carlo Parodo -   non sarebbe obbligatorio ma volontario. Serve il consenso della persona”. Situazione anche in questo caso analoga a quella di Immuni che ugualmente non sarà obbligatoria. Per il momento, dunque, le scelte sul fronte privacy/sicurezza vengono lasciate al singolo cittadino/dipendente. E probabilmente è la scelta migliore in attesa del vaccino. Fermo restando, però, che terminata l’emergenza, sul fronte del rispetto della privacy bisogna ritornare velocemente alla situazione pre virus. La pandemia non deve essere il cavallo di Troia per cancellare diritti fondamentali dei cittadini e dei lavoratori.