Didattica a distanza: le luci e le ombre da conoscere in vista del nuovo anno

Uno studio condotto da Microsoft Italia ha fatto il punto sul nuovo modello didattico che ha consentito alla scuola italiana di superare l’emergenza dovuta al Covid-19

Didattica a distanza: le luci e le ombre da conoscere in vista del nuovo anno

Il rientro a scuola il 14 settembre 2020 è ufficiale. Virus permettendo si dovrebbe dunque tornare alla normalità. Questo significa che la didattica a distanza sarà accantonata? Difficile fare previsioni in un Paese complesso come l’Italia. Il rischio però esiste e il risultato sarebbe quello di rinunciare ad un modello didattico che ha dimostrato ombre ma anche tante luci. Questo è infatti il risultato principale di uno studio di Microsoft Italia, realizzato in collaborazione con PerLAB e Wattajob, che ha tracciato un bilancio su quanto accaduto nella scuola italiana durante i mesi del lockdown dovuto alla pandemia Covid-19.

Miglioramento sensibile delle competenze digitali 

Dalla ricerca è emerso che la didattica a distanza non solo è stata fondamentale per garantire la continuità dell’anno scolastico ma ha anche contribuito ad accrescere sensibilmente le competenze digitali sia degli studenti che dei docenti. I numeri parlano chiaro: il 70% degli insegnanti intervistati ha dichiarato un miglioramento significativo nel rapporto con la tecnologia, che ha generato notevoli benefici nello svolgimento della professione.

Docenti più motivati, studenti più autonomi 

L’uso di strumenti digitali ha reso i docenti più motivati, più concentrati e più soddisfatti in generale del loro lavoro. Altri aspetti positivi sono stati un generale miglioramento della pianificazione della didattica e un’ottimizzazione dei tempi. Per quanto riguarda gli studenti il miglioramento nelle competenze digitali ha portato ad una maggiore autonomia nella fase di apprendimento.

Stress e stanchezza per tutti 

Tutto bene dunque? Niente affatto. Non mancano anche le ombre. Gli insegnanti hanno affermato di aver avuto difficoltà nel coinvolgere in modo efficace gli studenti e per tutti (docenti e studenti) mesi di didattica sono stati alla fine fonte di stress e stanchezza.

Il peso dell'emergenza 

Per quanto riguarda gli insegnanti, emozioni negative quali ansia, stanchezza e insicurezza sono dipese dalla necessità di dover far tempestivamente fronte al nuovo modello didattico con mezzi e competenze non sempre adeguati. Sugli studenti ha invece inciso l’isolamento sociale dovuto al lockdown che ha alimentato noia, solitudine e confusione anche a lezione.

L'importanza della didattica in presenza 

Emozioni negative che sia per i docenti che per i ragazzi dovrebbero essere meno intense con una didattica a distanza in condizioni di normalità, tuttavia il risultato dello studio è abbastanza chiaro: la nuova modalità di apprendimento è senz’altro utile per affrontare una situazione di emergenza ma non può sostituirsi completamente alla didattica in presenza che resta fondamentale e necessaria. Per il futuro la soluzione migliore è probabilmente quella di un modello ibrido in cui la didattica a distanza integra in modo permanente quella tradizionale.

La necessità di superare i deficit digitali dell'Italia 

E’ chiaro però che affinché sia possibile sfruttare appieno le potenzialità della didattica a distanza è necessario un deciso passo in avanti delle scuole, ed in generale dell'intero Paese, sul fronte digitale per garantire a tutti gli strumenti e le infrastrutture adeguate, a partire da connessioni ad internet ultraveloci diffuse in tutto il territorio nazionale.

L'occasione del Recovery Fund 

I fondi europei in arrivo con il Recovery Fund sono una grande occasione da non sprecare per accelerare la digitalizzazione della scuola italiana (prevista già prima del virus dal Piano Nazionale Scuola Digitale) e portare la didattica italiana nel XXI secolo.

 

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