Con Mars City l'Italia diventa protagonista nella Space Economy. Gli obiettivi del progetto

Sorgerà in Italia un nuovo incubatore per aziende e start-up che vogliono inserirsi nel settore aerospaziale. Tiscali News ne ha parlato con Antonio Del Mastro, direttore di Mars Planet

Con Mars City l'Italia diventa protagonista nella Space Economy. Gli obiettivi del progetto
Space Laboratories (foto Mars Planet)

Volere la Luna potrebbe suonare impossibile, ma forse non per il progetto Mars City, che vorrebbe portarne almeno un pezzetto in Italia. Si tratta, infatti, di ricostruire l'ambiente lunare e quello marziano all'interno di un hub che ospiterà missioni spaziali analoghe. Non solo, ma sarà uno spazio destinato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie, oltre che un luogo di aggregazione per le aziende e le start-up che vorranno inserirsi nell'industria aerospaziale. Il progetto vede coinvolti Mars Planet, lo Swiss Institute for Disruptive Innovation (SIDI) e l'European Center for Space Exploration and Colonization (ECSEC). Tiscali News ha sentito Antonio Del Mastro, presidente della Italian Mars Society, direttore tecnico di Mars Planet  e co-fondatore dell'ECSEC.

Cosa ci sarà all'interno di Mars City?

"Possiamo dividere la nostra mission in tre attività principali: ricerca e sviluppo, acceleratore e incubatore, educazione. Ovviamente il cuore del progetto è costituito dai due simulatori: uno marziano e uno lunare. Al loro interno si potranno svolgere attività di simulazione di missioni spaziali e sarà possibile testare nuove tecnologie. Accanto ai simulatori, sorgerà un'area di ricerca e sviluppo costituita da moduli cilindrici che ospiteranno laboratori dedicati di robotica, realtà virtuale, aumentata e mista, medicina dello spazio, telecomunicazione, agricoltura spaziale. La Mars City vuole essere anche un incubatore per le aziende tradizionali. Ci sarà un Business Center, dove start-up e aziende potranno insediarsi per svolgere le loro attività, e uno Space Hall, in cui si potranno tenere conferenze ed eventi di networking. Infine, per quanto riguarda l'educazione, verrà realizzato uno spazio museale, che ospiterà mostre e laboratori". 

Simulatore lunare (foto Mars Planet)

Come è nato il progetto?

"Come Mars Planet lavoriamo a questo progetto dal 2015. Alla fine del 2020 abbiamo stretto una partnership con lo Swiss Institute for Disruptive Innovation (SIDI) per realizzare una nuova versione, da cui è nata la Mars City Gmbh, la società italo-svizzera deputata alla realizzazione del progetto. Siamo partiti con l'idea di creare un simulatore marziano analogo, sulla base delle esperienze che abbiamo fatto nel campo della simulazione delle missioni spaziali, tra cui la missione analoga SMOPS (Space Medicine OperationS) del 2022. Queste missioni hanno luogo solitamente in aree remote e luoghi estremi, come i deserti. Aree capaci di simulare l'ambiente marziano o lunare. Ci siamo chiesti se potevamo realizzare qualcosa del genere in Italia, pur essendo consapevoli che non esistono aree con caratteristiche così estreme. L'opzione ideale era inserire il progetto all'interno di un campo più ampio, di tipo industriale. La Mars City vuole essere il luogo dove avviene e si concretizza la corsa allo spazio. Uno spazio dove le aziende tradizionali, e quelle che sono già operative nel settore aerospaziale, possono testare le loro tecnologie, sviluppare prodotti e servizi connessi alla nuova economia dello spazio. Prevediamo di riuscire a portare a conclusione i lavori entro tre anni. Nel 2024, quindi, in tempo per quando si terrà a Milano la Conferenza Astronautica Internazionale (IAC).

Simulatore marziano (foto Mars Planet)

Che tipo di aziende pensate di coinvolgere?

"La rosa è molto ampia. Parliamo di aziende che vanno dal settore meccanico a quello tessile, dal manifacturing al 3d printing, dalla robotica alle telecomunicazioni e allo sviluppo di software. L'esplorazione umana di Marte e della Luna coinvolge tutte le tecnologie terrestri. C'è spazio anche per gli studi legali, perché esistono degli aspetti giuridici su cui occorre interrogarsi. Penso, per esempio, al possesso e all'utilizzo delle risorse dello Spazio: sono da intendersi come un bene comune o sono da assegnare a chi se le prende? Insomma, la conquista dello spazio comporta sostanzialmente una rivoluzione di tutta l'economia". 

Quali sono le opportunità?

"Il settore aerospaziale è quello che attualmente possiede il più alto trend di crescita. Si parla di un fatturato totale che nel 2030 supererà i mille miliardi di dollari, e potrebbe arrivare, secondo altre stime, a tremila miliardi di dollari. Stiamo parlando di un'enorme ondata in arrivo, un po' come quando è emerso il mercato di Internet alla fine degli anni Novanta. Esistono potenzialità in tutti i campi. All'interno di ECSEC portiamo avanti il programma Space Readiness Levels (SRLs) il cui scopo è quello di introdurre le aziende tradizionali nel settore spaziale. Analizziamo le loro caratteristiche e, in base al tipo di prodotto o servizio, definiamo il percorso più adeguato ed efficace per farle accedere al settore spaziale, ovviamente riducendo al minimo i costi di investimento. L'industria dello Spazio non richiede più tempi lunghi di dieci o quindici anni per avere un ritorno concreto sull'investimento. Oggi le tempistiche si sono accorciate e sono in linea con quelle tipiche di un investimento nei settori tradizionali. È necessario che gli imprenditori non concepiscano più questo come un settore appannaggio esclusivo delle Agenzie Aerospaziali e dei grossi gruppi industriali. Stiamo parlando infatti di un mercato alla portata veramente di tutti e pronto per essere colto, nel senso più concreto del termine".