Come si diventa Space Architect. L’esempio di Barbara Imhof e Rania Toukebri

Barbara Imhof e Rania Toukebri saranno ospiti il 21 ottobre al webinar Space Architecture & Design promosso dalla School of Disruption del SIDI

Come si diventa Space Architect. L’esempio di Barbara Imhof e Rania Toukebri

A quanti e quante di noi sarà capitato da bambini di guardare la Luna affacciati alla finestra e sognare di avere una casa lassù? Possiamo immaginare siano stati anche i pensieri di Barbara Imhof e di Rania Toukebri, che dei loro sogni e delle loro passioni ne hanno fatto un lavoro.

Barbara Imhof è architetta spaziale, Co-fondatrice, Managing Partner e co-proprietaria di LIQUIFER System Group. Ha studiato alla Bartlett School of Architecture di Londra, al Southern Californian Institute of Architecture di Los Angeles e si è laureata alla University of Applied Arts. Quando ha intrapreso i suoi studi in architettura immaginare di abitare lo spazio poteva sembrare visionario e fantascientifico, ma oggi sappiamo che sta diventando una realtà sempre più concreta. Ciò è stato reso possibile anche grazie al lavoro di Barbara Imhof e del LIQUIFER System Group di Vienna.

Si tratta di un gruppo transdisciplinare che, coniugando architettura, scienza e tecnologia, è impegnato nella ricerca di soluzioni innovative per migliorare e rendere più sostenibile la vita e il lavoro sulla Terra e nello Spazio. Tra i progetti di LIQUIFER vi è appunto quello di utilizzare le risorse presenti nella Luna, come la sabbia lunare, per la stampa di mattoni 3D.

Ma stanno lavorando anche al modulo abitativo della prossima stazione spaziale internazionale, Lunar Gateway, che verrà lanciata in orbita nel 2024. I progetti di LIQUIFER sono spesso supportati dall'Unione europea attraverso l’Agenzia spaziale europea (ESA), dall'Agenzia austriaca per la promozione della ricerca (FFG) e dal Fondo scientifico austriaco (FWF).

Barbara Imhof ha lavorato come architetta spaziale anche con la NASA, occupandosi dell’interior design nel progetto BIOPLEX (Bioregenerative Planetary Life Support Systems Test Complex). Imhof è anche membro del comitato consultivo della FFG e sostiene fortemente una maggiore presenza femminile nel settore aerospaziale, a tutti i livelli.

Sullo stesso terreno si muove l’ingegnera Rania Toukebri, impegnata per contrastare la differenza di genere, coinvolgere e avvicinare sempre più ragazze alle materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Promuovere le opportunità delle STEM, facilitare l'accesso all'istruzione e alle carriere nel mondo aerospaziale, fornire consulenza e sensibilizzare istituzioni e governi su queste tematiche, è anche l’obiettivo del progetto Space4Women dell’UNOOSA (United Nations Office for Outer Space Affairs), di cui dal 2018 Rania Toukebri è Delegata.

Toukebri  è nata nel 1991 e ha studiato ingegneria presso l’INSAT (Institut national des sciences appliquées et de technologie). Nel 2016 ha conseguito un Master all'University of Picardy Jules Vernein di Amiens, in Francia e nel 2017 un Master all'Università di Stanford. Si occupa principalmente di veicoli aerospaziali e ha lavorato, tra gli altri, al Satellite sudcoreano Kompsat 7 e con l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) al Satellite Jupiter Icy Moons. Toukebri è Regional Coordinator per l'Africa all’interno dello Space Generation Advisory Council (SGAC), con il quale ha avviato il programma #SpaceEducation che mira a colmare il gap nell’educazione spaziale e a rendere l’educazione spaziale accessibile ovunque a chiunque.

Barbara Imhof e Rania Toukebri saranno ospiti del webinar Space Architecture & Design promosso dalla School of Disruption, un progetto del SIDI (Swiss Institute for disruptive Innovation). Il webinar che si terrà il 21 ottobre,gratuito e aperto a tutti, sarà non solo l’occasione per sentir parlare e poter interagire (è prevista una sessione finale di Q&A) con due architette spaziali di fama internazionale, ma anche per soffermarsi sul ruolo e il forte intreccio tra architettura, ingegneria e spazio.

Si parlerà della progettazione di sistemi per la vita a gravità-zero e sugli altri pianeti, di come sono cambiati gli orizzonti dell’esplorazione spaziale negli ultimi anni e dell’importanza dei test, delle simulazioni e delle analogous missions. Insomma, sarà un’occasione da non perdere per il calibro delle ospiti e per l’attualità dei temi affrontati.