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[L'intervista] Così diamo le pagelle ai siti e proteggiamo i lettori dalle fake news

Una startup, NewsGuard, ha sviluppato una interessante tecnologia per valutare ed etichettare la credibilità dei siti di informazione

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
[L'intervista] Così diamo le pagelle ai siti e proteggiamo i lettori dalle fake news

Anche in Italia negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza sul pericolo delle fake news, ovvero sui rischi derivanti dalla diffusione di notizie false create ad arte. Secondo un recente sondaggio realizzato da YouGov l’86% degli intervistati ritiene importante la nascita di servizi che proteggano i lettori dalle bufale. Una risposta a questa esigenza l’ha data una startup, NewsGuard, che ha sviluppato una interessante metodologia per contrastare la disinformazione online.

L'etichettatura dei siti di informazione 

Alla base della metodologia di NewsGuard c’è l’analisi dei siti di informazione attraverso l’utilizzo di nove parametri giornalistici. Il risultato finale è una valutazione di ciascun sito paragonabile (secondo quanto spiegato da NewsGuard) “a quella di una etichetta nutrizionale in grado di offrire ai lettori la possibilità di valutare la credibilità delle fonti utilizzate per informarsi”.

Visualizzazione del rating attraverso un plugin del browser 

I rating e le etichette prodotte da NewsGuard sono visualizzabili dai lettori dei siti di informazione online tramite l’installazione di un’estensione del browser (ovvero un plugin) che si può scaricare gratuitamente dal sito della startup, dove vengono riportate anche tutte le informazioni necessarie per capire il funzionamento dello strumento e i metodi di classificazione utilizzati per valutare la credibilità dei siti. 

Analizzati i siti responsabili del 92% delle notizie online 

Pur essendo italiana, NewsGuard ha avvitato il suo progetto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Ma a partire dallo scorso maggio le analisi sono state estese anche ai siti italiani, francesi e tedeschi. Fino ad ora stati analizzati nel nostro Paese i siti responsabili del 92% del traffico di notizie online. Tiscali News ha sentito Virginia Padovese, senior editor di NewsGuard, per fare il punto sui risultati emersi dall’analisi dei siti di informazione italiani.

La disinformazione riguarda tanti ambiti, non solo la politica 

 “La situazione italiana – ha spiegato - è molto simile a quella degli altri Paesi in cui stiamo lavorando: la disinformazione c'è e riguarda la politica, la medicina, l'attualità. Esistono teorie del complotto, esistono contenuti fuorvianti, costruiti partendo da fatti realmente accaduti ma che portano a conclusioni scorrette solo per sostenere una certa visione del mondo, spesso quella delle persone proprietarie o responsabili delle varie pubblicazioni. Ci sono testate molto affidabili, che per esempio rispettano tutti o quasi i nostri 9 parametri di credibilità e trasparenza, e ci sono testate che violano pesantemente questi standard”.

"Il fact checking non basta"

“Un aspetto interessante del nostro Paese  - ha proseguito Padovese - è che quello della disinformazione è un tema molto sentito. L'Unione Europea sta chiedendo a gran voce ai colossi del web di offrire ai loro utenti gli strumenti per difendersi dalla disinformazione online. Secondo noi però il migliore approccio al problema è di carattere strutturale e non passa soltanto attraverso il fact-checking delle singole notizie, che di fatto ‘certifica’ la veridicità di un’informazione una volta che è stata pubblicata. Bisogna aiutare i lettori a capire i siti nella loro complessità rispettano gli standard giornalistici fondamentali. Ed è quello che NewsGuard cerca di fare offrendo all’utente finale una bussola per la navigazione  informata e consapevole”.

Iniziativa di NewsGuard apprezzata dalle testate italiane 

Alla senior editor di NewsGuard abbiamo chiesto informazioni anche sul riscontro ottenuto dal loro progetto presso gli editori italiani, “E’ stato molto positivo. Molte delle testate con cui ci siamo messi in contatto  durante i nostri processi di analisi  - ha raccontato - si sono rapportate a noi con grande interesse e disponibilità, al punto che sono andate a modificare alcune pratiche editoriali o ad aggiungere informazioni sui loro siti per aumentarne la trasparenza. Quindi durante la fase di revisione del sito, molte testate  hanno iniziato a rispettare parametri che prima non venivano rispettati”. Una buona notizia che ci spinge dunque ad essere ottimisti: con l’impegno e la collaborazione di tutti la battaglia contro le fake news si più vincere.

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

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