Apple trema, scoppia la rivolta nella più grande fabbrica cinese di iPhone: le immagini degli scontri

Gli operai della Foxconn si sono ribellati contro le basse retribuzioni e le scarse condizioni igienico sanitarie. Il colosso cinese nega. Attesi ritardi nella spedizione degli iPhone 14 proprio in vista dello shopping natalizio

E’ scoppiata la rivolta nel campus Foxconn di Zhengzhou, la più grande fabbrica cinese di assemblaggio degli iPhone. Diversi video pubblicati online mostrano i violenti scontri tra i lavoratori e gli agenti delle forze dell’ordine, molti dei quali in tute ignifughe bianche. La protesta è scoppiata a causa dei bassi livelli di retribuzione e delle scarse condizioni igieniche sanitarie legate al covid. 

Secondo alcune ricostruzioni della CnnFoxconn non avrebbe onorato la promesse economiche fatte per attirare i lavoratori nello stabilimento. Numerose denunce, pubblicate in forma anonima sui social media, accusano infatti l’azienda di aver modificato i pacchetti salariali precedentemente pubblicizzati per reclutare nuovo personale.

Foxconn ha respinto le accuse sostenendo che "l'indennità è sempre stata rispettata in base all'obbligo contrattuale". L'azienda ha affermato anche che le dichiarazioni sulle condizioni igienico sanitarie, legate in particolare ai casi di positività Covid, sono “palesemente false”.

La notizia degli scontri non fa piacere ad Apple che già nei mesi passati ha dovuto affrontare problemi nella catena di approvvigionamento dovuti ai ritardi nelle strutture di assemblaggio. Le spedizioni di iPhone 14 potrebbero essere colpite proprio all’inizio dello shopping natalizio.

Il ministro degli Esteri cinese interpellato sulla vicenda ha mostrato scarso interesse affermando "di non essere a conoscenza dei fatti" e che in ogni caso si tratta di una questione "che non riguarda gli stranieri". La dimostrazione che i valori politici cinesi sono molto distanti da quelli occidentali.

I ricavi di Apple vanno a gonfie vele 

Andamento dei ricavi globali di Apple dal 2004 al 2022 (dati espressi in miliardi di dollari)

Come si può facilmente vedere dal grafico di sopra la Mela si conferma una "macchina da soldi". Non è un caso dunque che tra i giganti hi-tech americani Apple sia stato quello meno colpito dal ribasso di Wall Street. Dall'inizio dell'anno il titolo ha perso solo il 16,59% contro il -66,88% di Meta, il - 43,87% di Amazon e il -32,72% di Alphabet (Google).

Peccato però che dalle fabbriche cinesi di Foxconn, dove si fabbricano gli iPhone, continuino ad arrivare notizie non proprio belle. Problemi legati alle condizioni dei lavoratori di cui si parla non da giorni ma da anni e anni ormai senza che si riesca a trovare una soluzione.