I politici sbarcano su Clubhouse. L’esperto: "Ma non sarà come su Facebook e Twitter"

Per Roberto Zarriello le logiche di comunicazione del nuovo social sono molto diverse rispetto a quelle a cui siamo abituati. Nel frattempo la piattaforma è già finita nel mirino del Garante per la Privacy

I politici sbarcano su Clubhouse. L’esperto: 'Ma non sarà come su Facebook e Twitter'
Foto Ansa

Sul fronte social Clubhouse è il tema più caldo del momento. Anche in Italia stanno iniziando a registrarsi le prime esperienze di successo e la piattaforma è già finita nel mirino del Garante per la Privacy.

Su Tiscali News abbiamo già parlato delle importanti novità che Clubhouse ha introdotto rispetto ai social che lo hanno preceduto: niente testi, foto e video, tutto si basa sulle stanze sonore ovvero sulla voce. Una piattaforma live, solo audio, dove le persone si riuniscono per discutere una varietà di argomenti.

L’app del social è disponibile solo per i dispositivi Apple (quella per Android è ancora in via di sviluppo) e per poter partecipare è necessario essere invitati. Due ingredienti che caratterizzano da subito Clubhouse come una piattaforma per "pochi”.

Questo non è però bastato ad evitare l’intervento del Garante per la Privacy. L'Autorità ha inviato ai proprietari della piattaforma, la società americana Alpha Exploration, una lettera che contiene diverse contestazioni e richieste di informazioni. Clubhouse ha 15 giorni di tempo per rispondere. In particolare nel mirino ci sono le registrazioni temporanee degli audio, le informazioni sui partecipanti, le loro interazioni, la profilazione a scopo pubblicitario e il trasferimento di dati verso gli Stati Uniti.

Secondo le prime stime gli utenti italiani di Clubhouse sono ancora poche decine di migliaia ma un trend sembra già evidente: a farla da padrona è la politica, e visto il momento che attraversa l’Italia non si tratta di una vera e propria sorpresa. Una delle stanze più frequentate del nuovo social è Agorà Politica che registra fino a 700 partecipanti, tra cui si segnalano anche diversi senatori ed europarlamentari.

C’è il rischio che anche questo social diventi territorio di conquista dei principali protagonisti della politica italiana così come avvenuto con Twitter e Facebook? Roberto Zarriello, giornalista ed esperto di comunicazione digitale lo esclude. “La logica di Clubhouse – ha spiegato a Tiscali News – è diversa dai social esistenti e non si presta a dinamiche di comunicazione top down in cui uno parla e gli altri ascoltano”.  “In altre parole  - ha proseguito – chi pensa di replicare su questa piattaforma le dirette in live streaming di Facebook sbaglia”.

Clubhouse – ha detto ancora Zarriello - nasce con logiche di comunicazione circolari ovvero incentrate sull’interazione tra tutti i partecipanti alle stanze, pur nel rispetto delle regole imposte dai moderatori. I politici che vorranno sbarcare sulla piattaforma dovranno perciò essere disposti ad un confronto aperto e interattivo con gli altri partecipanti e non è detto che tutti siano disposti a farlo”.

Si tratta dunque di un cambio di paradigma rispetto a tutto quello a cui siamo stati abituati fino ad oggi. “E’ una piattaforma ancora tutta da scoprire – ha sottolineato Zarriello - ma a mio avviso ha tutte le potenzialità per diventare uno dei componenti stabili della nostra dieta mediatica, anche se non mancheranno i problemi a partire dal ruolo e dal potere che i moderatori avranno nelle singole stanze”.

Il parere dell’esperto è dunque abbastanza chiaro: Clubhouse non è destinato ad essere una moda passeggera e ne sentiremo parlare sempre più spesso anche se (fortunatamente) i politici non potranno utilizzarlo nello stesso ed identico modo in cui hanno utilizzato Twitter e Facebook.